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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (26 giugno) #NewMusicFriday

Vol. 26-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

Dai Rolling Stones che ribadiscono la loro musica immortale alle nuove traiettorie di Charli XCX, il quadro si muove tra continuità e mutazione.

Jovanotti e Gabry Ponte incrociano visioni popolari e dancefloor, mentre Emma e Fabri Fibra scelgono il terreno del lirismo sentimentale. Intorno, una costellazione di uscite che attraversa pop, urban ed elettronica senza soluzione univoca, restituendo un presente musicale frammentato ma fertile, dove ogni brano diventa posizione più che semplice canzone.

LA PLAYLIST 

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LE PAGELLE BRANO PER BRANO

The Rolling Stones – Voto 8,00  – I Rolling Stones si limitano, ancora una volta, a incarnare se stessi senza necessità di aggiornamento. Mick domina con un’interpretazione che è ormai grammatica consolidata del rock, mentre l’ensemble procede per inerzia gloriosa. Sopravvivenza estetica trasformata in linguaggio. immortali! 

Everything Is Recorded –  Peter Gabriel – Idk   – Voto 8,00  – Un corto circuito di tre linguaggi senza cercare una sintesi levigata. Everything Is Recorded orchestra il materiale come un collage instabile, mentre .idk. introduce attrito e dislocazione ritmica. Peter Gabriel trattiene e ricompone, come se la memoria pop fosse un organismo ancora reattivo. il risultato è un equilibrio fertile. Cangiante.

Pj Harvey  – Voto 8,00  – PJ orchestra una meditazione cosmica che evita il compiacimento del sublime facile. Gli archi dilatano lo spazio sonoro mentre il synth ne incrina la linearità con bagliori freddi. Il brano non illustra l’universo, lo attraversa con sobrietà emotiva. contemplativo. 

Charlie xcx  – Voto 7,50  – ‘Wink Wink’ conferma la traiettoria espansiva di Charli XCX, ormai lontana da una grammatica esclusivamente dance. Il brano lavora per stratificazioni più interessato a disarticolare la forma sonora. Un tassello coerente di un progetto

Julia Holter  – Voto 7,25  – Una luminosità immediata che si avvita presto in un sogno a geometria controllata. Holter guida la voce come vettore ipnotico, mentre l’arrangiamento fiorisce senza mai forzare davvero la traiettoria. Sospeso.

Editors – Voto 7,25  – Gli Editors costruiscono in ‘The Rush’ una scena da bar sospesa, dove la conversazione diventa pretesto per un intimismo senza scosse. Il mandolino di Smith ingrana una materia più organica e sentimentale. 

Ele A – Voto 7,25 – Ele A continua a scolpire un linguaggio personale, trasformando frammenti di vissuto e stati d’animo in immagini nitide e riconoscibili. La sua scrittura evita pose e compiacimenti, mantenendo una coerenza espressiva rara nella scena attuale. Un percorso che cresce senza inseguire scorciatoie. Il beat poi è fighissimo. identitaria.

Dj Shocca – Jake La Furia – Flaco G – Papa V – Voto 7,00 – Dj Shocca aggiorna il proprio lessico produttivo con un operazione che insiste sull’idea di continuità. Jake La Furia e gli altri dialogano con un impianto che celebra la propria genealogia senza incrinarla. Eredità solida. Master! 

Tormento – Noyz Narcos – Juniork  – Voto 7,00 – Tormento si muove con consueta disinvoltura su un velluto urban che non tradisce la sua cifra stilistica. L’ingresso di Noyz e Juniork aggiunge densità e abrasione, senza però scardinare l’equilibrio complessivo del brano. Solidità di mestiere. 

Sam Smith – Voto 7,00 – Sam costruisce in ‘My Guy’ una ballata che si affida a una retorica del sentimento esplicita, levigata da una produzione che punta alla trasparenza emotiva. La scrittura insiste su calore e romanticismo con coerenza ed emozionale. Elegante!

sombr – Voto 7,00 – sombr procede sulla sua scrittura diaristica che mette a nudo fragilità corporee e pressioni interiori, costruendo un racconto di vulnerabilità dichiarata. L’autoproduzione rafforza l’idea di controllo autoriale e l’intensità emotiva. sincero.

