Dark Mode Light Mode

FLEA il nuovo singolo con THOM YORK e l’album a marzo

Flea-by-Gus-Van-Sant-2026

Flea pubblica il 27 marzo 2026 il suo primo album solista, “Honora”, su etichetta Nonesuch Records.

Tempo e Spazio gli hanno finalmente permesso di tornare ai suoi primi amori musicali: il jazz e la tromba.

Il brano Traffic Lights, scritto in collaborazione con Thom Yorke e Josh Johnson, è disponibile da oggi. Flea e la Honora band partiranno a Maggio per un tour internazionale, suonando in locali intimi in città selezionate.

Per Honora, che prende il nome da un amato membro della famiglia, Flea ha composto e arrangiato la musica, oltre a suonare la tromba e il basso in tutto l’album, affiancato da un gruppo d’élite di visionari del jazz moderno: il produttore dell’album e sassofonista Josh Johnson, il chitarrista Jeff Parker, la bassista Anna Butterss e il batterista Deantoni Parks. L’album vede la presenza vocale di Flea, oltre che degli amici Thom Yorke e Nick Cave. Si uniscono alla band tra gli altri anche Mauro Refosco (David Byrne, Atoms for Peace) e Nate Walcott (Bright Eyes).

Advertisement

L’album comprende sei brani originali, tra cui uno scritto da Flea, Johnson e Yorke, oltre a interpretazioni di brani di George Clinton ed Eddie Hazel, Jimmy Webb, Frank Ocean, Shea Taylor, e Ann Ronell.

Deantoni ed io abbiamo suonato il primo giorno quello che poi è diventato “Traffic Lights”. Qualcosa del pezzo mi ha ricordato gli Atoms for Peace, quindi l’ho mandato a Thom.

Conoscendolo, ho pensato che sarebbero stati un ritmo e una sensibilità con cui avrebbe potuto identificarsi. E avevo ragione, è stato così. Con una melodia stupenda e un testo che parla di vivere in un mondo “capovolto” e di come dare un senso alle cose quando ci troviamo di fronte a tutta questa merda falsa e a quella vera. Ognuno ha un proprio modo di affrontare il mondo. Ma lui è semplicemente il più caloroso, spontaneo e improvvisatore figlio di **** che ci sia”.

-Flea

ASCOLTA IL NUOVO SINGOLO 

Meglio conosciuto come membro fondatore e bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea ha scoperto il jazz da bambino, quando alcuni amici di famiglia suonavano insieme nel salotto di casa sua.

È stata la cosa più bella che abbia mai visto”, ricorda. “La follia, il calore e l’unità. Bebop puro. Boom. Capii che esistevano cose più elevate su questa terra, ben al di sopra della meschinità che mi aveva lasciato scoraggiato. La sacra triade della mia vita – musica, sport e natura – era completa”.

Sebbene sognasse di essere come i suoi eroi Dizzy Gillespie, Miles Davis e Clifford Brown, il percorso di Flea prese una direzione diversa: il suo caro amico Hillel Slovak gli chiese di imparare a suonare il basso e di unirsi alla sua rock band quando aveva sedici anni, portando Flea a una carriera decennale e di enorme successo con i Chili Peppers.

Ma una notte del 1991, mentre la band era all’apice del successo, Flea stava recitando nell’ ormai classico film di Gus Van Sant My Own Private Idaho quando confidò a un amico: “Voglio registrare un album strumentale con groove ipnotici e profondi, melodie psichedeliche sovrapposte e meditazioni su un groove”. Il problema era che prima doveva rimettersi in pari con la tromba.

Mentre Flea si avvicinava al suo sessantesimo compleanno, si rese conto che se non avesse ripreso in mano la tromba in quel momento, probabilmente non l’avrebbe fatto mai più. Così decise di esercitarsi ogni giorno per due anni, nel bel mezzo di un tour negli stadi con i Red Hot Chili Peppers e con una moglie e un neonato a casa. Alla fine di quei due anni, avrebbe realizzato un album, indipendentemente dal livello raggiunto in termini di conoscenza e talento.

Fino a Honora, Flea non aveva mai avuto paura di fare musica. Temeva che la band di fuoriclasse che aveva messo insieme potesse considerarlo

un fottuto incapace, un ciarlatano, un rocker fasullo o un fan». Ma, dice, «alla fine si sono rivelate tutte persone sinceramente solidali, che mi hanno commosso profondamente e quotidianamente con la loro generosità… Sedersi in una stanza e suonare musica con loro mi faceva sentire come se fossi sotto l’effetto di droghe. Ero euforico, in trip, fluttuavo per lo studio. Li adoro, hanno dato davvero tutto se stessi. Mi inchino profondamente”.

LA TRACKLIST 

FLEA-Honora-album-2026

Golden Wingship
A Plea
Traffic Lights
Frailed
Morning Cry
Maggot Brain
Wichita Lineman
Thinkin Bout You
Willow Weep for Me
Free As I Want to Be

WEB & SOCIAL 

@flea333

Previous Post

CLIPSE in concerto a Milano in agosto [Info e Biglietti]

Next Post

BRUNO MARS raddoppia a Milano. Nuovo concerto allo Stadio San Siro [Info e Biglietti]

Advertisement