Vince Clarke riemerge da una delle traiettorie più influenti della sintesi pop per inaugurare un nuovo progetto, Doublespeak, insieme a Neil Arthur e al produttore Benge.
Un’operazione che guarda indietro senza nostalgia, ma con l’urgenza di riscrivere.
Il trio firma un album omonimo in uscita il 29 maggio per London Records, costruito su una serie di riletture sintetiche che attraversano territori solo apparentemente distanti: ABBA, The Carpenters, Young Marble Giants, The Magnetic Fields. Non un esercizio di stile, ma una riscrittura attraverso l’alfabeto dell’analogico.
Ad anticipare il progetto è la versione di Back to Nature di Fad Gadget, secondo singolo mai pubblicato dalla Mute Records nel 1979. Un ritorno alle origini che suona come dichiarazione d’intenti.
GUARDA IL VIDEO
Clarke, figura cardine di Depeche Mode, Yazoo e Erasure, descrive il progetto come un incontro quasi ingenuo con il repertorio: brani poco conosciuti diventano materia viva, quasi demo da plasmare. Un ribaltamento che restituisce alle cover la loro funzione più radicale, quella di appropriazione.
Doublespeak si inserisce così in una linea di continuità con il recente percorso di Clarke, dal minimalismo ambient di Songs of Silence fino alle ultime uscite degli Erasure.
LA TRACKLIST
01 Back to Nature (Fad Gadget cover)
02 Brand New Life (Young Marble Giants cover)
03 The Visitors (ABBA cover)
04 I Can’t Escape Myself (The Sound cover)
05 Goodbye to Love (The Carpenters cover)
06 Rock On (David Essex cover)
07 Smoke and Mirrors (The Magnetic Fields cover)
08 Day Breaks, Night Heals (Thomas Leer and Robert Rental cover)
09 Gentle on My Mind (John Hartford cover)
10 Richard! (Ed Dowie cover)
11 End Credits (Laptop cover)