Dark Mode Light Mode

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (12 giugno) #NewMusicFriday

Vol. 24-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

Un mosaico che come ogni settimana attraversa indie, elettronica, pop e derive urban, tra ritorni eccellenti e conferme solide.

Questo venerdì si passa dalla tensione nervosa degli Interpol alle geometrie pop di Soft Cell, passando per le traiettorie elettroniche di Bonobo e Overmono, fino alle frizioni più contemporanee della scena italiana, il numero si muove tra coerenza e discontinuità, restituendo un panorama variegato ma tutt’altro che neutro.

LA PLAYLIST 

Advertisement

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Interpol – Voto 8,00  – Gli Interpol mettono in tensione la propria grammatica sonora. Una lenta dissezione di bassi deformi, chitarre nervose e vocalità spettrali nella quale riaffiora una vitalità controllata ma non prevedibile. Rigenerante.

Mike D – Voto 7,50  -Mike D apre una nuova direzione con “True Colors”, dove la scrittura si alleggerisce e si fa collettiva, quasi un laboratorio emotivo più che un manifesto. L’impianto resta giocoso ma attraversato da una lucidità disincantata sul presente. Disinvolto, con ambizione laterale.

Soft Cell – Voto 7,50  – Il loro mondo. Disco-pop volutamente sovraccarico: la melodia di Marc Almond si posa su architetture cinematiche e gli slanci e geometrie del compianto Dave Ball. Eccesso controllato. Esuberante.

Bonobo – Voto 7,00  – Bonobo torna a un’elettronica esplicitamente orientata al dancefloor con “Me and You”, già rodato nei set e costruito per una fruizione immediata e condivisa. L’impianto funziona per tensione progressiva, più funzionale che sorprendente. Efficace, ma senza scarti.

Lowtopic – Voto 7,00 – Un’elettronica strumentale che punta al club come spazio percettivo più che funzionale. Breakbeat organici e synth analogici disegnano un flusso tra introspezione e impulso ritmico, con una pulizia estetica che guarda a Four Tet e Caribou senza scarti evidenti. Levigato.

Overmono – Voto 7,00 – Gli Overmono affinano la loro elettronica emotiva in “Even Angels Ghost”, affidandosi alla voce magnetica di Kindora per aggiungere profondità a una struttura già densa di tensione e movimento. Il risultato è immersivo e calibrato, più seduttivo che dirompente.

Mick Harvey & Amanda Acevedo – Voto 7,00  – Mick e Amanda trasformano un’idea nata per corrispondenza digitale in una costruzione lenta e stratificata, dove “Perfect Storm” cresce per  urgenza. Guitars e texture aggiunte da Harvey irrobustiscono un nucleo già suggestivo, tra ombra e ironia latente.

Slow Pulp – Voto 7,00 – Slow Pulp costruiscono “Better Man” su un indie rock nervoso ma melodicamente compatto, dove percussioni in crash e chitarre anthemiche sostengono una scrittura confessionale. Il brano funziona soprattutto per sincerità emotiva.

Bausan – Voto 7,00 – Un alt-rock di matrice cantautorale che procede per stratificazioni più che per sviluppo lineare. Chitarre granulari e synth atmosferici definiscono uno spazio coerente. Compatto!

Angelina Mango – Marco Mengoni  – Voto 7,00 – Angelina e Marco intrecciano una scrittura che guarda alla tradizione mediterranea filtrandola in una produzione levigata e contemporanea. “Canto d’amore” insiste sulla coralità come impatto emotivo tra slanci e controllo. Suggestivo.

 

Tove Lo – Stromae – Voto 7,00 – Un incontro calibrato, dove pop contemporaneo e sensibilità autoriale si sfiorano senza mai sovrastarsi. L’equilibrio tra immediatezza pop e inclinazione più laterale funziona, anche se resta piuttosto protetto, quasi timoroso di osare davvero.

Birthh – Voto 7,00 – Birthh affronta il passaggio all’italiano senza rinunciare alla propria natura cosmopolita. “Senza Fiato” intreccia cantautorato, alternative pop, ritmi quasi funky e suggestioni urban in un racconto di sradicamento e ridefinizione identitaria, sospeso tra Milano e Brooklyn.

