Tu mi piaci tanto, è la canzone che Sayf ha presentato per questo Festival di Sanremo. Scanzonata e irriverente.
Non ho patito l’impatto delle mie origini. Forse per il mio look, non esattamente quello di un tunisino
L’INTERVISTA
Citi Luigi Tenco. È difficile bilanciare l’impatto della tua musica nelle nuove generazioni?
Non so se per la mia generazione sia più difficile. Sicuramente tutto il mondo va in una direzione che lascia indietro l’approfondimento. Il testo della mia canone è nata in modo spontaneo.
Con chi ti piacerebbe duettare in futuro?
Rivedo qualcosa di Dalla in Eddie Brock, magari prima o poi succede qualcosa. In questo momento mi piacerebbe fare qualcosa con Enzo Avitabile.
In Tu mi piaci tanto c’è anche un senso di rallentamento, è voluto?
Voglio dare il mio parare opposto alla direzione delle cose. Mi sembra giusto controbilanciare quando tutto va nella direzione della rincorsa, dell’individualismo, la vita è fatta di opposti: l’altro, ascoltarsi.
Perché hai deciso di portare tua mamma sul palco ieri?
Volevo poter dire che nella vita ho potuto anche portare mia mamma sul palco di Sanremo.
C’è un messaggio che vuoi lasciare al tu pubblico tunisino?
Voglio lasciare un messaggio di speranza, di non chiudersi in stereotipi ma di aprirsi al nuovo.
Quanto ha influenzato la tua istruzione musicale?
I bravi trombettisti sono altri. Ho imparato alle medie, a leggere gli spartiti. Non ho una vera conoscenza musicale. Ho integrato uno strumento che mi piace da sempre in un momento di show
A cosa ti ispiri quando scrivi?
É tutto il frutto del momento che vivo. Tante volte quando ci si accanisce verso un rapper, verso i suoi testi si dimentica che il brano è il frutto della società che stiamo vedendo, di quello che viviamo
IL BRANO
IL TOUR
10 LUGLIO @ GENOVA SANTISSIMA FEST
MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE @ ALCATRAZ, MILANO
MARTEDÌ 27 OTTOBRE @ ATLANTICO LIVE, ROMA