Arrivano a Milano i Måneskin per la prima delle due date sold out allo Stadio San Siro. Dopo il successo delle date romane Damiano, Victoria, Thomas e Ethan sono pronti per il bagno di folla milanese.
21:15 puntuale, si accende San Siro incurante del diluvio storico che sta assalendo la venue milanese.
Vento e pioggia sembrano non fare nulla ai 60 mila e tanto meno alla band… anzi!
Milano come cazzo fa…
La pioggia sembra essere un dettaglio con l’inizio folgorante fatto da Gossip e Zitti E Buoni!
Vorrei farvi bagnare il meno possibile.
È la realizzazione di un sogno e la nuova tappa della nostra carriera.
Luci, fumo, effetti speciali e pioggia, Damiano è padrone del palco e la band lo segue con tutto il muro sonoro senza tregua.
Fradici come il pubblico si danno una calmata con Le Parole Lontane.
Voglio approfittare di questo momento romantico e di questa pioggerellina per dire una cosa.
Quando abbiamo iniziato non avevamo aspettative.
Poi suonando, suonando, nei ristoranti, per strada, alle feste abbiamo capito che potevamo fare della musica la nostra professione.Un sogno che oggi ci ha portato negli stadi.
Proprio qui vorrei ringraziare i miei compagni di viaggio.
Il set dei Måneskin è muscolare, forte, energetico, senza sosta, pieno di energia.
Damiano canta e incanta, il basso di Victoria sostiene il groove e riempie insieme alla batteria di Ethan, mentre Thomas assoleggia a go go.
Su Bla Bla Bla, Victoria e Thomas non contenti di essere strabagnati si tuffano letteralmente tra la folla…
E poi Damiano si denuda.
Questa canzone è croce e delizia.
Delizia perché ci ha portato nei Festival in giro per tutto il mondo.
Croce perché c’è sempre qualcuno a cui piace rompere il cazzo.
Ma a noi non ce ne frega un cazzo!
e parte Beggin’ con San Siro che esplode…
Con In Nome Del Padre forse qualcuno lassù ha deciso di fare smettere di piovere o forse sono gli assoli di Thomas fatti su For Your Love a bloccare le nuvole.
Il ritmo si placa con Coraline.
Ma è solo un attimo. La band si sposta sul palco al centro dello stadio e il ritmo riprende con Gasoline con un’orgia di fuoco e fiamme!
La seguente I Wanna Be Your Slave incendia definitivamente il pubblico
Tiriamo giù San Siro…urla Damiano!
Damiano conduce la sua gente tra alti e bassi.
Torna A Casa e Vent’anni in acustico jn mezzo al pubblico è il momento più intimo di tutto il concerto.
Ma sono pochi minuti.
Il ritmo deve essere sempre alto, tirato, ruvido.
La gente vuole questo, la band anche!
Un assolo di batteria apre la cavalcata finale fatta da: La Fine, Mark Chapman, Mammamia e Kool Kids.
Arrivano i bis e il tripudio finale.
San Siro è conquistato, la pioggia vinta.
Fa niente se le canzoni sono un po’ tutte uguali, i ritmi basici e molti testi impalpabili.
I Måneskin sono energia allo stato puro e ben venga che ci siano dei concerti di rock suonato dall’inizio alla fine che riempiono i palchi.
Adesso oltre gli stadi e oltre i Måneskin cosa c’è?
Domani si replica e poi in tour spediti fino a dicembre… poi si vedrà!