Vol. 24-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.
Un mosaico che come ogni settimana attraversa indie, elettronica, pop e derive urban, tra ritorni eccellenti e conferme solide.
Questo venerdì si passa dalla tensione nervosa degli Interpol alle geometrie pop di Soft Cell, passando per le traiettorie elettroniche di Bonobo e Overmono, fino alle frizioni più contemporanee della scena italiana, il numero si muove tra coerenza e discontinuità, restituendo un panorama variegato ma tutt’altro che neutro.
LA PLAYLIST
LE PAGELLE BRANO PER BRANO
Interpol – Voto 8,00 – Gli Interpol mettono in tensione la propria grammatica sonora. Una lenta dissezione di bassi deformi, chitarre nervose e vocalità spettrali nella quale riaffiora una vitalità controllata ma non prevedibile. Rigenerante.
Mike D – Voto 7,50 -Mike D apre una nuova direzione con “True Colors”, dove la scrittura si alleggerisce e si fa collettiva, quasi un laboratorio emotivo più che un manifesto. L’impianto resta giocoso ma attraversato da una lucidità disincantata sul presente. Disinvolto, con ambizione laterale.
Soft Cell – Voto 7,50 – Il loro mondo. Disco-pop volutamente sovraccarico: la melodia di Marc Almond si posa su architetture cinematiche e gli slanci e geometrie del compianto Dave Ball. Eccesso controllato. Esuberante.
Bonobo – Voto 7,00 – Bonobo torna a un’elettronica esplicitamente orientata al dancefloor con “Me and You”, già rodato nei set e costruito per una fruizione immediata e condivisa. L’impianto funziona per tensione progressiva, più funzionale che sorprendente. Efficace, ma senza scarti.
Lowtopic – Voto 7,00 – Un’elettronica strumentale che punta al club come spazio percettivo più che funzionale. Breakbeat organici e synth analogici disegnano un flusso tra introspezione e impulso ritmico, con una pulizia estetica che guarda a Four Tet e Caribou senza scarti evidenti. Levigato.
Overmono – Voto 7,00 – Gli Overmono affinano la loro elettronica emotiva in “Even Angels Ghost”, affidandosi alla voce magnetica di Kindora per aggiungere profondità a una struttura già densa di tensione e movimento. Il risultato è immersivo e calibrato, più seduttivo che dirompente.
Mick Harvey & Amanda Acevedo – Voto 7,00 – Mick e Amanda trasformano un’idea nata per corrispondenza digitale in una costruzione lenta e stratificata, dove “Perfect Storm” cresce per urgenza. Guitars e texture aggiunte da Harvey irrobustiscono un nucleo già suggestivo, tra ombra e ironia latente.
Slow Pulp – Voto 7,00 – Slow Pulp costruiscono “Better Man” su un indie rock nervoso ma melodicamente compatto, dove percussioni in crash e chitarre anthemiche sostengono una scrittura confessionale. Il brano funziona soprattutto per sincerità emotiva.
Bausan – Voto 7,00 – Un alt-rock di matrice cantautorale che procede per stratificazioni più che per sviluppo lineare. Chitarre granulari e synth atmosferici definiscono uno spazio coerente. Compatto!
Angelina Mango – Marco Mengoni – Voto 7,00 – Angelina e Marco intrecciano una scrittura che guarda alla tradizione mediterranea filtrandola in una produzione levigata e contemporanea. “Canto d’amore” insiste sulla coralità come impatto emotivo tra slanci e controllo. Suggestivo.