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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (22 maggio) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-21-2026

Vol. 21-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

Primi ascolti di questo Vol. 21-2026 di Newsic Friday, dove il venerdì torna a essere laboratorio più che semplice vetrina. Cinquantadue brani attraversano territori lontanissimi tra loro, dall’istinto del tormentone estivo alla scrittura più laterale, fino a derive più ricercate che chiedono attenzione e tempo. Un mosaico disomogeneo, come sempre, ma proprio per questo rivelatore: il pop si compatta, l’indie si frammenta, l’urban cerca nuove inerzie, mentre le derive più sperimentali provano a ritagliarsi uno spazio nel rumore generale. Dentro questo flusso, le nostre pagelle non cercano un ordine ma una lettura critica del presente.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Arab Strap – Voto 7,50 – Gli Arab hanno la capacità di trasformare inquietudine sociale e alienazione quotidiana in un musica. Un pezzo attraversato da chitarre abrasive, synth anni ottanta, groove obliqui e piano house. “You You You” evita il moralismo e cerca una fragile idea di solidarietà dentro il rumore contemporaneo. 

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A Certain Ratio – Voto 7,25 – Il nuovo lavoro di accompagnamento non altera l’aura originale, ma la rimette in circolo con un’attenzione filologica che sfiora la musealizzazione. Interessante nel metodo. Stratificato con quel basso tra funky e Blue Monday.

Yes – Voto 7,25 – Gli Yes firmano un brano che pesa più per ciò che rappresenta che per il reale slancio compositivo. “Turnaround Situation” lavora su una redenzione adulta e misurata, con un lirismo introspettivo che conserva dignità anche dentro una struttura prevedibile. La storia della band aggiunge profondità emotiva dove la canzone resta più cauta. Reverenziale.

Tedua – Voto 7,25 – Tedua abbandona la posa e lascia filtrare Mario, con una scrittura introspettiva che evita l’autocompiacimento autobiografico. La tensione emotiva resta viva, sorretta da un urban essenziale e pulsante, più confessione che performance. Un manifesto identitario, real! 

Lola Young  – Voto 7,25 – Lola continua a esplorare le fragilità emotive con una scrittura che evita l’enfasi e preferisce il dettaglio nervoso, quasi trattenuto. Il suo modo di raccontare resta contemporaneo senza inseguire mode precise, sostenuto da un’eleganza vocale che non diventa mai manierismo. Delicata ma mai fragile.

Olivia Rodrigo – Voto 7,25 – Olivia lascia emergere con maggiore nitidezza il proprio immaginario musicale, costruendo un brano che metabolizza influenze alternative senza trasformarle in semplice nostalgia. Il riferimento ai The Cure non è ornamentale, ma parte di una scrittura che finalmente sembra meno calcolata e più istintiva. Quando abbassa la pressione pop, trova una voce più credibile. Viscerale.

Charli xcx – Voto 7,00 – Charli xcx continua a sabotare il confine tra pop, moda e performance trasformando “SS26” in un oggetto estetico più che in una semplice canzone. L’attitudine “rock music” resta soprattutto una postura visiva. Magnetica.

Bleachers – Voto 7,00 – I Bleachers confezionano ancora una volta un pop di precisione, dove la scrittura si muove dentro forme limpide e immediatamente assimilabili. L’equilibrio tra semplicità e controllo produttivo è il vero centro del brano. Incredibilmente pop! 

Tiziano Ferro – Shiva – Voto 7,00 – Tiziano e Shiva trovano un equilibrio meno artificiale del previsto, evitando il semplice crossover di mercato. Il brano tiene insieme sensibilità pop e tensione urban con una naturalezza rara per operazioni simili, senza che uno dei due linguaggi sovrasti l’altro. Credibile e decisamente centrato. Ibrido.

Sofia Ara – Voto 7,00 – Sofia si muove su un’area ibrida dove glitch pop e suggestioni progressive si sfiorano senza mai cristallizzarsi in una forma stabile. L’estetica, dichiaratamente eccentrica, punta più all’accumulo di riferimenti che alla fine comunque colpisce l’attenzione. 

Gurriers – Voto 7,00 – I Gurriers spingono un indie rock abrasivo e febbrile, dove chitarre taglienti e ritmica serrata trasformano il disincanto in una forma di energia operativa. Cupore e slancio senza risolversi del tutto, mantenendo però una coerenza d’intento politica più che musicale. Echi alla Fontaines D.C.

