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SANREMO 2026 – SONIKO, BLIND & EL MA l’alleanza pop dance che accende il Festival

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Tre traiettorie che sulla carta non avrebbero motivo di sfiorarsi e che invece trovano nell’attrito la propria scintilla.

Blind, cronaca urbana e nervo scoperto; El Ma, timbro potente e disciplina vocale già temprata sotto i riflettori; Soniko, architetture elettroniche e visione club oriented.

Arrivano a Sanremo passando dalla strettoia di Area Sanremo, superando cinquecento candidati e imponendo “Nei miei DM” è pop dance ad alta combustione, ma con l’ambizione di non esaurirsi nel giro di una stagione.

Li abbiamo incontrati alla vigilia del debutto. Tra adrenalina e consapevolezza, raccontano come si costruisce un’alleanza tra mondi distanti e cosa significa, oggi, giocarsi tutto su quel palco che in Italia resta ancora un passaggio simbolico.

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L’INTERVISTA 

Come state vivendo queste ore?

El Ma: È un vortice. Interviste, radio, prove. Siamo giovani, per me è tutto amplificato. Ma la parola è gratitudine.

Soniko: Un sogno che prende corpo. L’Ariston non è un palco qualsiasi, è un rito nazionale. Sentire il microfono tra le mani fa tremare le ginocchia.

Blind: È una responsabilità enorme. Vengo da Ponte San Giovanni, dalla periferia. Per me questo è riscatto, ma anche disciplina. Abbiamo lavorato tanto, ora vogliamo solo salire e cantare.

Incrociare artisti di Area Sanremo e Sanremo Giovani: che ne pensate?

Blind: È una scelta equa. In finale siamo in quattro, due e due. Mischiarsi alza il livello. Noi entriamo con il sorriso e con l’energia che ci ha portati fin qui.

Soniko: Sarebbe stato affascinante anche uno scontro interno ad Area Sanremo, ma il festival è competizione aperta. Ce la giochiamo con tutti.

Tre identità così diverse: come si saldano?

El Ma: La musica parla prima delle etichette. DJ, rapper, cantante: sembrano mondi lontani, in studio sono diventati un lessico comune.

Soniko: Il punto è stato l’ascolto reciproco. Nessuno ha provato a sovrastare l’altro. È nato un mix organico.

Blind: La forza è stata la naturalezza. Non un’operazione a tavolino, ma un incastro umano.

Un riferimento musicale per ciascuno?

Blind: Ascolto di tutto. Non ho un totem unico, mi nutro di suggestioni trasversali.

El Ma: Studio anche voci lontane dalla mia generazione. Amo Etta James, Aretha Franklin. In Italia guardo a Giorgia. Le grandi interpreti insegnano disciplina e verità.

Soniko: Sono legato a un’esibizione al Festival di Sanremo del 1995: Gianluca Grignani con “Destinazione Paradiso”. Intensità pura. Anche se faccio elettronica, credo che un artista debba conoscere la tradizione melodica italiana.

“Nei miei DM” è già partito forte in radio. Come lo definireste?

Soniko: Pop dance ad alto voltaggio, ma con una scrittura che resta. È il mio passaggio a una nuova fase, anche internazionale.

Blind: È energia contemporanea, ma con un cuore emotivo. Non volevamo un brano usa e getta.

El Ma: È diretto. Ti prende e non ti molla.

E dopo Sanremo? Continuerete insieme?

Blind: Ora il focus è il festival. Il resto dipenderà da come reagirà il pubblico. I progetti personali non si fermano, ma questa è la priorità.

Soniko: L’idea è lasciare un segno. Se l’impatto sarà quello che sentiamo, le strade potranno incrociarsi ancora.

El Ma: Intanto vogliamo vivere questo momento fino in fondo. Poi si vedrà.

IL BRANO 

WEB & SOCIAL 

@blind_psg
@el_ma_official
@soniko.snk

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