Senza Colori è il nuovo singolo di GIORGIO POI, nato per il teatro e scritto per La Cosmicomica vita di Q, lo spettacolo diretto e interpretato da Luca Marinelli, liberamente ispirato a Le Cosmicomiche di Italo Calvino.
Il brano, finora eseguito esclusivamente all’interno dello spettacolo dalla protagonista Alissa Jung, viene pubblicato per la prima volta nella versione cantata da Giorgio Poi. Una canzone concepita dunque per un contesto scenico che, con l’approdo sulle piattaforme, cambia natura e prova a reggersi autonomamente fuori dalla rappresentazione.
“Senza Colori” prende il titolo da uno dei racconti di Calvino e ne rielabora la vicenda attraverso lo sguardo della protagonista femminile. Al centro c’è un mondo ancora primordiale, privo di colori, contrapposto alla fascinazione per la luce e per la sua improvvisa apparizione. La distanza tra i due personaggi diventa così una distanza più profonda, quella fra due percezioni della realtà che non riescono a coincidere.
È una canzone tra due fuochi, nata in questa terra di mezzo tra la sua origine e la sua destinazione», racconta Giorgio Poi. «Oggi finge di essere un’entità a sé, ma è una bugia a cui non credere».
Il testo conserva questa ambiguità, trasformando il rapporto fra i due protagonisti in una riflessione sull’impossibilità di abitare pienamente il mondo dell’altro:
Il mondo che conosco è senza colori / il tuo non è il mio posto, non ci so stare”.
Un motivo teatrale che, nella versione discografica, mantiene il legame con l’opera di Calvino senza rinunciare a una propria dimensione musicale.
IL TESTO
Passavamo le notti
Abbracciati alle pietre
Ma coi miei occhi negli occhi
Hai preso a corrergli dietro
Lungo pianure scure e sui crinali
Dentro deserti grigi e sempre uguali
Per me così perfetti ma per te banali
Perché non mi capisci? Perché non ci provi?
Il mondo che conosco è senza colori
Il tuo non è il mio posto, non ci so stare.
Nascondere i miei occhi in fondo ai crateri
Per cancellare tutto e non farmi trovare
Per cancellare tutto e non farmi trovare
In questo mare di luce
C’è chi non riesce a nuotare.
Però se scappo via e mi vieni a cercare
Sia quel che sia
Terremoti e frane
Sia quel che sia:
Muri alti tra di noi e cieli di porfido e basalto
Di pietra pomice e di quarzo
Il mondo che conosco è senza colori
Il tuo non è il mio posto non ci sto stare
Nasconderò i miei occhi in fondo ai crateri
Per cancellare tutto e non farmi trovare
Per cancellare tutto e non farmi trovare