Lido Pimienta – Voto 6,75 – Un universo sonoro stratificato, dove “Tóxica” trasforma la cumbia in dispositivo emotivo e politico, tra tensione ritmica e aperture quasi liturgiche. L’ambizione concettuale è ampia, talvolta più solida della resa immediata, ma la scrittura sonora mantiene una sua coerenza identitaria. Visionaria.

Fimiani – Voto 6,75 – Fimiani costruisce una house contaminata da inflessioni latine e anima soul, dove “Acércate a Mí” prova a tradurre il club in organismo collettivo. L’idea di comunità sul dancefloor funziona come dichiarazione d’intenti. Fluido.

greatwaterpressure – Voto 6,75 – Abbandonate le ombre per inseguire una dimensione balneare e contemplativa, tra disco-funk ovattato e suggestioni 80’s ben calibrate. “paralia” scorre con eleganza, anche se l’estetica prevale talvolta sulla sostanza emotiva. Resta però un brano di atmosfera nitida, salmastra. Mediterraneo.

Vienna – Voto 6,75 – Vienna costruisce un brano che lavora sulla crescita come attraversamento. L’idea emotiva è chiara, ma resta affidata a una linearità espressiva che limita la vera frizione narrativa. Un esercizio di consapevolezza. Sospeso.

FreshMula – Voto 7,00 – FreshMula imposta “SOTTO CONTROLLO” su un beat che ricorda Drop It Like It’s Hot, usato però come grimaldello per una scrittura che tenta la lettura politica del presente. L’ambizione critica c’è, ma la resa oscilla tra denuncia e astrazione surreale. Il tutto però è una buina ventata di novità per il genere! 

Tormento – Voto 6,75 – Tormento si muove con sicurezza dentro un R&B levigato e consapevole, dove stile e mestiere prevalgono sull’urgenza di innovare. Il brano scorre con eleganza controllata, affidandosi a una scrittura misurata piena di echi e reference che conferma un’identità ormai pienamente sedimentata. Affidabile.

Cricca Dei Balordi – Bassi Maestro – Dj Zeta– Voto 6,75 – Mito underground che punta più alla continuità identitaria più che alla reinvenzione. La produzione di Bassi Maestro e DJ Zeta solidifica un impianto classico. Operazione di coerenza storica. Tosti !   

Aiello – Antonia – Voto 6,75 – Aiello e Antonia provano a spostare l’asse verso una scrittura più morbida e soul, dove la melodia cerca un respiro meno convenzionale rispetto al suo abituale perimetro pop. L’intuizione c’è, soprattutto nella gestione dell’atmosfera. Funzionano! 

Carla Hero – Voto 6,75 – Carla sceglie una sottrazione radicale, affidando il racconto a voce e chitarra come unico perimetro espressivo. L’intimità emerge senza sovrastrutture così come la linearità della scrittura. Funziona nella sua nudità. Interessante! 

Pain Gain – Voto 6,75 – Un indie pop obliquo e rarefatto, dove la tensione tra melodramma rock e pulsion elettronica genera un equilibrio interessante, anche se ancora irrisolto. The Fame smonta l’estetica del successo con eleganza glaciale, privilegiando atmosfera e sottrazione più che reale incisività melodica. Ipnotico.

Wu-Lu  & POiSON ANNA – Voto 6,75 – i due costruiscono un asse ibrido tra trip-hop, R&B e hip hop alternativo che funziona per densità. Chimica istintiva, tra tensione e rarefazione, senza cercare mai una forma definitiva. Interessante nel metodo e nell’impatto. Instabile.

Jovanotti – Alfa – Voto 6,75 – Jovanotti e Alfa costruiscono un incontro necessario, dove la scrittura rimane il centro dell’impianto. Il brano scorre con leggerezza controllata, senza deviazioni significative rispetto alle aspettative. Funziona nel suo perimetro e ci si aspettava proprio questo da loro due. Buon vento! 

