Grande debutto per Irama al suo primo San Siro. Un traguardo atteso, immaginato e infine conquistato.
Questa sera Irama ha scritto una delle pagine più importanti della sua carriera portando il suo universo musicale sul palco dello Stadio San Siro di Milano davanti a oltre 55mila spettatori. Un concerto-evento pensato come una grande celebrazione dei primi dieci anni di percorso artistico, tra successi, ospiti e una produzione spettacolare tra le più imponenti mai realizzate per un suo live.

Con 55 dischi di Platino all’attivo, Irama si conferma una delle figure più solide del pop italiano contemporaneo, capace di attraversare linguaggi e generazioni mantenendo una cifra stilistica riconoscibile e personale. Il concerto milanese ha ripercorso tutte le tappe della sua evoluzione artistica attraverso oltre trenta brani, dai grandi successi come “Nera”, “Mediterranea”, “Arrogante”, “Ovunque sarai” e “La genesi del tuo colore” fino alle canzoni più recenti tratte dall’album Antologia della vita e della morte, tra cui “Lentamente” e “Tu no”.
Lo spettacolo si è aperto con Irama che è apparso sul nuovo San Siro Skywalk, diventando il primo artista a utilizzare il balconcino panoramico all’interno di un concerto. Da lì ha interpretato “Tu no” coinvolgendo il pubblico in un lungo coro collettivo prima di scomparire e riapparire pochi istanti dopo sul palco principale.

La scenografia, sviluppata sotto la direzione creativa di Vanta Studio insieme al management Intera Musica, aveva come fulcro un gigantesco rosone gotico di circa dieci metri di diametro interamente rivestito da superfici video. Un elemento monumentale e dinamico che, grazie a contenuti visivi dedicati per ogni brano, ha trasformato il palco in una macchina narrativa in continua trasformazione.
Tra gli elementi più innovativi dello show anche la lunga passerella con finale circolare composta da ledwall calpestabili ad alta definizione. Grazie alla tecnologia Zactrack, i movimenti dell’artista generavano effetti interattivi in tempo reale, facendo reagire immagini e superfici al suo passaggio e amplificando il dialogo tra musica, luce e scenografia.
Non sono mancati gli effetti speciali, tra fiamme, colonne di fumo e spettacolari cascate di scintille, mentre migliaia di bracciali luminosi distribuiti al pubblico hanno trasformato lo stadio in una grande installazione visiva sincronizzata con la musica.
Tra i momenti più applauditi della serata anche la presenza di ospiti d’eccezione. Sul palco si sono alternati Annalisa, Arisa, Giorgia e Rkomi, protagonisti di performance speciali che hanno reso ancora più significativa la prima volta di Irama a San Siro .
Ad accompagnarlo una band composta da cinque musicisti e cinque coristi guidati dal direttore musicale Giulio Nenna, insieme a venti performer coinvolti nei diversi quadri scenici dello spettacolo.
Il live milanese rappresenta un nuovo punto di partenza per l’artista, che nei prossimi mesi debutterà anche come giudice di X Factor e tornerà nei palasport italiani da dicembre con il tour “A chi ci sarà sempre”, nuovo capitolo di un percorso che ieri sera ha trovato nel tempio della musica live italiana la sua consacrazione più evidente.

LA SCALETTA
La scaletta supera i trenta brani e attraversa le tappe fondamentali del repertorio di Irama.
Intro / Tu No | Antologia della vita e della morte (2025)
Galassie | Antologia della vita e della morte (2025)
Bazooka | Crepe (2020)
Lentamente | Antologia della vita e della morte (2025)
Ali | Il giorno in cui ho smesso di pensare (2022)
Bella e Rovinata | Giovani (2018)
Polvere | Antologia della vita e della morte (2025)
La ragazza con il cuore di latta | Giovani per sempre (2019)
Un giorno in più | Plume (2018)
Mediterranea | Crepe (2020)
Arrogante | Crepe (2020)
Luna Piena (feat. Rkomi) | Taxi Driver (2021)
Yo Quiero Amarte | Il giorno in cui ho smesso di pensare (2022)
È La Luna | Il giorno in cui ho smesso di pensare (2022)
Cabana | Singolo (2026)
Crepe | Crepe (2020)
Nera | Plume (2018)
Intermezzo Sogno Fragile
Tu No (feat. Annalisa) | Antologia della vita e della morte (2025)
Mi mancherai moltissimo | Antologia della vita e della morte (2025)
Tornerai da me | Irama (2016)
Dedicato a te | Crepe (2020)
Un Respiro | Plume (2018)
Circo | Antologia della vita e della morte (2025)
El Peso de un angel | —
5 Gocce | Il giorno in cui ho smesso di pensare (2022)
Senz’anima (feat. Arisa) | Antologia della vita e della morte (2025)
Baby | Il giorno in cui ho smesso di pensare (2022)
Buio (feat. Giorgia) | Antologia della vita e della morte (2025)
Ovunque Sarai | Il giorno in cui ho smesso di pensare (2022)
La genesi del tuo colore | Il giorno in cui ho smesso di pensare (2022)

