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Recensione concerto – SELTON La festa con il Brasile nel cuore [Scaletta e Info]

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Tra tour e feste speciali, i SELTON presentano il loro nuovo lavoro diviso in due episodi, a distanza di un anno l’uno dall’altro, mettendo in un calderone bollente tutto il loro universo sonoro e artistico. Nel pentolone ribollono il Brasile, la canzone d’autore, una marcata propensione folk-rock e indie, oltre a tanto ritmo.

Ingrediente principale è però la grande dose di allegria: la saudade brasiliana è qui relegata a pochi momenti in studio e a qualche momento live. Delle origini brasiliane i Selton hanno portato soprattutto l’anima solare, carnascialesca, che esplode ogni volta che l’occasione è quella della festa. Ed è proprio questo che è successo per la maggior parte del tempo del live all’Alcatraz di Milano, la loro città.

L’inizio è esplosivo. Dopo una lunga attesa (il concerto è iniziato alle 22.00) e un prologo il gruppo lo show parte con “El Sexo”, brano dal tiro rock tratto da “Gringo Vol. 2”, che sul disco vede il feat di Giulia Mei. Come spesso accade, il primo pezzo paga pegno sul piano sonoro e la voce di Giulia rischia di perdersi: peccato, perché la sua performance è potente. La cantautrice siciliana, oggi milanese d’adozione, ricambia la collaborazione avuta con la band nel suo concerto.

La festa prosegue con una sequenza di brani che fanno ballare e cantare: il pubblico si scatena. Sul palco arriva un’altra ospite, Gaia, e il tutto si tinge di verde e oro: il duetto su “Tudo Bem” porta un angolo pop del Brasile, un calore benvenuto mentre fuori dall’Alcatraz la serata è nebbiosa e fredda.

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C’è spazio anche per intermezzi teatrali, sulle note di “Karmasutra” e, più avanti, di “CalamaroGigante”. Dopo la prima sfuriata il concerto si fa più intimo e autoriale: il trio acustico propone una rilettura di “Estate” (classico del 1960 di Bruno Martino) e poi “Tropicaliente”, seguiti da una serie di brani rilassati dove emergono con forza le radici brasiliane.

Dopo un intermezzo musicale la band si ricompatta in trio e scende nel parterre tra il pubblico per eseguire la prima parte di “Piccola sbronza”, cantata insieme alla platea prima dell’ingresso di Dente, ospite che replica il feat presente sul disco.

Si arriva verso il finale con la festa che riprende vigore: l’Alcatraz è pronto a ballare e divertirsi fino alla conclusione, lasciando tutti contenti e sudati. Una serata divertente e coinvolgente, dominata dal ritmo e dalla voglia di festa, ma capace anche di concedere qualche momento più “chill out” per chi preferisce avvicinarsi al bar e ordinare una birra.

Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)

LA SCALETTA 

IL TOUR 

24 gennaio 2026 a Molfetta
25 gennaio 2026 a Bologna

WEB & SOCIAL 

@seltonmusic

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