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FABRI FIBRA esce “Mentre Los Angeles Brucia (deluxe)”
CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (05 giugno) #NewMusicFriday
Recensione: LIZZO - "Bitch"

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (05 giugno) #NewMusicFriday

Vol. 23-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

Una mappa critica tra ritorni eccellenti, collaborazioni ibride e derive pop che oscillano tra lucidità produttiva e automatismi di genere. Dal suono stratificato di autori come Peter Gabriel passando alla pop dance mitica di Madonna e atterrando alle incursioni più immediate dell’urban contemporaneo, il numero di questa settimana compone un mosaico diseguale ma coerente nella sua tensione interna.
Un ascolto collettivo che misura il presente più che raccontarlo, tra eleganze consolidate e nuove inerzie creative.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Peter Gabriel – Voto 7,50  –  Poliritmie africane, suggestioni folk e tracce di R&B convivono in una costruzione articolata che privilegia il percorso sonoro. Gabriel cesella, come ad ogni luna nuova, ogni dettaglio con pazienza quasi ossessiva. Stratificato.

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Lizzo  – Voto 7,25  – Lizzo rielabora il go-go di matrice D.C. con un’impostazione ritmica incalzante e un campionamento che ne stabilisce subito il perimetro storico. Lizzo sposta il baricentro dal confronto alla complicità femminile, alternando empowerment e quotidianità senza perdere presa groove. Solidale.

The Avalanches – Jamie xx  – Voto 7,25  –  La collaborazione tra The Avalanches e Jamie xx si innesta su un’idea di rielaborazione più che di semplice incontro, dove il materiale originario viene filtrato in una nuova grammatica sonora. Il risultato è un intreccio elettronico raffinato, costruito su stratificazioni e micro-dettagli che privilegiano la texture alla forma canonica.

Noonzy – Voto 7,00  – una trasformazione strutturale interessante che diventa un passaggio emotivo prima ancora che ritmico. L’idea funziona proprio nello scarto, tra sospensione iniziale e accelerazione progressiva. Dinamico.

Aya Nakamura – Skepta  – Voto 7,00  – La coppia mescola con naturalezza le sonorità urban e afrobeat di Aya Nakamura con l’impronta grime e le rime spezzate di Skepta. L’incontro funziona per attrito controllato più che per fusione totale, mantenendo un equilibrio sensuale e ruvido. Magnetico.

Fkj   – Voto 7,00  –  “Soulmates” traduce il tema della solitudine in una dimensione soul elettronica morbida, dove l’introspezione non diventa mai eccesso ma resta calibrata su una sensibilità fluida e contemporanea. Fkj lavora sull’equilibrio tra isolamento e connessione senza forzare il pathos. Intimo.

Tormento – Rkomi  – Voto 7,00  – Tormento mette a confronto due attitudini diverse ma compatibili: esperienza e mestiere da un lato, inclinazione più contemporanea dall’altro. L’equilibrio funziona senza forzature, sostenuto da una scrittura che non cerca effetti speciali. Intrattiene con misura, senza scosse. Scorrevole.

Bresh – Voto 7,00  – Bresh continua a raccontarsi con uno sguardo limpido, evitando pose e sovrastrutture. Il brano scorre leggero, sostenuto da una scrittura diretta che trasforma dettagli personali in immagini condivisibili. Non reinventa il proprio linguaggio, ma lo maneggia con notevole naturalezza. Autentico.

Belle and Sebastian – Voto 6,50  – “It Only Takes One Lion” evita la retorica da stadio (è l’inno della Scozia per i mondiali) e resta fedele all’eleganza narrativa della band. Archi brillanti e pulsazione pop che sembrano un po’ Shout to the Top! degli Style Council. Piacevole, ma non tra le pagine più incisive del loro repertorio. Garbato.

Nial Horan  – Voto 6,50  – Pop cinematografico e organico, dove la scrittura si muove come un ricordo che affiora senza urgenza. L’impianto è elegante, ma tende a privilegiare la morbidezza narrativa rispetto a un reale picco emotivo.

Tony Boy – Voto 6,50  – Tony Boy racconta crepe affettive e dipendenze emotive senza indulgere nel melodramma, sostenuto da una produzione essenziale ed efficace. La scrittura resta sincera, anche se raramente supera i confini di una formula ormai consolidata.

Geolier – Voto 6,50  – Il brano ribadisce la grammatica di Geolier: impatto frontale, radicamento territoriale, lucidità nel descrivere mutazioni sociali senza mediazioni estetizzanti. L’energia resta alta, ma la formula inizia a mostrare contorni prevedibili. Compatto!

Polo Nord Posse – Voto 6,50  – Una dichiarazione d’intenti collettiva più che come episodio autonomo. La successione dei rapper (Dome, Vmaki, Sonny, Rafilù e naturalmente Massimo Pericolo) costruisce un mosaico compatto, dove l’identità di roster prevale sulla ricerca di dinamiche nuove. Energia e coesione tengono il pezzo in equilibrio. Aggregato.
 