Sacramento – Elasi –  Voto 7,00 – Sacramento ed ELASI trovano un equilibrio convincente tra soft disco, lofi dance ed elettronica contemplativa. “The Fog” si muove con eleganza in una zona crepuscolare fatta di incontri fugaci e suggestioni sospese, senza rinunciare a una nitida vocazione pop. 

Anotr.3ddy –  Voto 7,00 – Una traccia dance essenziale e atmosferica, pensata per accompagnare le ore più morbide della notte. Groove avvolgente, produzione misurata e una leggerezza che non cerca effetti speciali. Non reinventa il genere, ma ne interpreta bene la funzione. Notturno.

Golden Years –  Voto 7,00 – Il brano come una transizione graduale tra due stati: da una prima sezione rarefatta si passa a un accumulo di distorsioni, synth e chitarre che ne altera la percezione. Il sample vocale pitchato funziona da asse emotivo, ma l’idea si sviluppa con una certa prevedibilità. Dinamico.

Laila Al Habash –  Voto 7,00 – Laila trasforma il vento in una metafora di abbandono e accettazione, costruendo un r&b mediterraneo rarefatto e sensoriale. “California Mediterranea” vive di dettagli naturali e immagini sospese, trovando un equilibrio credibile tra ricerca interiore e leggerezza evocativa. Brezzato.

Olivia Rodrigo  – Voto 7,00 – Olivia si muove tra fragilità e impeto, trasformando l’intimità in materia dinamica. La voce resta il fulcro di una scrittura capace di alternare vulnerabilità e tensione emotiva senza perdere incisività. E poi c’è Robert Smith e tutto prende forma. Vibrante. 

Nuvola – Voto 7,00 – Una ballata emotiva fuori asse, dove il ricordo adolescenziale diventa materia di riflessione sulla persistenza dei legami. La scrittura evita la chiusura narrativa, preferendo una sospensione che lavora sul vuoto più che sulla catarsi. Intima, ma controllata. Sottile.

Gia Ford – Voto 6,75 – Gia Ford affina una scrittura che rilegge il lessico anni Settanta senza cadere nell’ornamento nostalgico, tra bassi vellutati e arrangiamenti misurati. La voce tiene insieme eleganza e presenza.

Il Mago Del Gelato – Voto 6,75 – Una mediterranean love dance dal piglio immediato, tra groove solare e suggestioni balneari appena accennate. L’idea è chiara, la scrittura sonora meno stratificata di quanto prometta l’immaginario evocato. Piacevole, ma lineare. Spensierato!

Amalfitano – Voto 6,75 – Un’estetica mediterranea essenziale, dove la chitarra guida un paesaggio sonoro caldo e sospeso. Il tema dell’inesattezza linguistica nell’amore diventa asse portante. Estivo. 

Brucherò nei pascoli – Voto 6,75 – Un piccolo affresco sull’amicizia, dentro una scrittura che privilegia la semplicità simbolica più che la torsione narrativa.  Lineare.

Marguerite – Voto 6,75  – Pop luminoso che guarda all’infanzia come archivio emotivo, tra gratitudine e dettagli quotidiani che si fanno memoria attiva. Bellevie scorre con leggerezza solo apparente, mentre la scrittura lavora sottilmente sul tema della guarigione. 

Cromosauri – Voto 6,75  – Cromosauri innestano un post punk teso, quasi disciplinato, che implode sotto il peso di slogan e voci stratificate fino a farsi rumore organizzato. La scrittura osserva il presente con lucidità abrasiva, tra urgenza e rarefazione. Eco d’autore italiana deformata. Spigoloso.

22simba – Guè – Voto 6,75 – 22simba e Guè costruiscono il brano attorno a un classico cortocircuito del rap contemporaneo: ricchezza esibita e vuoto interiore. La scrittura alterna lucidità e posture consolidate, senza però scardinare davvero il tema. Il beat ha il sax che rende stiloso il tutto. 

1 44 9 8  – Voto 6,75 – 1 44 9 8 abbandona parte della propria ruvidità espressiva per misurarsi con un racconto sentimentale sospeso e incerto. Il mood sognante funziona meglio della scrittura, che resta spesso trattenuta e poco incisiva. Un cambio di registro interessante, non ancora compiuto. Delicato.

Sigarettewest – Voto 6,50  – Sigarettewest costruisce un racconto di distanza e incompiutezza sentimentale che si regge su una scrittura lineare, quasi diaristica. L’impianto acustico, tra pianoforte e archi, sostiene un’atmosfera intima senza però scalfire davvero la prevedibilità narrativa.

