Intervista: LOWLOW il rap per dare protagonismo alle parole

Intervista: LOWLOW il rap per dare protagonismo alle parole

Dopo due anni di assoluto silenzio, LowLow torna con Dogma 93. Un album diverso che dà molto spazio alle parole e ai pensieri.

Nessuna autocelebrazione, solo tanta tecnica e tanto rap, che hanno dato vita a un lavoro personale, dove il rapper romano classe 1993 si è dedicato alla ricerca di se stesso e della propria arte.

L’album si chiama Dogma 93. Nella chiesa cattolica i dogmi sono i principi fondamentali della religione. Quali sono i tuoi di principi fondamentali?

L’album è partito dalla ricerca della propria identità. I miei dogmi, a differenza della chiesa, non sono dei limiti, ma sono gli elementi fondamentali, cioè il mio modo di fare musica, non per uno snobbismo verso terzi, ma per definire la mia identità. Noi ci siamo divertiti a scrivere un manifesto, come quello di Von Trier e Vinterberg, che in alcuni aspetti si scinde più sul tecnico. Qua si parla di rap come strumento, un mezzo per dare un ruolo di protagonismo alle parole rispetto alla musica, è un altro aspetto importante tra i miei dogmi.

Hai messo da parte l’autocelebrazione per far emergere qualcos’altro?

Ho fatto un lavoro nuovo. Io parto spesso da un’autoanalisi, questa volta l’innovazione è stato usare il rap per raccontare me stesso con dei personaggi inesistenti, in cui io mi rivedo tantissimo. Ad esempio, la mia canzone, in cui mi rispecchio tantissimo è Bobby, ispirandomi a Bobby Fischer. Questo gioco di andare a vedere quale sia il mio mondo e provare a trasportarlo per quello che è al pubblico provando a far provare alla gente le stesse cose che provo io. Per far questo tipo di lavoro bisogna fare un dentro e fuori, dentro il pezzo e poi fuori come ascoltatore, che è stato un lavoro nuovo per me. Quando ci si trova a scrivere qualcosa di così personale è importante che si capisca come verrà recepito il messaggio. Questa è la grossa innovazione di questo disco.

Con il fatto che hai voluto dare molto spazio alle parole, troveremo degli arrangiamenti più semplici?

Io lavoro molto bene insieme a BigFish. Io ho molta fiducia nel suo lavoro e lui ha molta fiducia nel mio, anche perché mi trovo molto bene a scrivere sulle sue basi. Da una parte non ho i mezzi, dall’altra è che le basi sono fatte in simbiosi a quello che volevo scrivere io. Anche le collaborazioni non sono strategiche ma nascono dalla sostanza. Le collaborazioni mi hanno permesso di esprimermi per quello che sono, nonostante vengano dall’esterno. È un disco molto incentrato sul contenuto e sulla sostanza.

Sei nel mondo della musica da parecchi anni ormai, quale consiglio vuoi dare agli emergenti?

Un consiglio che do sempre ai ragazzi che incontro per strada è di aspettare di essere sicuri dei propri mezzi. Io ho iniziato a fare freestyle a tredici anni, ma ho avuto persone che mi hanno fatto aspettare fino a 21 motivi è stato un bene, perché quel pezzo mi ha lanciato. C’è sempre tempo per esprimere se stessi. Consiglio ai ragazzi di avere tanta fretta di scrivere e di migliorare, ma non tanto di uscire, perché dal momento che esci sei quello, puoi cambiare, ma quello resterà per sempre. Io sono molto pro alla diffusione del rap, perché ha sempre avuto una componente giocosa e parodistica, il discorso che faccio è che per un ragazzo che inizia adesso è più difficile diventare bravo, perché c’è talmente tanta roba in giro che è forviante, per quello consiglio un po’ di cautela.

Tracklist Dogma 93

1.BOBBY
2. DOGMA 93
3.NON SIAMO NIENTE (feat. Gaia)
4. MONDO SOMMERSO (feat. Holden)
5. HIKIKOMORI
6. JONES TOWN
7. IL NULLA SENZA FINE
8. SE FOSSI IN TE (feat. Erika Lei)
9. LA RAGAZZA NELLO SPECCHO (feat. Luna)
10. LA MIA PARTE MIGLIORE
11. SPAZZATURA BIANCA
12. IO POTREI
13. QUELLO CHE CERCO
14. SUPERUOMO

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