Quasi tutti teniamo in tasca qualcosa da stringere quando la giornata si mette male. Chiavi, un fazzoletto, uno scontrino, il telefono che non vogliamo guardare.
Anna tiene in tasca la penna, le parole da scrivere e soprattutto ci ha messo la paura e ha scritto un disco intero per raccontare come ci si convive, un giorno alla volta.
Ascoltandolo “La paura in tasca”, il suo nuovo disco, si ha l’impressione che qualcuno ti stia parlando della propria vita a bassa voce. Si sente l’imbarazzo di chi sa di esporsi, e insieme la prontezza di chi ha imparato a sdrammatizzare prima che lo facciano gli altri. È una fragilità che non chiede compassione, e proprio per questo la si riconosce subito come propria.
Le undici canzoni sono pezzi di vita e seguono i tempi della stand-up comedy. Anna imposta la scena, sposta il punto di vista e chiude su una battuta che spesso arriva quando la malinconia sembra aver già vinto. La scrittura è fitta, verbosa, torrenziale e intensa per scelta, e qui sta il suo carattere.
In un mercato che accorcia versi e tempi per farli stare in un video di TikTok, lei li allunga, li carica di dettagli e si fida di un ascoltatore disposto a seguirla. Quella fiducia viene ripagata. Il titolo dichiara la strategia: la paura resta in tasca, non sparisce, e l’ironia serve a tenerla lì.
Musicalmente il disco sceglie un pop raffinato, contemporaneo ed elegante, attraversato da armonie jazz, bossa, schitarrate rock, arie orientali e balcaniche, ritmi latini cosmopoliti e ogni scelta sembra pensata per lasciare spazio alla voce e alle parole.
Ramiro dei Selton firma parte della produzione e la band compare in Ho finito i pezzi latin, portando quella confidenza con il Brasile che nessun altro gruppo italiano ha.
Valerio Lundini arriva a sorpresa nella coda di Alito Sonoro. La sua comicità costruita sullo scarto e sul non sequitur è parente stretta di quella di Anna, e la sua presenza sembra più un segno di affinità che un’operazione di visibilità. Le voci di Canta fino a dieci, il collettivo di cantautrici di cui fa parte, riempiono i cori di Scema e trasformano una confessione privata in qualcosa che si canta in gruppo.
La cornice è elegante ma non addomestica mai la scrittura. Anche nei passaggi più morbidi, quando il groove rallenta e le armonie si fanno calde, resta sempre un verso che punge o una svolta che spiazza. È l’equilibrio più difficile per chi scrive canzoni ironiche: far sorridere senza che la canzone diventi una barzelletta, commuovere senza chiedere la lacrima. Anna ci riesce per tutto il disco, e con una costanza che al secondo album non era scontata.
“La paura in tasca” è il lavoro di un’autrice che ha già una voce sua e sa esattamente cosa farne. Non ci sono pose e non c’è nessuna rincorsa all’algoritmo. Nel cantautorato italiano di oggi, pieno di confessioni sussurrate e sempre uguali, è una di quelle voci rare che vale la pena custodire.
E quella penna, nella tasca accanto alla paura, continua a scrivere e a regalarci musica preziosa.
SCORE: 8,00
DA ASCOLTARE SUBITO
Se ti guardo come gli altri – È tanto che non dico ti amo -La paura in tasca
DA SKIPPARE SUBITO
Nulla, Il disco funziona anche a ripetuti ascolti !
TRACKLIST
Insisto perchè esisto
Niente di me
Alito Sonoro
Se ti guardo come gli altri
È tanto che non dico ti amo
Ho finito i pezzi latin
La nuova stagione
Scema
Miró
Coppia che abbaia
La paura in tasca