Deep Purple – Voto 7,00 – Il brano si apre con un pianoforte ingannevole, subito ribaltato in un caos controllato che vive di istinto più che di forma. Gillan domina la scena con un’urgenza vocale quasi autoironica, tra slanci e cedimenti dichiarati. Energia scomposta ma viva. irruente. 

prima stanza a destra – Voto 7,00 – Una scrittura introspettiva che tenta di tradurre il vuoto in forma elettronica luminosa. La produzione apre a suggestioni dance malinconiche, tra slanci synth e sospensioni emotive, ma l’insieme resta più dichiarativo che necessario. Intenzione chiara, resa non sempre incisiva. 

Levante – Voto 7,00 – Levante costruisce in ‘Malìa’ una figura narrativa netta, quasi letteraria, dove Pigalle diventa teatro di un erotismo errante e disilluso. La scrittura resta fedele alla sua impronta autoriale, tra immaginario e confessione. Teatrale!

Gabry Ponte – Jovanotti – Voto 7,00  – ‘DNA’ salda due immaginari popolari senza inseguire l’effetto nostalgia. Gabry Ponte costruisce una macchina dance tendente al funky efficace, Jovanotti innesta il suo consueto vitalismo narrativo. Il brano procede su coordinate prevedibili, ma l’intesa tra i due evita il puro esercizio celebrativo. Da stadio! 

Emma, Fabri Fibra – Voto 6,75 – Emma e Fibra giocano un titolo depistante per approdare a un lirismo amoroso diretto, quasi disarmato. Emma lo attraversa con una scrittura più consapevole del proprio percorso, mentre Fabri Fibra innesta gravità e controcanto, evitando l’ovvietà del duetto didascalico. Produzione levigata, efficace senza scarti radicali.

Angus & Julia Stone – Voto 6,75 – Angus & Julia tornano a un pop atmosferico che insiste su fragilità e reciprocità emotiva, con ‘Monroe’ costruita come variazione ciclica sul tema della distanza affettiva. ovattato.

Beabadoobee – Voto 6,75 – Beabadoobee trasforma il diario personale in una confessione dal sapore agrodolce. La scrittura del rancore conserva una sincerità quasi adolescenziale, sostenuta da melodie immediate e da un impianto sonoro misurato. L’emozione arriva, anche se il brano non supera del tutto i confini dell’autobiografia. confidenziale!

Gracie Abrams – Voto 6,75 – Gracie continua a esplorare il paesaggio sentimentale che le è più congeniale, affidandosi a una scrittura diaristica fatta di dettagli minimi e vulnerabilità esibita. L’intensità emotiva resta il suo punto di forza.

Benson Boone – Voto 6,75 – Benson Boone torna a un pop a progressione cinematica, dove la partenza acustica si apre progressivamente a un’esplosione controllata di dinamiche rock. Il tema del disallineamento emotivo regge l’impianto, ma la scrittura tende a ripercorrere una grammatica già ampiamente codificata. Efficace, senza veri scarti.

Peggy Gou – Ayra Starr  – Voto 6,75 – Peggy e Ayra confezionano un brano costruito per il dancefloor estivo, tra groove levigati e un’immediatezza che non fatica a imporsi. La formula è rodata e raramente sorprende, ma l’intesa tra le due mantiene alta la temperatura e ne sostiene l’efficacia. solare.

DJ Gruff  – Dope One – RayZa – Speaker Cenzou e Combass  – Voto 6,75 – DJ Gruff assembla in ‘Redemption’ una linea di continuità con la propria idea originaria di hip hop come pratica identitaria e non decorativa. Le strofe di RayZa e Dope One, insieme a Speaker Cenzou, costruiscono un dialogo ruvido ma coerente, sostenuto da una produzione essenziale che privilegia materia e scratch. Operazione solida. 

Muse – Elle Goulding  – Voto 6,75 – I Muse ed Ellie Goulding costruiscono un impianto sonoro che ricalca l’estetica teatrale e ipertrofica della band, con l’ingresso della voce di Ellie a controbilanciare l’enfasi con un lirismo più controllato. L’insieme funziona per inerzia epica!

Rhove – Madfingerz  – Voto 6,50 – Rhove prosegue la sua traiettoria tra geografie e auto-narrazione, trasformando il viaggio in una fonte di ispirazione più che in reale slancio estetico. La produzione di Madfingerz sostiene un impianto funzionale, mentre la scrittura insiste su un’idea di autenticità provata.

Sethu – Jiz  – Voto 6,50 – Sethu e Jiz consolidano un asse creativo ormai identitario, costruendo ‘Smetto quando voglio’ su un contrasto tra pulsazione dance e tensione introspettiva.

