Recensione: TAYLOR SWIFT – Folklore

Recensione: TAYLOR SWIFT – Folklore

Con “Folklore”, Taylor Swift si allontana dalle sue ultime uscite, abbracciando il rock d’atmosfera – e diversi punti di vista.

La canzone che ha catapultato Taylor Swift da fenomeno troppo figo per il country a supernova pop non troppo pop è stata “We Are Never Ever Getting Back Together”, il singolo di debutto del suo quarto album, “Red”, nel 2012. La prima delle sue canzoni in cima alla Billboard Hot 100, ha utilizzato i riferimenti al country come una presa in giro del genere per prendere uno slancio inconfondibilmente pop – a dimostrazione l’inno universale di I’m over it.

Taylor Swift è una di quelle poche artiste che ha avuto sempre la capacità di sentire il peso della responsabilità poi alla sua esposizione mediatica. In album precedenti mostrava a chiare rime di capire il potere e il freddo della sua stessa musica (cosa che, a quel punto, non era ampiamente concesso), racchiudendo anche il più pragmatico motivo per cui un periodo di depressione è stato spesso confuso con profondità. Questo riguarda gli uomini, naturalmente, ma certamente anche le canzoni. È una trappola su cui sono costruiti interi generi.

“Folklore”, il suo ottavo album è un definitivo colpo di spugna rispetto all’ultimo decennio dall’ultimo pop proprio di Taylor.

Realizzato da zero in epoca di quarantena, “Folklore” è stato registrato a casa sua a Los Angeles, e scritto e prodotto in collaborazione a distanza, in gran parte con Aaron Dessner (The National) e  Jack Antonoff.

La scelta di questo approccio può essere puramente conseguenza delle circostanze, eppure “Folklore” potrebbe segnare una conclusione (temporanea o meno, non è chiaro) alla sua lunga marcia del mega-pop contemporaneo, che nel corso di quattro album – “Red”, “1989”, “Reputation” e “Lover” – ha pagato in modo sempre più  decrescente in termini musicali e sociali. Diventare una vera e propria pop star pari a JLo, Beyonce, Madonna è una battaglia che Swift non ha mai vinto ed è una battaglia che, a conti fatti, non vale più la pena di intraprendere.

“Folklore” è il primo tentativo di uno Swift post-pop, e come molti dei suoi precedenti album non è rozzo, oppressivo, spaziale. La presenza di Dessner, talvolta  soffoca la cantautrice, tirandola e rallentandola. Tayor Swift non è una cantante particolarmente potente, anche se ottiene molto con un tono naturalmente nervoso ed entusiastico.

Come Swift ha dimostrato da tempo, la contemplazione e l’esuberanza non si escludono a vicenda, né la luminosità e la riflessione. E così le canzoni di “Folklore” possono essere divise da una metta linea di demarcazione: da una parte troviamo canzoni eccellenti  che sono abbastanza robuste da sopportare la produzione, e dall’altra parte, brani che finiscono per essere oscurate. “Seven” si apre con una voce eterea e lucente, con Swift che sospira le sue liriche, facendo atterrare le rime in luoghi inaspettati. In “Illicit Affairs”, sussurra le sue parole come segreti a lungo rappresentati

E poi c’è “Exile”, la canzone più atipica dell’album. Un bel duetto angoscioso, in un continuo e inquietante avanti e indietro di recriminazioni. Un rapido telegrafo che mette in discussione la distanza e lo scetticismo. Ma è la fine della canzone che mostra la piena corrosione emotiva. Tutto intorno a loro, i pianoforti che suonano come gli orologi severi e fatalistici.

Molto più spesso, però, la produzione detta i confini di Swift. Il fumoso “Cardigan” ha una serie di parti in movimento, che distraggono dalla voce di Swift che respira e canta sottovoce.

Sicuramente Folklore rappresenta una svolta e una virata verso una ricerca maggiore di spessore a discapito di red carpet e lustrini. In questa luce va ascoltato questo ottavo disco, tenendo ben a mente la sua storia musicale ed è proprio alla luce di quella storia che Taylor Swift ha avuto il coraggio di non sedersi su strade convenzionali ma di intraprendere una ricerca diversa.

SCORE : 7,00

TRE BRANI DA ASCOLTARE SUBITO:

Exile feat Bon Iver – Seven – Illicit Affairs

TRACKLIST

The 1
Cardigan
The last great American dinasty
Exile (feat Bon Iver)
My tears ricochet
Mirrorball
Seven
August
This is me tryng
Illicit Affairs
Invisible Strings
Mad Wom
Epiphany
Betty
Peace
Hoax

DISCOGRAFIA

2006 – Taylor Swift
2008- Fearless
2010 – Speak now
2012 – Red
2014 – 1989
2017 – Reputation
2019 – Lover
2020 – Folklore

VIDEO 

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