Dark Mode Light Mode
WILCO due concerti in Italia [info e Biglietti]
SANREMO 2026: le pagelle e i commenti della prima serata

SANREMO 2026: le pagelle e i commenti della prima serata

Tiziano-Ferro-Conti-Sanremo-2026

E finalmente ci siamo: si apre oggi il sipario sul 76° Festival della Canzone Italiana, il quinto di Carlo Conti e il secondo consecutivo dopo la “golden age” di Amadeus.

C’è da dire che l’hype quest’anno sembra partire basso, con un cast (sulla carta) più debole – ma stasera sentiremo finalmente le canzoni dal vivo, con l’orchestra e tutto il cucuzzaro.

Accanto a Conti, Laura Pausini e, per questa sera, Can Yaman (che si incontrerà con l’attore originale di Sandokan, Kabir Bedi).

Altri ospiti attesi: aprirà Olly, il vincitore dello scorso anno con “Balorda nostalgia” (3 dischi di Platino, quindi il brano più streammato del 2025); dal Suzuki Stage in piazza Colombo ci sarà invece Gaia con la hit “Chiamo io chiami tu” (solo ventiseiesima lo scorso anno ma poi divenne una vera hit), mentre dalla Costa Toscana Max Pezzali ci presenterà una dei suoi tanti evergreen (per tutta settimana). Super ospite all’Ariston sarà invece Tiziano Ferro, fra medley dei suoi successi e il nuovo brano “Sono un grande”. Atteso anche un doveroso omaggio all’indimenticabile Peppe Vessicchio, che tanti brani ha diretto su quel palco in oltre 3 decenni.

Advertisement

La serata si apre con la voce di Pippo Baudo, scomparso lo scorso agosto; un doveroso omaggio a una figura storica del Festival (ha firmato ben 13 edizioni).

Mentre la memoria storica è stata onorata dall’ospite simbolo Gianna Pratesi, che con i suoi 105 anni è testimone del primo voto alle donne.

Ma bando ai convenevoli e passiamo alla gara, che ci auguriamo sia serrata e sorprendente (in attesa dei tanto temuti dati d’ascolto domattina).

LE PAGELLE E COMMENTI

RAF – Ora e per sempre
Torna per la quinta volta nella città dei fiori per raccontare la sua storia d’amore lunga oltre 30 anni, con la firma del figlio Samuele (che di nuovo e fresco non inserisce nulla). Un brano dolce e nostalgico, fra archi e chitarre, dichiaratamente démodé e non è necessariamente un difetto, se non altro tenta una costruzione musicale. Alti e bassi nella prestazione vocale ma siamo affazionati a questo portatore sano di onesto pop da oltre 40 anni. Non è qui per piazzarsi ma per… non lo sappiamo, ma siamo contenti ci sia (ancora).
Voto: 6,50

SAMURAI JAY – Ossessione
Il rapper partenopeo Gennaro Amatore vuole bissare il successo di “Halo” portando un evidente follow-up dal sabor brasileiro: bel ritmo e sicuramente contemporaneo (ha tanta voglia di prendere il posto di Fred De Palma) dove si concede anche un downgrade del ritmo (ma è la parte più cringe del brano con l’innesto vocale di Belèn); la sensazione è che su quel palco sia un po’ fuori posto – e fuori luogo. Le radio e i club attendono remix e bootleg a profusione.
Voto: 6,25

PATTY PRAVO – Opera
La Patty nazionale festeggia 60 anni di carriera con un brano firmato da Giovanni Caccamo in cui si autocelebra (perché lei può): temevo un disastro vocale invece se l’è cavata (meno nel ritornello). Però sotto gli archi – bellissimi – niente (o poco più), testo compreso. Ha portato di meglio su quel palco, ma anche di peggio.
Voto: 6 “politico”

ELETTRA LAMBORGHINI – Voilà
Al suo secondo Festival, ci regala esattamente quello che volevamo da lei: un brano sbatticul dal ritornello trascinante “cantato” alla bell’e meglio senza pseudo paranoie esistenziali leopardiane; un inno alla vita e un palese omaggio alla Carrà senza troppe pretese e senza prendersi troppo sul serio. Premio simpatia.
Voto: 5,90 (per la simpatia di cui sopra, altrimenti togliete 1 punto)

TOMMASO PARADISO – I Romantici
Per il suo esordio, Tommy Paradise va sull’usuto sicuro e ci offre una dedica d’amore elegante firmata con Tropico e Davide Simonetta. La prova vocale non è delle sue migliori (era visibilmente emozionato) ma onesto col suo ultimo percorso (e per ora è sufficiente rispetto a quanto sentito finora stasera). Non conquisterà nuovi fan però non perderà quelli che ha già (e visti i tempi è già una conquista). Non abbiamo sentito le winner vibes però, manca la zampata finale.
Voto: 6,90

