Dark Mode Light Mode
BTS debutto alla #1 negli album e fisici in UK
Recensione concerto – SQUEEZE: quando il pop è fatto bene [Scaletta e Info]
Recensione: CENTRAL CEE - "All Roads Lead Home"

Recensione concerto – SQUEEZE: quando il pop è fatto bene [Scaletta e Info]

squeeze-recensione-live-milano-marzo-2026

Il pop — non quello di classifica — è una musica di grande dignità e qualità. Si può definire “pop” quella musica che possiede una sintassi di suoni freschi, strutture e melodie d’impatto, un forte senso comunicativo e di condivisione; non banalità, quindi, ma immediatezza e popolarità. Insomma, quel pop che rese celebre un celebre quartetto di Liverpool.

Tra i moderni eroi del genere si possono certamente annoverare gli inglesi SQUEEZE, la cui storia inizia nel 1974 e che pubblicano il loro primo lavoro nel 1978. Pochi giorni prima di questo concerto hanno aggiunto il 17° album alla discografia con l’uscita di “Trixies”, un nuovo lavoro che in realtà affonda le sue radici nei primi anni del sodalizio fra i giovanissimi Chris Difford (allora 19 anni) e Glenn Tilbrook (sedicenne): brani rimasti in cassetta che oggi dal passato tornano a essere presenti. “Trixies” è una raccolta di storie ambientate in un immaginario night club, popolato da personaggi e atmosfere che nel tempo sono diventati tratti caratteristici del gruppo.

Il “Tried, Tested, and Trixies tour”, la cui tappa di Milano era l’unica data italiana, è stata l’occasione per presentare dal vivo l’album, eseguito per intero. L’avvio del concerto è affidato all’anima più pop della band con tre classici del loro repertorio: un suono scintillante, vivace, ritmicamente accattivante e fresco. Sul palco i musicisti, con un look rétro che pare d’altri tempi, sono in nove: tre chitarre, una steel guitar che alterna anche mandolino, un bassista, un batterista, un percussionista (che talvolta sovrasta il drummer), un tastierista e una corista. Lavorano compatti e coesi; l’apporto vocale è collettivo, con armonie e cori condivisi. Gli assoli sono calibrati e limitati, alternandosi tra chitarre e occasionali aperture delle tastiere.

Esaurita la prima “pacca”, la band entra nel vivo di “Trixies” e qui cambia il volto del concerto: le atmosfere rallentano, si fanno più intense e affondano nelle ballate. Non mancano però guizzi notevoli — “Hell on Earth” è da 10, alto il voto anche per “The Jaguars” e “It’s Over (Come Back to Me)” — ma il territorio è più riflessivo, meno brillante e veloce rispetto all’apertura. Alcuni brani scorrono innocui altri sembrano abbozzi diventati canzone: alti e bassi che rendono questa sezione più irregolare rispetto al resto dello show.

Advertisement

La terza parte riporta le atmosfere iniziali: suoni brillanti, veloci, colorati e ritmici che rendono difficile restare immobili; il coinvolgimento diventa fisico. Siamo nel punto d’incontro tra beat e pop, con evidenti richiami beatlesiani. L’avvio di questo blocco, dove risiedono le hit, è affidato a “Hourglass”, in cui il ritornello fulminante scorre come sabbia in una clessidra.

Questo è il pop fatto bene. Più avanti la travolgente “Goodbye Girl” mescola rock’n’roll e country, con fisarmonica e mandolino che danno sapore alla canzone.

Da lì in poi è una lunga, travolgente cavalcata che cattura il pubblico — non numerosissimo, purtroppo, ma senz’altro appassionato. Si presentano brani impossibili da ignorare fino alla conclusiva e prolungata “Take Me I’m Yours”, momento in cui ogni musicista viene presentato e si prende spazio per un solo.

Un’ora e mezza di concerto essenziale, pulita e divertente per buona parte: due terzi dello show funzionano a pieno, mentre la sezione dedicata al nuovo disco alterna luci e ombre che la distanziano dalle altre due fasi della serata.

A parte qualche sbavatura, il concerto degli Squeeze è stato vibrante, spesso travolgente: veloce, ben suonato e capace di non deludere le aspettative della loro presenza in Italia. Il modesto numero di spettatori non ha reso giustizia né alla band né alla qualità della loro  musica.

Gli Squeeze sul palco sono:

Chris Difford – guitar & vocals
Glenn Tilbrook – guitar & vocals
Owen Biddle – bass
Melvin Duffy – pedal steel guitar
Steve Smith – percussion
Stephen Large – keyboard
Simon Hanson – drums
Danica Dora – backing vocals

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

SCALETTA

Pulling Mussels (From the Shell)
Another Nail in My Heart
Is That Love

Trixies Album

What More Can I Say
You Get the Feeling
The Place We Call Mars
Hell on Earth
The Dancer
Good Riddance
Don’t Go Out In The Dark
Why Don’t You
Anything but Me
It’s Over (Come Back to Me)
The Jaguars
Trixies Part One
Trixies Part Two

Hourglass
Up the Junction
Tempted
Goodbye Girl
Slap & Tickle
Cool for Cats
Take Me I’m Yours

WEB & SOCIAL 

@squeezeogram

Previous Post

BTS debutto alla #1 negli album e fisici in UK

Next Post

Recensione: CENTRAL CEE - "All Roads Lead Home"

Advertisement