Qualche mese fa il nome DESTROYER è arrivato sotto i riflettori grazie al successo del singolo “Bologna”, anticipazione del nuovo album Dan’s Boogie, pubblicato a marzo 2025. Ma oltre a questa “esplosione” mediatica, il progetto ha una storia concreta e consolidata.
Nato a Vancouver nel 1995, DESTROYER è il progetto musicale del cantautore canadese Dan Bejar, diventato nel tempo una delle figure più originali della scena indie nordamericana. La sua musica attraversa indie rock, art pop, folk, glam e sonorità elettroniche, con arrangiamenti sofisticati e testi visionari, ironici e spesso enigmatici. Tra i suoi lavori più significativi – in una carriera che conta 15 album e 4 EP – spiccano Streethawk: A Seduction (2001), Destroyer’s Rubies (2006) e soprattutto Kaputt (2011), considerato uno dei dischi più rappresentativi per l’elegante fusione di pop, jazz, soft rock e atmosfere anni Ottanta.

Negli anni successivi Bejar ha continuato a reinventare il suono di DESTROYER con album come Poison Season, Ken, Have We Met e Labyrinthitis. La sua discografia più recente si chiude nel 2025 con Dan’s Boogie. Dan Bejar è noto anche per la sua partecipazione ai The New Pornographers, supergruppo indie canadese di cui è uno dei principali autori.
Dopo parecchi anni di assenza, Destroyer è tornato in Italia con tre concerti: Bologna (21 settembre), Roma (22 settembre) e infine Milano. Sebbene il nome possa evocare scenari legati all’heavy metal, la strada del progetto è un’altra: per le date italiane – come per tutto il tour europeo, conclusosi a Milano – Dan Bejar è sbarcato dall’aereo con le sue valigie e una sola chitarra acustica, perché lo spettacolo che propone è in versione one-man, da busker.
In questo modo DESTROYER lascia tutto lo spazio al cantautore Dan Bejar. Dimenticate le sovrastrutture presenti nei dischi e gli inserti elettronici: qui tutto si annulla, diventa essenziale e crudo, ritorna alla forma embrionale e nativa delle canzoni. Voce e chitarra scandiscono la scaletta del concerto (che “liquida” subito la “pratica” “Bologna”) per circa settanta minuti: essenziali, crudi, nudi. Ne emergono la sostanza, la struttura e la forma espressiva dei brani; le velocità si abbassano e i suoni si semplificano, a tutto vantaggio di una lettura più emotiva delle composizioni.
Va sottolineata la grande abilità interpretativa di Bejar: il suo approccio non è mai lineare, ma modulato attraverso variazioni e dinamiche che mettono in luce strutture variegate. Non si affida soltanto al flusso di parole – comunque presente – ma apre spesso a semplici digressioni musicali, alternando momenti melodici ad altri più ritmati, talvolta anche all’interno dello stesso brano. L’ascolto risulta quindi prevalentemente, ma non esclusivamente, emotivo, ma soprattutto mai noioso.
Poche parole, tanta sostanza: ascoltare DESTROYER nella “versione Dan Bejar” è una carezza per l’anima.
Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo).

LA SCALETTA
Bologna
Crimson Tide
Helena
Destroyer’s the Temple
Times Square
Trembling Peacock
A Dangerous Woman Up to a Point
Tinseltown Swimming in Blood
Downtown
Your Blood
Cue Synthesizer
European Oils
A Light Travels Down the Catwalk
Foam Hands
What Road
Don’t Become the Thing You Hated
Popoli dell’Europa occidentale
Encore:
Virgin With a Memory
Chinatown