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Recensione: KID YUGI – “Anche gli eroi muoiono”

Ammetto che faccio fatica, ho fatto fatica a recensire “Anche gli eroi muoiono”. Non è un esercizio di stile, né un semplice atto discografico è piuttosto un’autopsia sociale.

Il disco attiva in me due reazioni opposte e simultanee. Da un lato illumina. Spiazza soprattutto sul piano lirico, dove Kid Yugi dimostra una consapevolezza rara nel racconto del proprio universo interiore. I testi affascinano per densità semantica e coerenza narrativa, confermando un talento cantautorale che va ben oltre le coordinate del rap italiano contemporaneo. Dall’altro lato, però, il disco angoscia. Angoscia per la lucidità con cui restituisce un mondo distorto, imploso su se stesso, governato da contraddizioni insanabili e da un unico credo residuo: l’accumulazione di capitale come religione laica.

È forse in questa tensione irrisolta, in questa ossessiva e fallimentare ricerca di eroismo, che risiede la chiave di lettura dell’album.

L’apertura è affidata a L’ULTIMO A CADERE, un’invocazione dal tono quasi liturgico in cui la voce di Giovanni Lindo Ferretti suggella un simbolico passaggio di testimone tra Francesco Stasi e Kid Yugi. Non c’è un ritornello a cui aggrapparsi, ma una progressione emotiva che cresce per stratificazione, lasciando l’ascoltatore sospeso in una vertigine controllata. La decodifica più nitida del complesso impianto lirico arriva però subito dopo, in una coppia di brani che funziona come asse portante del disco: Jolly e Mostro. Due facce della stessa medaglia, due visioni complementari dell’io scisso.

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Qui Francesco sviscera la frattura interna senza compiacimento né assoluzioni. Il percorso oscilla tra la ferocia iconoclasta di BULLET BALLET e la catarsi trattenuta di PER IL SANGUE VERSATO. Non c’è retorica apocalittica, solo la constatazione di una realtà destinata all’implosione, in cui il denaro ha sostituito ogni altra forma di senso e l’etica è ridotta a simulacro.

Sul piano sonoro, Anche gli eroi muoiono si presenta come un organismo urban complesso, capace di flirtare con il pop e con il retroterra nostalgico del genere senza mai farsi addomesticare. Kid Yugi attinge con lucidità a riferimenti teatrali, letterari e storici, convoca eroi antichi e moderni e li ricompone in una narrazione cruda, diretta, priva di filtri concilianti. Anche la scelta dei featuring rifiuta la logica del posizionamento strategico: Shiva, Tony Boy, Rrari Dal Tacco, Anna, Ft Kings Artie 5ive, Simba La Rue, Papa V e Nerissima Serpe non sono ornamenti, ma accompagnatori di questo progetto, coordinate di una mappa genealogica precisa. È la nuova scuola che riconosce nel rapper di Massafra un centro di gravità stabile, se non definitivo.

Il sipario cala con DAVIDE E GOLIA, dove l’eroe e il mostro cessano di combattersi perché scoprono di abitare lo stesso corpo. Il conflitto non è più rappresentato: è interiorizzato. Non siamo spettatori della guerra, ne siamo parte integrante.

Il paradosso finale è brutale nella sua semplicità: “Ho tutto, ma mi sento un fallito”. In questa frase si condensa l’intero impianto teorico del disco. In un’epoca che idolatra il successo come valore assoluto, Kid Yugi ricorda che mentre il potere si consolida, gli eroi sono condannati alla finitudine. Anche gli eroi muoiono non è un disco rassicurante né conciliatore: è un atto di accusa lucido, a tratti insostenibile, che rifiuta scorciatoie emotive.

La vittoria del potere coincide con la morte dell’eroe.

Il paradosso di un ragazzo che ha scalato l’Olimpo solo per dirci che, lassù, l’aria è forse irrespirabile.

TRACCIA PER TRACCIA

L’ULTIMO A CADERE
“L’intro contiene la voce di Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP, tratta da una sua canzone che è quasi una poesia, “Occitania”, che parla della persecuzione dei Catari.
È la canzone che apre l’album e che dà il via al viaggio. Il brano è giocato sulla dicotomia interno-esterno: il me che si guarda dentro e il me che è proiettato verso l’esterno. È volutamente una traccia senza ritornelli. Utilizza un flow e un approccio diverso da quello che ho fatto finora e contiene un crescendo che culmina come una grande enfasi”. Indaga come è cambiata la vita dell’artista, dall’essere Francesco Stasi al diventare Kid Yugi.

VIOLENZA NECESSARIA
È un banger dove troviamo il solito Yugi, barre affilate e incastri perfetti con un sound cupo. “È una traccia violenta: è incentrata sul fatto che la Storia ci dice che per arrivare alla creazione di una figura eroica, si passa anche attraverso la violenza. E viene impiegata anche da chi inizialmente la rifiuta”.

EROINA
“Nasce da un gioco di parole: il femminile di ‘eroe’ e la sostanza stupefacente. L’ho scritta pensando a quanto un sentimento forte, anche se positivo, faccia soffrire e arrivi a creare dipendenza”.

