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TIZIANO FERRO la tracklist e gli ospiti di “SONO UN GRANDE (DELUXE)”
Intervista – AIELLO: con “Scorpione” ho fatto il funerale alle mie paure

Intervista – AIELLO: con “Scorpione” ho fatto il funerale alle mie paure

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Con “Scorpione”, nuovo disco di Aiello, si apre un campo netto: riportare la voce al centro, prima ancora dell’immagine.

Il lavoro si muove dentro un R&B più esplicito, sensuale e contemporaneo, ma soprattutto mette a nudo un artista che ha imparato a convivere con le proprie fragilità senza trasformarle in maschera.

Tra Milano e Roma, tra Frank Ocean e la melodia italiana, prende forma un album di transizione emotiva e sonora, in cui il desiderio di leggerezza passa attraverso la progressiva erosione delle paure. L’abbiamo incontrato per raccoglierne le suggestioni.

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L’INTERVISTA

Prima di ascoltare il tuo nuovo disco “Scorpione” hai riascoltato il tuo disco di debutto “Ex Voto”. Cosa lega quei due dischi?

In “Ex Voto” c’era già una punta di R&B che attraversava alcune canzoni, però era mischiata a tanto altro. Qui invece quella componente è molto più evidente.
E poi ho ritrovato un entusiasmo simile a quello del disco d’esordio. Quando inizi nessuno si aspetta niente da te, nessuno pretende nulla, e ti godi il viaggio in maniera molto più libera.”

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Cosa è pe te Scorpione? 

Da qualche parte lessi: i doni più grandi nella vita non si trovano nei piani, ma nelle deviazioni. Questo disco è il frutto di un sacco di strade, non previste e nuove, che ho percorso per la prima volta. E’ un album che non perde la muscolarità vocale e la passione di sempre, ma al tempo stesso, testimonia con orgoglio il lavoro evolutivo in corso, sulla voce, sul suono, sulle parole.”

Hai definito questo album un dialogo con le tue ombre. Cosa ti spaventava di più nell’ascoltarti davvero senza giudizio?

 Sono 9 canzoni in cui racconto il dialogo più maturo e consapevole con le mie ombre, il mio rapporto più recente con il sentimento dell’Amore.
In realtà io sono sempre stato uno che cerca approvazione. Ho il timore di non essere abbastanza, di non piacere abbastanza. In questo disco ho cercato di liberarmi da queste zavorre per vivere meglio sia la scrittura sia il lavoro, ma anche la condivisione delle canzoni. E oggi sono molto proud di questo percorso.”

Lasciare Roma per Milano sembra avere avuto un valore quasi identitario. Hai avuto la sensazione di tradire una parte di te?

Più che tradire, ho dovuto abbandonare una parte di me che in realtà non mi apparteneva davvero. Era una versione di me costruita sulla paura di essere giudicato, abbandonato, non accolto. A un certo punto quella paura l’ho superata, come canto in Mille uragani, e ho iniziato a fare delle scelte importanti. La prima è stata lasciare Roma dopo diciassette anni. Roma resta casa mia, ci tornerò, ma voglio tornarci con un’energia nuova. Quella che ho riscoperto vivendo Milano negli ultimi due anni.”

Scorpione è un disco molto fisico: pelle, stanze, mare, voce. Sembra nascere più dal corpo che dalla testa.

E’ vero! Questo disco ha cercato di liberarsi dalle gabbie mentali. In questi anni ho lavorato tanto su me stesso per smontare certi limiti che mi imponevo. E così ho riscoperto caratteristiche che mi appartengono da sempre: essere epidermico, passionale, fisico. Senza stare continuamente lì a overthinkare tutto.”

Qui il tuo immaginario R&B è molto più esplicito e contemporaneo. Come hai evitato che l’estetica prendesse il sopravvento sull’urgenza emotiva?

Ho dato priorità alla voglia di regalarmi un disco che somigliasse davvero alla musica che ascolto ogni giorno. Mi sono ispirato a quello che ascolto quotidianamente. Ho provato a far incontrare quel mondo lì, che è il mio ascolto quotidiano, con il cantato melodico pop italiano che fa parte del mio DNA. Questo disco nasce proprio da quell’esperimento.”

Dentro Scorpione convivono Frank Ocean, Pino Daniele, SZA e Mina. Come hai trovato un equilibrio tra il minimalismo emotivo dell’R&B contemporaneo e la teatralità italiana?

È la sfida della mia vita. Cercare un equilibrio tra la mia drama queen interiore, la teatralità, il mio essere profondamente meridionale, con tutto quello che comporta, e invece la leggerezza, la morbidezza, la coolness dell’R&B che ascolto da sempre. In passato sono stato molto over dramatic, molto teatrale. Qui ho provato a far convivere queste due anime.”

Arrivederci mostro usa la metafora del funerale senza trasformarla in tragedia. Hai imparato che certi ricordi non vanno cancellati ma ridimensionati?

Totalmente. Io ho fatto davvero il funerale a una serie di cose che erano diventate ingombranti. Le ho raccontate tanto, non le rinnego, però avevo bisogno di chiudere quel capitolo. Quel funerale mi serviva per iniziare qualcosa di nuovo. Scorpione è il primo capitolo di una nuova era, di una nuova luce.”