Noyz Narcos – Danno – Sine – Voto 6,50 – Noyz e Danno riattivano una memoria condivisa dell’underground romano con “Scarafaggi”, più come gesto di continuità storica che come reale scarto creativo. Il brano vive di un’energia riconoscibile, che però resta ancorata al proprio immaginario originario. Nostalgico.

Francesca Michielin – Voto 6,50  – Francesca intreccia tappetoni di synth anni Ottanta e immaginario gotico-medievale in un brano che gioca con i contrasti senza appesantirli. L’idea è curiosa, la resa scorrevole, anche se l’operazione resta più affascinante che davvero incisiva. Divertita e coerente.

Sol – Voto 6,50  – Una espansione cosmica di un sentimento privato, tra electropop e derive ambient che puntano a un immaginario sospeso. Gli archi innestano una gravità quasi arcaica.

Agronomist – Voto 6,50  – Un ibrido elettronico che mira al dancefloor laterale, più irregolare che funzionale. Il beat ha energia e si muove in un testo a frammenti, tra provocazione e accumulo di riferimenti.

Astro – Voto 6,50  – Astro, in modalità Ultimo, si muove in una ballad pop levigata, dove l’autotune amplifica più che nascondere una vulnerabilità dichiarata. “I nostri anni bellissimi” lavora su nostalgia e autoanalisi del percorso artistico, tra confessione e posa emotiva. 

Viadellironia – Voto 6,50  – Il racconto di una generazione sospesa tra desiderio e disincanto, affidandosi a una scrittura malinconica. “Celeste” funziona per atmosfera e sensibilità narrativa, meno per capacità di sorprendere.

Le Vibrazioni  – Voto 6,25  – Impianto pop-rock dichiaratamente programmatico, dove il messaggio sociale prevale sulla reale articolazione musicale. L’intento inclusivo è esplicito, ma la scrittura resta spesso didascalica e poco incisiva. Benintenzionato.

Shabel – Voto 6,00  – Immaginario pop con tinte rock  con “Amore x le riviste”, tra ironia relazionale e una scrittura che gioca sul ribaltamento degli stereotipi. L’up-tempo funziona a tratti, ma resta più dichiarato che realmente incisivo. Fresco.

Niko Pandetta – Voto 6,00  – Niko sospende l’iconografia più aspra del suo percorso per una ballata domestica, costruita come confessione paterna rivolta alla figlia. “Piccola Mia” lavora su un registro melodico addolcito, quasi ninna nanna, dove l’intimità prende il posto della postura. Disarmato.

Sfera Ebbasta – Dystinct  – Voto 5,00  – Sfera e Dystinct si incontrano su un beat dalle tinte mediterranee che funziona più per riconoscibilità che per invenzione. L’incrocio tra i due immaginari resta in superficie, senza scarti né reali tensioni creative. Riconoscibile.

Feid – Sfera Ebbasta – Voto 5,00 – Feid e Sfera Ebbasta si incontrano su un impianto reggaeton-trap già codificato, dove il cambio di voce non altera la grammatica del pezzo. L’energia è immediata ma prevedibile, costruita su automatismi stilistici ben rodati. Come sopra! 

Clamö – Voto 5,00  – Clamö fotografa una Milano allucinata e autodistruttiva, spostando il baricentro dal coca rap a una keta trap fredda e disturbante. L’estetica è coerente, sostenuta da influenze Detroit e da un immaginario notturno ben definito, ma la provocazione finisce spesso per prevalere sulla sostanza. Asfittico.

VillaBanks – Voto 5,00  – VillaBanks resta ancorato al proprio personaggio lirico, senza reali deviazioni o slittamenti di registro. Il beat prova a sostenere l’insieme con maggiore cura, ma non basta a innalzare un impianto prevedibile.

Emma Muscat – Voto 5,00  – Retro-pop anni Ottanta patinato e leggero, costruito su melodie immediate e immagini da cartolina. “Sweet Panorama” punta tutto su glamour e spensieratezza, ma la scrittura resta superficiale e l’immaginario appare derivativo. Gradevole in sottofondo, difficilmente memorabile. 

Add a comment Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous Post

ANGELINA MANGO con MARCO MENGONI " Canto d’amore". Guarda il video

Next Post

Recensione: OLIVIA RODRIGO - “you seem pretty sad for a girl so in love”

Advertisement