Coez – Voto 6,75 – Coez torna a lavorare sulle crepe emotive con una scrittura trattenuta e malinconica, dove il senso di caduta resta sospeso dentro melodie eleganti e misurate. Nessun eccesso confessionale: il brano convince proprio nella capacità di sottrarre, lasciando che sia la fragilità a occupare il centro.

montecchi – Voto 6,50 – montecchi affida l’idea al concept più che alla sua effettiva densità sonora. Il parallelismo tra mutazione urbana e deriva affettiva resta suggestivo. Il brano vive di intuizione che funzionano. Evocativo.

Cigarettes After Sex – Voto 6,50 – La band resta fedele alla propria linea emotiva: riverberi narcotici, tensione sensuale, romanticismo notturno. Greg cesella ancora una volta un brano sospeso e ipnotico, senza deviazioni né scarti reali. Funziona proprio perché non tradisce il loro codice.  

Nothing But Thieves – Voto 6,50 – Povero Me funziona quando smette di rincorrere l’eredità familiare e trova una voce più dimessa, quasi sghemba. Chitarre asciutte, suono materico, malinconia senza manierismi. Il folk-rock seventies resta sullo sfondo, più evocato che imitato. 

Filippo Graziani  – Voto 6,50 – Povero Me funziona quando smette di rincorrere l’eredità familiare e trova una voce più dimessa, quasi sghemba. Chitarre asciutte, suono materico, malinconia senza manierismi. Il folk-rock seventies resta sullo sfondo, più evocato che imitato. 

Paolo Santo – Voto 6,50 – Paolo Santo (Paolo Antonacci)  firma un pop arioso e ordinato, dove la scrittura cerca una sintesi fluida tra narrazione e costruzione melodica. L’equilibrio è curato e rende il tutto delicato e piacevole. 

Dov’è Liana  – Voto 6,50 – Scrittura per immagini che simula un immaginario volutamente disallineato. L’idea funziona nella sua componente concettuale, e diverte nella resa musicale. Giocoso.

Lumiero – Voto 6,50 – Una fuga quotidiana tradotta in canzone, dove l’ironia urbana e il desiderio di evasione si incontrano senza però generare attrito reale. La scrittura scorre con naturalezza, ma resta ancorata a un immaginario già molto battuto del pop italiano contemporaneo. Gradevole.

Gioia Lucia – Voto 6,50 – Gioia costruisce un brano sospeso tra leggerezza melodica e inquietudine sentimentale, dove la paura di esporsi in una nuova relazione diventa il nucleo emotivo. L’impianto suonato dal vivo riesce a dare calore.

Syria – Voto 6,50 – Syria torna su un registro sentimentale lineare, costruendo “La storia più bella” come dichiarazione d’amore priva di attriti, dove la semplicità diventa cifra dominante. L’architettura emotiva resta limpida più orientata alla riconoscibilità che alla scrittura. Una ripartenza che convince per intenzione, meno per rischio.

Syrene – Voto 6,50 – Ibrido tra canzone e immaginario cinematografico, dove la scrittura prova a farsi ambiente più che narrazione lineare. L’intreccio tra elettronica e tradizione napoletana suggerisce una ricerca timbrica interessante, anche se l’esito resta più evocativo che realmente strutturato. Suggestiva.

Nuhara – Voto 6,50 – Nuhara intrecciano archivio etnomusicale e pulsione elettronica con rigore quasi accademico, trasformando la tradizione siciliana in materia viva e mutante.

Samurai Jay – Voto 6,50 – Samurai Jay sceglie la leggerezza senza inseguire profondità artificiali, costruendo un brano solare e immediato che vive di ritmo e spontaneità. Nessuna rivoluzione stilistica, piuttosto la conferma di coordinate ormai riconoscibili: attitudine rilassata, groove estivo, scrittura essenziale.

Delia – Fiat 131 – Voto 6,50 –  DELIA e FIAT131 costruiscono una piccola sceneggiata sentimentale, dove la gelosia diventa dispositivo narrativo più che reale scavo emotivo. L’ibridazione linguistica e il gioco metaforico reggono l’impianto. Divertente!

Vegas Jones – Voto 6,50 – Vegas costruisce una riflessione autobiografica sulle sue distorsioni, dove il racconto personale diventa lente per osservare dinamiche più ampie. La scrittura alterna lucidità e confessione, ma resta ancorata a un impianto narrativo già familiare nel rap contemporaneo. 