Nel disco ci sono collaborazioni molto diverse tra loro, da Colombre ad Antonia fino a Leo Gassmann. Come sono nate?

Tutte e tre nascono da amore e stima. Con Colombre c’è un rapporto coltivato negli anni, che è diventato affetto autentico oltre alla stima artistica. Antonia invece è stata una scoperta anche umana: conoscevo già la sua voce, mi piaceva molto, ma lavorando insieme in studio ho scoperto una persona splendida. Leo, invece, rappresenta quasi una restituzione. L’invito che mi aveva fatto a Sanremo è stato importante per me, mi ha permesso di riscrivere una pagina della mia carriera.

Così gli ho chiesto di entrare in Scorpione, che è una canzone molto importante per me. E la sua voce ha dato davvero qualcosa in più al brano.”

Ultima domanda alla Fagnani: ti riconosci in uno scorpione?

Eh si, in parte direi di sì, anche se, a pensarci bene, mi sento più un leone, ma so che posso diventare uno scorpione! 

TRACCIA PER TRACCIA 

ADL
ARTISTI DEL LOVE è l’ultimo capitolo di una storia che non c’è più, o forse non c’è mai stata. Allo stesso tempo è la prima pagina di un libro mai letto, di una vita nuova, la pagina bianca su cui scrivere una storia nuova.
E’ un arrivederci a Roma, una promessa che quasi ci conforta, mentre siamo proiettati verso il primo passo nell’ignoto; è la consapevolezza che cambiare città a volte può essere rivoluzione e salvezza, sicuramente ricostruzione. E’ così che affrontai il mio trasferimento a Milano.

FIAMMIFERI feat ANTONIA
FIAMMIFERI è una serie di ricordi, di istantanee che ci ricordano il perché certe storie non riescono a decollare o a restare in volo per un lungo tempo.
E’ una canzone piena di consapevolezza..a volte certi incontri sono fuoco e nient’altro.
E’ un’analisi lucida degli infiniti tentativi di incastro mai riusciti, un costante alternarsi tra una dolce resa e il volerci credere ancora.

SCORPIONE feat Leo Gassmann
SCORPIONE ha dato il titolo all’intero disco, forse perché è lo snodo centrale di tutto quanto, è il punto di svolta di un viaggio che ho intrapreso quasi 4 anni fa, e che aveva come meta “l’incontro con me stesso”.
E’ una sorta di dialogo allo specchio, con le mie ombre, è una richiesta di abbraccio, di tregua, di non giudizio, “di tornare a casa”.

ARRIVEDERCI MOSTRO
In ARRIVEDERCI MOSTRO la storia d’amore è un pretesto, per celebrare “un funerale” più importante, forse più largo. E’ la lotta con i ricordi che ancora abitano la mente e il petto, è un concentrato di malinconia che non ha più il potere di trascinarci giù, di farci stare male.
Si respira una leggerezza salvifica, un’aria nuova, una proiezione al domani, mentre finalmente salutiamo il “mostro”.

MILLE URAGANI
MILLE URAGANI racconta una rinascita, la mia.
E’ un abbraccio, una confessione di amor proprio, una lettera che ho scritto a me stesso, completamente spoglio di qualsiasi armatura, allo specchio.
E’ la presa di coscienza che la musica è tornata a suonare per me, a farmi stare bene.
E’ una fortuna, considerando i “mille uragani” superati, potersi incontrare dopo tanto tempo, con lo stesso entusiasmo, direi una magia.
Se fosse un film, sarebbe la scena finale in cui il protagonista affronta i mostri e li uccide tutti.

GIGANTI
GIGANTI è la maturità.
Dopo un pezzo di vita denso, le storie che ci hanno fatto male, dopo le cadute e le risalite, abbiamo imparato la lezione, abbiamo imparato a lasciare andare, a darci nuove opportunità.
E’ la consapevolezza che l’unico modo per costruire..è restare, non scappare più, è fare pace con i propri mostri.
E’ forse una delle dichiarazioni d’amore più belle che io abbia mai scritto sia nel ritornello che nello special.
E’ una fuga felice dalle logiche performative, colme di competizione, giudizi e paure, è una corsa al mare, una promessa, una domanda centrale, una risposta che sposta. E’ vita nuova.

SENTIMENTALE feat Levante
SENTIMENTALE è una canzone che racconta l’amore al capolinea, l’ultimo abbraccio, il pianto che arriva, senza vergogna.
Niente rabbia, niente rancore, solo la malinconia buona, quella che insegna a lasciar andare.

SOTTO SOTTO
SOTTO SOTTO è un manifesto d’estate, è una festa al tramonto in terrazza, faccia al mare.
E’ una richiesta di leggerezza, per non perdersi, per restare ancora insieme.
E’ un’ammissione di responsabilità, è malinconia e voglia di ritrovarsi, è paura di non essere forti abbastanza per tenersi stretti.

COME TI PARE
COME TI PARE è il capitolo più leggero di questo viaggio.
Una canzone che sa respirare, libera, luminosa.
Dentro il mare delle Eolie, sotto il mare la nostalgia di chi ha amato forte ma ora sa lasciare andare. Nessuna resistenza, nessuna costrizione…una storia finita che non pesa più, la pace.

IL TRAILER

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