Madonna – Voto 6,50  – Madonna riafferma il proprio dominio sul linguaggio della disco con l’autorevolezza di chi ne ha plasmato l’immaginario per decenni. Il brano non aggiunge capitoli decisivi alla sua storia, ma conserva ritmo, presenza scenica e una consapevolezza che pochi possono permettersi

Ditonellapiaga – Voto 6,50  – Dito punta su estetica pop tra satira e surrealtà, ma l’impatto si concentra più sull’immagine che sulla costruzione musicale. Divertente nell’insieme, ma il suono rimanda a soluzioni già note. Derivativa.

cmqmartina- Voto 6,50  – Cmqmartina continua a muoversi in un elettro-pop dinamico e coerente, dove pulsazione e scrittura si tengono in equilibrio senza perdere riconoscibilità. Coerente.

Dolcenera – Voto 6,50  – Dolce si muove su un impianto uptempo che sfiora l’afrobeat senza mai spingerlo fino in fondo, preferendo una fruibilità immediata. L’attitudine performativa regge il brano, che vive di energia estiva più che di reale scavo sonoro. Leggero.

Chloé Caillet – Voto 6,25  – “Lemme Dance” punta tutto sull’immediatezza: groove elastici, vocazione club e un’intesa naturale tra Chloé Caillet e Myd. L’energia funziona, la leggerezza anche.

Taylor Swift – Voto 6,25 – Taylor Swift e Jack Antonoff confezionano una ballata garbata e accessibile, perfettamente integrata nell’universo emotivo di Toy Story, ma meno incisiva rispetto ai momenti migliori della loro collaborazione. Funzionale.

Ottobre – Voto 6,25 –  Ottobre lavora sulla memoria tattile di un amore estivo, trasformando l’assenza di documentazione in scelta narrativa. L’evocazione del ricordo resta intensa, ma la scrittura insiste su immagini già frequentate dal cantautorato recente. Nostalgico.

Kinder Garden – Voto 6,25 – Un brano che lavora su una malinconia sospesa, tra citazioni anni ’60 e produzione levigata contemporanea. L’immaginario adolescenziale regge l’impianto emotivo, ma tende a diluirsi in una ripetizione contemplativa che smorza la tensione narrativa.

Senza Cri – Voto 6,25 – Il brano si muove su un synth-pop notturno che alterna impulso club e malinconia trattenuta. La produzione di Stabber e Swan costruisce un ambiente solido, ma la scrittura resta su coordinate generazionali già codificate. L’atmosfera convince più della traiettoria emotiva.

Fasma –  Voto 6,25 – Fragilità e impeto si mischiano con una formula ormai familiare nel linguaggio di Fasma. Il contrasto tra pianoforte e chitarre sostiene una tensione emotiva autentica, ma il racconto finisce spesso dentro schemi già battuti. Coinvolgente a tratti, non risolutivo.

Merk & Kremont – Serena Brancale – The Kolors  – Voto 6,25 – “Partenope” assembla funk mediterraneo, italo-disco e pop da pista con indubbia perizia produttiva. L’intesa tra Merk & Kremont, The Kolors e Serena Brancale garantisce dinamismo e colore, ma il risultato resta ancorato a una formula estiva molto riconoscibile. Estivo. 

Antonia –  Voto 6,00 – Pop con tinte R&B con un filtro anni 2000 che punta tutto su immediatezza e riconoscibilità vocale. L’energia è dichiarata, l’intenzione chiara, ma la scrittura resta dentro coordinate prevedibili del genere. Lineare.

dile – Voto 6,00 – Una fotografa dell’estate come sospensione morale prima ancora che emotiva. Dile sceglie una scrittura colloquiale, quasi diaristica, che scorre senza attrito ma raramente incide davvero. La leggerezza diventa cifra e limite. Effimero.

Disco Club Paradiso –  Voto 6,00 – “Ansia d’amare” traduce l’inquietudine sentimentale in un pop levigato e gradevole, più efficace nell’atmosfera che nell’affondo emotivo. La scrittura intercetta il disagio contemporaneo senza scavarlo davvero. Scorrevole, ma non memorabile.

Benji & Fede – Alex Britti  –  Voto 5,50 – “Viva la Vasca” riprende l’immaginario di Britti e lo filtra in chiave Benji & Fede, cercando una leggerezza aggiornata tra ironia e disincanto. L’operazione vive più di riconoscibilità che di reale reinvenzione, restando in un perimetro pop rassicurante.

Francesca Michielin – Voto 5,50 – La rielaborazione di un immaginario infantile in chiave identitaria, cercando una sintesi tra ironia pop e affermazione personale. L’idea concettuale è chiara, meno la sua traduzione sonora, che resta levigata e poco rischiosa. Il risultato convince solo a tratti. Intermittente.

Michele Bravi  – Voto 5,00 –  Il brano mette in scena una tensione tra ironia e malinconia che resta però più dichiarata che realmente incarnata. L’idea di una geometria affettiva instabile non trova un corrispettivo sonoro davvero risolto, lasciando il pezzo in un equilibrio fragile.

Love Is Dead – Voto 5,00 – Un lessico motivazionale ormai standardizzato, dove la rottura diventa automaticamente riscatto. L’impianto è leggero, ma la scrittura non trova un punto di reale attrito emotivo. Tutto resta in superficie, senza scarti. Scontato.

Baby K – Voto 4,00 – Il solito pop estivo di Baby K con un impianto latino che punta tutto su immediatezza e riconoscibilità. Il ritornello insiste su una ripetizione studiata per restare. Dozzinale. 

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