Recensione: SIGUR RÓS – “Átta”

Recensione: SIGUR RÓS – “Átta”

Per ascoltare un disco dei Sigur Rós bisogna essere preparati. Non si può improvvisare, non ci può essere un ascolto superficiale, così tanto per sentire qualcosa.

Se non avete tempo non iniziate nemmeno. Lo skippereste subito. Non farebbe per voi. 

Per ascoltare i Sigur Rós, bisogna essere predisposti, aperti al suono. 
Per ascoltare “Átta”, il nuovo disco della band islandese, il primo album in studio in dieci anni, bisogna dedicarci del tempo.

Non basta un solo ascolto per penetrare nel loro mondo, nella loro cortina sospesa fatta di suoni rarefatti, astrazioni, echi e magia. 

In “Átta”, c’è un rinnovato impulso emotivo e intimo e una inedita spinta nella band che arriva con una nuova line up. Il polistrumentista Kjartan Sveinsson è tornato all’ovile – dopo aver lasciato la band nel 2012 – per unirsi al frontman Jónsi e al bassista Georg Holm.

Come tre amici in una stanza, lasciando che le sensazioni parlassero da sole, ci siamo ritrovati a voler avere solo una batteria minima e che la musica fosse davvero scarna, fluttuante e bella”, spiega Jónsi.

Stiamo invecchiando e diventando più cinici, quindi volevo solo che ci commuovessimo in modo che provassimo qualcosa!”

Volevamo permetterci di essere un po’ drammatici e andare lontano con questi arrangiamenti. Il mondo ne ha bisogno in questo momento. È difficile da descrivere, ma per me tutto è sempre aperto ad interpretazione. le persone possono pensare e sentire come vogliono.”

“Átta” è una sinfonia, un’opera classica orchestrale, una breccia nel silenzio.

In primo piano nell’opera si sono i suoni della London Contemporary Orchestra diretta da Robert Ames, insieme agli ottoni eseguiti dai collaboratori islandesi di lunga data Brassgat í bala. È mixato e coprodotto da un altro collaboratore con cui han lavorato in passato ossia Paul Corley.

In un mondo post-pandemia dilaniato da guerre, turbolenze economiche, guerre culturali e discorsi brutalmente divisivi, ÁTTA unisce portando benessere.
Ascoltando i Sigur si attraversa un portale fatto di suoni e si esce dalla dimensione quotidiana.

Si esce dall’oscurità nella quale è caduto il mondo e si viene irradiati immediatamente da una immensa luce sonora. 

Forse uno dei migliori album dei Sigur Ros dai tempi di “Takk” del 2005. Non un qualcosa di nuovo, inedito o di sperimentale ma la conferma della ricerca assoluta delle pieghe dell’emotività e della sensibilità umana. 

Alla fine di questa oretta fuori dal mondo si spegne la musica e si ritorna sulla terra… 
Un’altra dimensione! 

SCORE: 8,00

I VOTI DEGLI ALTRI 

Nme: 8,00
Clash Music: 8,00

DA ASCOLTARE SUBITO

Blóðberg – Klettur – Fall

DA SKIPPARE SUBITO

Non pervenuto lo skippare

TRACKLIST

1. Glóð
2. Blóðberg
3. Skel
4. Klettur
5. Mór
6. Andrá
7. Gold
8. Ylur
9. Fall
10. 8

LA DISCOGRAFIA 

1997 – Von
1999 – Ágætis byrjun
2002 – ( )
2005 – Takk…
2008 – Með suð í eyrum við spilum endalaust
2012 – Valtari
2013 – Kveikur
2023 – Átta

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