Chris Nolan per molti di noi è stato il suono dell’adolescenza prima ancora di essere un nome: «Mowgli» di Tedua lo abbiamo consumato, e dietro quasi ogni beat c’era lui.
Per questo «La tavola dell’umore», il suo primo album ufficiale era tra i dischi più attesi dell’autunno, almeno per chi come me che è cresciuto con le cuffie e il rap genovese in loop.
Il titolo è la traduzione di mood board, ed è una dichiarazione abbastanza precisa: un collage di vibe, un tavolo dove Nolan mette i suoni e gli altri ci mettono la voce.
Si parte con Origine, che non è un vero brano ma un intro parlato. Sotto c’è un suono futuristico, sopra una voce narrante che sembra la tua coscienza mentre premi play.
Quest’anno l’hanno fatto in tanti, nei dischi rap usciti finora, e Nolan si adegua: non un pezzo come intro, ma una voce.
Poi arriva La ballata del ragno con Tedua, e lì capisci subito perché questi due funzionano da anni. Nolan gli costruisce una baseline su misura e Tedua ci sale sopra come un surfista su un’onda alta, senza mai perdere l’equilibrio. È il pezzo che rimetterai più volte, garantito.
Stare bene, con Latrelle e Joshua, è il brano più profondo del disco. Latrelle, dopo i feat con Tedua nel suo mixtape, qui dimostra di non essere più un emergente: ha uno stile suo, una personalità che si riconosce dalla prima barra. Joshua aggiunge la sua voce bassissima e armonizza tutto, dando al pezzo un peso che da solo non avrebbe.
Con Fight Back, feat Harmann e Alkhazar, il disco cambia marcia: è il primo pezzo davvero diretto, pieno di momenti banger, perfetto per la palestra o per un pogo, meno per un secondo ascolto attento.
Secondi di rabbia è il posse cut che aspettavi. Neima Ezza entra forte e parla di periferia, di difficoltà sociali, di esperienze che non si lasciano alle spalle.
Poi torna Massimo Pericolo con un ritornello che ti si pianta in testa, e alla fine c’è il solito Tedua a chiudere la traccia come sa fare lui.
Da qui in avanti si nota uno schema. Fiori e cemento ha un beat cucito addosso a Jake La Furia, che ne approfitta per far vedere quanto scrive bene, mentre Cate Lumina nel ritornello addolcisce il pezzo. Lacie ha un beat ritmatissimo pensato per la strofa di Sayf e soprattutto per il ritornello di Gaia, che canta esattamente nello stile che conosciamo tutti dalle sue canzoni. Funzionano, ma sono abiti su misura: Nolan fa brillare gli altri e un po’ sparisce lui.
Il momento in cui lo senti davvero è Long Life, l’unico strumentale. Zero voci, tanti suoni nuovi che però richiamano anche alcuni suoi lavori passati. È breve, ma è la traccia che ti fa venire voglia di sapere cosa farebbe Nolan se smettesse per un attimo di fare il padrone di casa.
Ombre è il pezzo più tranquillo: la voce soave ed equilibrata di Sarah Toscano, che Nolan aveva già prodotto, insieme a Carl Brave e Guise the Licia, con timbri che si completano a vicenda. Bello da sentire, difficile da ricordare. Il bagliore, con 18K e Prima stanza a destra, chiude invece con l’esperimento più coraggioso: qui Nolan prova a spingere il proprio essere producer oltre il solito, e i due ospiti ci stanno benissimo. È il pezzo più innovativo del disco, e anche quello che lascia più curiosità per quello che verrà.
Alla fine «La tavola dell’umore» è un disco riuscito a metà: quando Nolan gioca con le persone che conosce meglio, o quando osa, è un viaggio.
Quando si limita a servire il beat perfetto all’ospite, resta un ottimo producer che apparecchia la tavola per gli altri. Il prossimo giro, magari, si siede anche lui.
SCORE: 6,75
DA ASCOLTARE SUBITO
La ballata del ragno – Stare bene – Secondi di rabbia – Lacie
DA SKIPPARE SUBITO
Il disco non ha momenti di stallo. Si lascia ascoltare senza skip in avanti
TRACKLIST
1 ORIGINE (Intro)
2 LA BALLATA DEL RAGNO feat. Tedua
3 STARE BENE feat. Latrelle, Joshua
4 FIGHT BACK feat. Harmann, Alkhazar
5 SECONDI DI RABBIA feat. Neima Ezza, Massimo Pericolo, Tedua
6 FIORI E CEMENTO feat. Jake la furia, Cate Lumina
7 LACIE feat. Sayf, Gaia
8 LØNG LIFE
9 OMBRE feat. Carl Brave, Sarah Toscano, Giuse The Lizia
10 IL BAGLIORE feat. 18k, prima stanza a destra
DISCOGRAFIA
2026 – La Tavola dell’Umore