LUCHÈ – Labirinto
Il rapper che a sto giro rappa poco ma non ha comunque la capacità vocale per cantare davvero (per usare un eufemismo, abbiamo smesso di contare le stecche al primo refrain). Il brano è un midtempo senza particolari difetti ma nemmeno guizzi, né compositivi né armonici (non ce ne voglia Tropico), che rischia di passare completamente inosservato (in gara) fra gli altri 29 brani. Magari si rifarà in radio, con tutti gli accorgimenti vocali del caso.
Voto: 5, 50 (4 per la resa vocale)

ARISA – Magica favola
Alla sua ottava partecipazione, per Rosalba è ora di un bilancio esistenziale, delicato, elegante ed emozionante, su un’operetta dove dispiegare la sua voce che ha pochi eguali, destreggiandosi in due cambi di tonalità considerevoli. Fraseggio perfetto su un’atmosfera onirica, purtroppo il brano rischia di accartocciarsi su se stesso e non è all’altezza del suo grande talento. Facciamo una media.
Voto: 6,50

DARGEN D’AMICO – Ai Ai
Terza tacca a Sanremo per lui, a sto giro sfodera la sua ironia sull’intelligenza artificiale (permettendosi anche il lusso di coniare neologismi come “raposo”). Musicalmente meno travolgente del solito – a sto giro si affida a un midtempo con una linea melodica quasi malinconica – cerca almeno di trovare un mezzo tormentone col refrain ma il tutto zoppica un po’ senza distinguirsi da una canzonetta piacevole ma fondamentalmente innocua.
Voto: 5,50

MARA SATTEI – Le cose che non sai di me
Al suo secondo Sanremo, firma una dedica d’amore intima prodotta dal fratello thasup. Una ballad classica che sembra uscita da un Festival degli anni ’90 senza una melodia ad effetto. Sara non canta neppure male (anche se un po’ afona) ma non basta per bucare.
Voto: 5

SAYF – Tu mi piaci tanto
Il rapper italo-tunisino al suo esordio festivaliero si muove fra street rap e cantautorato, con un ritornello a presa rapida, da buon genovese cita Luigi Tenco ma anche Silvio Berlusconi e Cannavaro per un ritratto del nostro Paese dalla distanza. Ritmo trascinante dal sapore folk e – finalmente – qualcuno che scandisce bene le parole. “Tu mi piaciucchi”, tanto per parafrasarlo.
Voto: 6,90

MICHELE BRAVI – Prima o poi
Terzo Festival per lui, stranamente (…) una ballad che è un dolce monologo sull’inadeguatezza, appesa a piano e archi ben dispiegati. La linea melodica non è immediata, lui regge bene vocalmente. Certo, l’originalità sta a un altro indirizzo… L’Ariston apprezza, noi un po’ più tiepidi ma ci teniamo il beneficio del riascolto.
Voto: 6,25

DITONELLAPIAGA – Che fastidio!
Dopo il duetto con Rettore in “Chimica” del 2022, Margherita Carducci torna al Festival da solista e vuol fare sul serio, accompagnata da 6 ballerini e una convincente coreografia e soprattutto con un pezzo ironico, impertinente ed energico che ha già mandato in visibilio la stampa più blasonata e che è stato montato ad arte per essere un tormentone da invadere le emittenti radiofoniche anche di Alpha Centauri. Basso in primo piano, 130 BPM o su di lì, un mare di parole non tutte comprensibili, refrain a presa rapida. Ok, sicuramente brano valido e funzionale, ma al primo ascolto non quel capolavoro tanto decantato. Probabilmente rende di più inciso, coi synth ben definiti.
Voto: 6,50

J-AX – Italia starter pack

FULMINACCI – Stupida sfortuna

LEVANTE – Sei tu

FEDEZ & MASINI – Male necessario

ERMAL META – Stella stellina

SERENA BRANCALE – Qui con me

NAYT – Prima che

MALIKA AYANE – Animali notturni

EDDIE BROCK – Avvoltoi

SAL DA VINCI – Per sempre sì

ENRICO NIGIOTTI – Ogni volta che non so volare

TREDICI PIETRO – Uomo che cade

BAMBOLE DI PEZZA – Resta con me

CHIELLO – Ti penso sempre

MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE – La felicità e basta

LEO GASSMANN – Naturale

FRANCESCO RENGA – Il meglio di me

LDA & AKA 7EVEN – Poesie clandestine

Previous Post

WILCO due concerti in Italia [info e Biglietti]

Advertisement