JOLLY
È una traccia scanzonata, ma riflessiva. “Purtroppo, molto spesso le persone che emergono nella società di oggi non sono persone che si impongono grazie ai propri ideali o che combattono per o contro qualcosa, bensì ‘giullari’, che catalizzano l’attenzione, attraendo e producendo denaro. L’epoca degli eroi è finita, è arrivata quella dei giullari”.

MOSTRO
È la traccia più intima del disco, piano e voce, senza batteria. “Volevo che il pattern del piano che si ripete diventasse il perfetto sottofondo alle mie parole. È una confessione, indaga quanto la vita sia cambiata per me e chi sono diventato oggi. Il tema principale è: ogni giorno una persona fa una scelta: quella di non arrendersi alla cattiveria del mondo così da non diventare un mostro”.

BERSERKER
Il termine “Berserker” (“pelle d’orso” in antico norvegese) viene dalla mitologia e dalle saghe norrene e indicava un guerriero il cui spirito veniva invaso dal potente dio Odino, provocando in lui “furore” e “ferocia” prima della battaglia, come in uno stato di ‘trance’.

PUSH IT (Feat. Anna)
“Bisogna spingersi oltre ogni limite per cambiare le cose, o distruggerle (metaforicamente)”. Kid Yugi rappa su un sound urban “Miami-bass”. Kid Yugi sperimenta, ampliando i propri confini e fa entrare un po’ del mondo musicale di ANNA all’interno del pezzo.

AMELIE
“È una canzone dedicata agli amori impossibili e solo ‘ideali’, quindi ‘perfetti’. Quando una cosa la idealizzi e non la vivi non può essere rovinata e contaminata dalla realtà”. È una traccia scritta di getto a New York dopo aver incontrato una ragazza, poco prima della sua partenza per Parigi. Un amore non destinato a realizzarsi.

GILGAMESH
Ispirato all’epopea più antica del mondo e proveniente dalla Mesopotomia. Narra delle gesta di questo eroe-re leggendario, re di Uruk, che parte alla ricerca del segreto dell’immortalità, dopo la morte del suo migliore amico. “La traccia parla di quanto nella società odierna sia rimasto poco o nulla dell’essere umano, ormai ridotto a mero ‘contenitore di informazioni’. Perciò, l’attaccamento alla vita e all’immortalità in un’esistenza così vacua è del tutto inutile”.

CHUCK NORRIS
Ispirata al celebre attore di serie tv action. “Quando ero piccolo dalle mie parti c’era il mito di Chuck Norris, colui che può ciò che gli altri non possono. È come la società si immagina un eroe. Ovvero una descrizione falsata di chi è in realtà un eroe. Una persona indistruttibile, capace di fronteggiare qualunque avversità”.

TRISTANO E ISOTTA
Una delle più celebri storie d’amore, contenuta nel ciclo bretone. “La canzone parla di un amore finito, un amore tossico ma totalizzante, che sarebbe potuto sopravvivere solo se ci fossimo annullati a vicenda”.

MU’AMMAR GHEDDAFI
“È un eroe nell’accezione di eroe di Nietzsche, una persona che va al di là del bene e del male e riesce a smuovere qualcosa nel tempo in cui opera. Ovviamente, nella realtà è una figura con tanti aspetti in negativo”. Un banger fatto per la musica da club.

BULLET BALLET
“Ispirato ad uno dei miei film preferiti di Shin’ya Tsukamoto, “Bullet Ballet”. Un uomo comune mortificato e umiliato dalla cattiveria del mondo si ribella e quindi si arrende alla violenza”. Un banger in pure stile rap hard-core, autocelebrativa. Un esercizio di stile.

PER IL SANGUE VERSATO
“Una canzone dedicata a tutti i ragazzi che si sono persi a causa di scelte sbagliate. Il più delle volte suggeriti in maniera infame dal contesto e dalle persone che li circondavano. Per chiunque abbia buttato la propria vita o parte di essa dietro ad ideali che manco gli appartenevano”.

PER TE CHE LOTTO
“Scritta per mia sorella, in un momento in cui era ricoverata in ospedale. Il brano contiene tutte le parole che non sono riuscito a dirle di persona, anche se avrei voluto”.

DAVIDE E GOLIA
Riferimento biblico alla storia di Davide è Golia, è l’outro dell’album. “Chiude il disco con un’idea che mi ronza per la testa: non siamo parte del conflitto, siamo il conflitto, siamo sia Davide che Golia. Ogni esistenza deve confrontarsi con l’ineluttabilità della propria condizione”.

SCORE : Voto 7,75

DA ASCOLTARE SUBITO

Mostro – Amelie – Tristiano e Isotta – Per il sangue versato – Bullet Ballet

DA SKIPPARE SUBITO

Nulla. Assolutamente nulla. E’ una botta di energia.

TRACKLIST

L’ULTIMO A CADERE (feat. Giovanni Lindo Ferretti)
VIOLENZA NECESSARIA
EROINA
JOLLY
MOSTRO
BERSERKER
PUSH IT (feat. Anna)
AMELIE
GILGAMESH
CHUCK NORRIS
TRISTANO E ISOTTA
MU’AMMAR GHEDDAFI
BULLET BALLET
PER IL SANGUE VERSATO
PER TE CHE LOTTO
DAVIDE E GOLIA

DISCOGRAFIA

2022 -The Globe
2024 – I nomi del Diavolo
2024 – Tutti i nomi del Diavolo
2026 – Anche gli eroi muoiono

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