Maria Antonietta e Colombre cantano a Sanremo un pezzo politico travestito da un pezzo pop: “La felicità e basta”.
I due artisti, coppia anche nella vita, ci raccontano come sono arrivati a Sanremo, come riescono a condividere la vita pubblica e la vita privata. E della felicità che ci dicono che è vera proprio perché condivisa non solo tra loro ma con la collettività in generale.
L’INTERVISTA
Trasmettete la felicità di fare questa cosa insieme. Qual è il segreto per dividere la vita pubblica e lavorativa dalla vita privata?
Colombre: “Cerchiamo sempre di non fare troppa fiction. Noi abbiamo due carriere diverse sì ma abbiamo un progetto insieme, che è il nostro disco. E anche questa tappa del nostro percorso la facciamo insieme. E quindi in qualche modo non c’è per noi una distizione tra vita pubblica e vita privata”.
Non siete conosciuti dal grande pubblico e per voi Sanremo è come una vetrina. Quanto era necessario che ci fossero novità in questa edizione?
Maria Antonietta: “La complessità e la varietà sono ricchezza. E quando tutto diventa omogeneo, la ricchezza si perde. Quindi ben venga che ci sia così tanta diversità tra noi”.
Siete due personalità complesse. Come la vostra complessità si intrinseca nel vostro modo di fare musica o nel fare altre cose oltre alla musica? Maria Antonietta ad esempio ha scritto un libro e ha presentato alcuni programmi con un focus sull’arte.
Maria Antonietta: “Quando puoi fare tante cose è come se avessi un continente da esplorere. Trovo divertente passare da una cosa all’altra. Si tratta di una questione di curiosità”.
Sul palco utilzzate l’omnicord. Cosa vi da questo strumento e che utilizzo ne avete trovato?
Maria Antonietta: “Si tratta di un piccolo sintonizzatore, e se devo essere sincera l’ho conosciuto grazie a Colombre. Da quando l’ho scoperto l’ho utilizzato anche per musicare i reading di poesia. Ti aiuta sicuramente ad avere uno spazio divertente ma per noi è anche un legame sentimentale e proprio per questo abbiamo voluto portarlo qui a Sanremo”
Si tratta di un pezzo politico e non so quanto questa cosa sia passata. Ce lo confermate?
“Sì, perchè il diritto alla felicità è una cosa a cui dobbiamo aspirare ed è un brano politico anche se è travestito da un brano pop. Noi siamo vivi e perchè dovremmo privarcene?”