The Warning – Voto 6,50 – Alternative rock compatto e muscolare. L’energia regge, il refrain colpisce, ma il messaggio di autodeterminazione resta dentro coordinate fin troppo programmatiche. Più efficaci sul palco che nel dettaglio compositivo. Le Bambole di Pezza messicane! 

MoMa – Voto 6,50 – Coordinate indie rock solide ma prevedibili, tra riverberi brit e dinamiche muscolari.  Il pezzo si muove dentro una realtà perfettamente allineata, levigata, dove ogni gesto sembra parte di un meccanismo già scritto.

Leon Faun –  Voto 6,25 – L’impianto tematico è coerente e la traduzione musicale è evocativa. Interessante nella premessa, meno nel compimento. Sospeso.

Silent Bob – Sick Budd – Voto 6,00 – “Voglio Di Più” alterna intenzione emotiva e struttura pop-rap senza trovare un vero punto di frizione, restando dentro un registro ormai codificato. Autentico nel tono, ma prevedibile nell’esito. Derivativo.

Muse – Voto 6,00 – I Muse inseguono una traiettoria che oggi appare più derivativa che visionaria, come se la loro grammatica sonora cercasse ancora l’eco delle proprie vette passate. Il risultato è un brano che procede per inerzia stilistica, senza una reale necessità espressiva. Nulla di nuovo! 

Eva Bloo – Voto 6,00 – Electroclash ad alta densità simbolica, dove l’eccesso estetico diventa linguaggio e postura. L’idea di metamorfosi e riappropriazione del corpo si traduce in un impianto sonoro volutamente instabile, più performativo che narrativo. Isterico.

Mida – Voto 6,00 – Mida costruisce un racconto sentimentale acceso e instabile, dove conflitto e dipendenza emotiva seguono coordinate ormai molto riconoscibili nel pop contemporaneo. Un brano sull’urgenza emotiva che resta intrappolato in una scrittura che alterna intensità dichiarata e immagini già consumate. 

Nyo – Voto 6,0 – Nyo definisce un racconto interiore che occupa lo spazio lasciato vuoto da una scrittura ancora intermittente. In divenire.

Clara – Sangiovanni  – Voto 5,00 –  Clara e Sangiovanni confezionano un brano estivo levigato e prevedibile, dove il latin pop con retrogusto brasileiro resta più estetica che reale vibrazione. L’intesa vocale è corretta ma raramente incisiva, mentre la scrittura si appoggia a formule già ampiamente metabolizzate dal mercato. Più costruito che necessario. 

Elettra Lamborghini  – Voto 5,00 – Elettra torna alle coordinate latin che ne hanno definito l’immaginario, ma “Bam Bam Bambina” sembra muoversi in automatico tra merengue, slogan motivazionali e ritornelli programmati per la stagionalità. L’energia resta superficiale, la scrittura non scava mai oltre la posa giocosa. Più format che canzone. Divertente ma scontato! 

Ultimo – Voto 5,00 – Ultimo continua a muoversi dentro una comfort zone emotiva ormai iper riconoscibile, dove ogni brano sembra riflettere frammenti di quelli precedenti. La scrittura insiste sugli stessi codici melodrammatici, alimentando un paradosso curioso: enorme adesione popolare, scarsa evoluzione artistica. Più fenomeno sociologico che reale scarto creativo. Ripetitivo.

Btwins – Voto 5,00 – Ultimo continua a muoversi dentro una comfort zone emotiva ormai iper riconoscibile, dove ogni brano sembra riflettere frammenti di quelli precedenti. La scrittura insiste sugli stessi codici melodrammatici, alimentando un paradosso curioso: enorme adesione popolare, scarsa evoluzione artistica. Più fenomeno sociologico che reale scarto creativo. Ripetitivo.

Mr. Rain – Voto 5,00 – Mr. Rain ripropone il consueto impianto emotivo, costruito su una retorica della fragilità ormai pienamente riconoscibile. “Lunedì Nero” insiste sull’idea del legame tossico come cifra universale, ma la scrittura non esce da un perimetro già ampiamente esplorato. 

Ludwig – Il Pagante  – Voto 4,00 – Ludwig e Il Pagante rincorrono il tormentone con un’ossessione dichiarata che finisce per schiacciare il brano sotto il peso della sua stessa funzione. “Ti Soffro” vive di slogan e latin-pop da formula, più progettato per la ripetizione che per una reale invenzione sonora. Inutile!

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