Emili Kasa – Voto 6,50 – Emili costruisce una ballata del non detto, dove la ripetizione diventa tentativo di sutura emotiva più che struttura narrativa. La produzione essenziale per pianoforte e archi sostiene un’intensità. Dolore composto, quasi trattenuto. sommesso.

Krizia – Voto 6,50 – Krizia si muove su un lessico della separazione che si affida alla memoria come unico terreno di scavo. Un universo introspettivo coerente, dove la vulnerabilità prova a farsi linguaggio e non semplice esposizione emotiva. 

Lepre – Voto 6,50 – Lepre affronta il tema dell’errore con una scrittura dimessa e autoironica, capace di sottrarre peso al rimpianto senza banalizzarlo. Il racconto quotidiano funziona quando si affida ai dettagli, meno quando cerca la riflessione universale. Un pop d’autore garbato!

Myss Keta – Miss Bashful – Voto 6,50 – Le MySS costruiscono un inno da post-sbornia funzionale, dove la dualità tra ufficio e club diventa dispositivo estetico più che reale tensione narrativa. La produzione a 142 BPM regge l’urto con precisione, ma l’ironia, pur efficace, tende a cristallizzarsi in formula. Club culture filtrata con lucidità. 

Incubo – Voto 6,50 – Incubo costruisce una cartolina di quotidianità condivisa filtrata da un’ironia sottile, sostenuta da un pop rock immediato e volutamente insistente. L’efficacia melodica è evidente e funzionale. 

GattoToro – Dutch Nazari  – Voto 6,50 – Incubo costruisce una cartolina di quotidianità condivisa filtrata da un’ironia sottile, sostenuta da un pop rock immediato e volutamente insistente. L’efficacia melodica è evidente e funzionale.

Rats – Nek  – Voto 6,50 – Rats e Nek convergono in un rock urbano che prova a farsi bilancio generazionale, tra chitarre ruvide e un immaginario notturno segnato da disincanto. L’idea di testimonianza regge. Riflessione ordinata.

Ottobre – Voto 6,25 – Ottobre interviene su ‘Ossessione’ di Samurai Jay con un’operazione di riscrittura che punta alla deformazione più che alla rilettura. L’idea di spostare il brano su coordinate più viscerali e rock produce attrito, ma non sempre una reale necessità espressiva. Ambiziosa ma preferisco la versione di Samurai. 

Caffellatte – Voto 6,25 – Caffellatte rilegge l’amore come territorio di attrito, una metafora che traduce l’ossessione in dinamica pop. L’ironia alleggerisce un impianto altrimenti prevedibile, senza però scardinarne la forma. Catarsi dichiarata, ma solo parzialmente compiuta.

Jacopo Sol – Voto 6,25 – Jacopo si inserisce in un pop cantautoriale che flirta con suggestioni latine senza mai farle diventare vero centro propulsivo. L’atmosfera è gradevole, ma la scrittura resta prudente, più orientata alla superficie che a una reale tensione espressiva. 

Vtr – Lilcr – Mida – Voto 6,25 – VTR con LILCR e Mida costruisce ‘Temporale’ come sintesi di vulnerabilità e spinta ritmica, innestando stutter house su una matrice pop-urban di facile presa. La collaborazione aggiunge variazioni timbriche senza scardinare davvero l’architettura del brano.

Katy Perry – Voto 6,00 – Katy punta ad un pop-rock dove la rottura sentimentale diventa gesto scenico e dichiarazione di rinascita. Il tutto però non convince. 

Halma – Voto 6,00 – Halma si muove tra pop contemporaneo e suggestioni r&b con una scrittura intima rivolta alla propria infanzia. L’idea autobiografica conserva autenticità, ma il brano resta ancorato a soluzioni già frequentate, senza trovare una cifra davvero personale. Promettente, ancora in definizione. acerbo.

Frasa – Voto 5,50 – Frasa costruisce un pop ibrido tra ritmiche latine e mambo-jive con vocazione estiva immediata. Il risultato scorrevole conquista al primo impatto ma si consuma in fretta, più superficie che memoria. Intrattenimento calibrato, senza scarti reali. effimero.

Comagatte – Voto 5,50 – Con ‘Milano PT Problem’ Comagatte abbandona la retorica della metropoli scintillante per restituire un ritratto urbano segnato da tensioni e fragilità. L’intenzione documentaria è chiara e necessaria, meno incisiva la scrittura, che procede per accumulo più che per affondo. Lucido ma discontinuo.

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