L’INTERVISTA
San Siro è speciale per le persone che lo riempiono
Il primo San Siro viene spesso raccontato come un traguardo o un nuovo inizio. Per te che significato ha?
Nessuna delle due cose. Lo vedo come una grande festa. È un concerto importante, sicuramente iconico, ma non penso che siano i luoghi a rendere speciali le cose. Sono le persone. Quando entro in uno stadio vuoto non provo emozione. L’emozione arriva quando si riempie, quando ci sono le persone, quando nasce quella magia collettiva».
Che tipo di spettacolo hai immaginato?
Partirò da una terrazza panoramica appena realizzata a San Siro. Aprirò con una versione acustica di 8.9. Sarà quasi un pre-show, un momento molto intimo per ringraziare chi è lì. Voglio creare subito una connessione con il pubblico prima che inizi la parte più spettacolare».
Ci sarà una forte componente visiva?
Sì, ma in modo diverso dal solito. Il palco sarà completamente LED e i visual vivranno direttamente sulla superficie dello stage. Mi interessava che le immagini fossero integrate nello spazio fisico del concerto e non semplicemente proiettate alle spalle».
La mia paura più grande? Annoiare»
Come hai costruito la scaletta?
Quando hai sette album alle spalle diventa sempre più difficile. Ci sono canzoni che non puoi togliere. Alcuni brani ormai appartengono alle persone. Ogni esclusione crea inevitabilmente qualcuno che resta deluso».
Lo show avrà più anime?
Abbiamo lavorato su tre dimensioni principali. Una più legata alle ballad, una influenzata dal mondo flamenco che sta contaminando sempre di più la mia scrittura, e una più energica e ritmica. Nel finale ci sarà una parte molto suonata, molto organica».
Perché questa scelta?
Perché ho bisogno di movimento. La mia paura più grande è annoiare. Mi annoio facilmente io stesso. Amo i momenti acustici, probabilmente sono quelli che preferisco, ma se un concerto fosse tutto acustico finirei per perdere attenzione. Credo nel contrasto. Una cosa bella diventa ancora più bella se arriva dopo qualcosa di diverso».
La corsa agli stadi conta meno della capacità di restare»
Negli ultimi anni sembra esserci una corsa agli stadi. Come la vivi?
Credo sia una questione molto soggettiva. Alcuni artisti arrivano prima, altri dopo. Ma la vera difficoltà di questo mestiere non è arrivare. È restare».
Tutti attraversano momenti più alti e momenti più bassi. Succede a qualsiasi artista. La sfida è costruire qualcosa che duri nel tempo. Un repertorio. Canzoni che diventano ricordi nelle vite delle persone. È questo che conta davvero».
Ti senti in una fase particolare del tuo percorso?
Sì, mi considero a metà del cammino. Ho già tante canzoni che non riesco più a togliere dalle scalette. Questo ti fa capire che stai costruendo una storia. E più passa il tempo più aumenta la responsabilità».
Sono in un momento raro: mi sento più positivo»
A livello personale che momento stai vivendo?È una domanda difficile. Sto correndo tantissimo e forse non ho ancora avuto il tempo di fermarmi davvero a capire cosa stia succedendo. Però mi sento più positivo del solito».
Di natura sono una persona malinconica. Questa fase invece è diversa. Sto imparando a lasciare andare alcune cose. Prima tendevo a scavare continuamente dentro me stesso, a ripensare tutto all’infinito. Oggi sto cercando di fluire di più».
Anche artisticamente?
Nell’arte faccio ancora fatica. Ho sempre bisogno di andare molto a fondo nelle cose. Però nella vita sto imparando ad allentare un po’ la presa».
X Factor è una responsabilità»
Questa fase coincide con il tuo debutto come giudice di X Factor. È un caso?
In realtà no. X Factor arriva in un momento in cui ho voglia di mostrarmi anche da prospettive diverse. È un luogo dove puoi raccontarti e allo stesso tempo aiutare altri artisti a crescere».
Come vivi questo nuovo ruolo?
Principalmente come una responsabilità. Mi trovo davanti ragazzi che stanno iniziando il loro percorso e sento il dovere di essere sincero con loro».
Ti riconosci nei concorrenti?
Molto. Anch’io ho iniziato da giovanissimo e conosco bene certe dinamiche. Non abbiamo la verità in tasca, ma possiamo offrire esperienza. Se riesco ad aiutare qualcuno a evitare errori o a trovare una direzione, allora il mio ruolo ha un senso».
Hai chiesto consigli a chi ti ha preceduto?
Sì, mi sono sentito con Manuel Agnelli. È stato molto disponibile. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto e mi ha raccontato un po’ la sua esperienza».

IL TOUR INVERNALE
Domenica 6 dicembre 2026 | Mantova @ Palaunical – Data Zero
Martedì 8 dicembre 2026 | Firenze @ Mandela Forum
Sabato 12 dicembre 2026 | Roma @ Palazzo dello Sport
Mercoledì 16 dicembre 2026 | Milano @ Unipol Dome
Sabato 19 dicembre 2026 | Bologna @ Unipol Arena
Lunedì 21 dicembre 2026 | Torino @ Inalpi Arena
Mercoledì 23 dicembre 2026 | Napoli @ Palapartenope