Tre anni di silenzio, per Giorgio Quarzo Guarascio, non sono una pausa ma un tempo di decantazione. Il tempo necessario per rimettere ordine, metabolizzare, cambiare pelle.
“Lunedì” è il suo terzo disco, dopo “Merce funebre” e “Privilegio raro”, e segna una torsione netta, più che un’evoluzione lineare. Una ripartenza!
Ancora una volta Tutti Fenomeni avvolge e disorienta la scena indipendente, anche grazie alla produzione di Giorgio Poi, che non si limita al ruolo di produttore ma suona e registra l’intero impianto sonoro del disco. Il risultato è un lavoro compatto, levigato, in cui l’estetica non addomestica mai il contenuto.
Se in passato il cinismo trovava rifugio nei beat e nel distacco rap, qui Guarascio accetta fino in fondo la sfida della forma-canzone: meno spoken, più melodia, meno scudo ironico, più esposizione. È un disco sorprendentemente elegante, quasi classico nella struttura, ma instabile nella scrittura.
La sua penna resta tra le più affilate in circolazione.
Capace di attraversare sesso e potere («il sesso è una forma di controllo militare come l’alcol, la droga e i panini col salame»), religione («cerco un Dio perché da solo ho paura del vuoto»), riflessione sociale e generazionale («essere magre essere grasse è diventata la lotta di classe»), fino all’esistenziale più disarmato («la notte è meglio viverla da svegli, i sogni è meglio averceli da vecchi»). Accostamenti spiazzanti, punchline che si incastrano nella memoria, un atlante culturale che va da Mozart a Berlusconi, da Nico a Elon Musk, da Mao a D’Annunzio, passando per Loredana Berté, senza mai diventare esercizio di stile.
La vera sorpresa, però, è la vulnerabilità. Tra una stoccata feroce alla società e una caricatura della lotta di classe in versione dieta, affiorano la paura di invecchiare, il desiderio, l’ammissione di una fragilità emotiva mai così esplicita. Brani come Morire vista mare, La felicità del cane o Mao dimostrano che la critica sociale può passare anche da uno sguardo infantile, mentre l’ironia resta l’arma privilegiata per tenere a distanza la morte.
Dieci canzoni che mettono a nudo il nostro tempo attraverso giochi di parole brillanti e contrasti inattesi, deflagrando sull’ascoltatore in un cortocircuito lucido e spietato.
“Lunedì” non è un ritorno alle origini, ma una ripartenza consapevole.
Un disco di sopravvivenza per chi ha capito che, tra il Big Bang e l’Apocalisse, l’unica forma di salvezza possibile è continuare a scrivere canzoni che sanno di vita vera. Anche quando fanno male.
SCORE: 7,25
DA ASCOLTARE SUBITO
La ragazza di Vittorio – Col tuo nome -Formentera
DA SKIPPARE SUBITO
Si ascolta dall’inizio alla fine. Senza perdita di intensità.
TRACKLIST
1. La ragazza di Vittorio
2. Col tuo nome
3. Mao
4. Morire vista mare
5. Piazzale degli Eroi
6. La felicità del cane
7. Vanagloria
8. Formentera
9. 29 febbraio
10. Love is not enough
DISCOGRAFIA
2020 –Merce Funebre
2022 – Privilegio raro
2026 – Lunedì