Dopo il successo del tour rock di chiusura, Omar Pedrini torna al suo vecchio amore: il teatro. Lo fa con “Canzoni sul Saper Vivere ad uso delle Nuove Generazioni”, uno spettacolo di teatro-canzone che lo vede alla regia e rappresenta oggi la piena e consapevole maturità artistica dell’artista.
Mai come in questo momento la società vive con un senso di ansia diffuso, per cause diverse e a diversi livelli: politici, ambientali, sociali e culturali. Il “vecchio mondo” sta crollando sotto i continui colpi di quello digitale. Ma anche il futuro del mondo è messo in discussione. La distribuzione della ricchezza è molto sbilanciata “in alto”. I valori del Novecento e, in misura più ampia, della cultura occidentale sono in crisi, lasciando l’umanità col fiato sospeso. Guerre e rivendicazioni ammantano il pianeta blu.
Da queste basi parte la mia riflessione per dare voce a dei valori che vivono in me, non per cambiare il mondo ma per riflettere insieme al pubblico su cosa ci stia accadendo. Risposte pronte non ne avevo, ma mi sono reso conto che il mio impegno artistico, attraverso le composizioni musicali e letterarie, le mie riflessioni, in qualche modo tracciano una linea coerente che può proporre una direzione, e senza la presunzione di dare delle risposte, ma accendendo delle piccole fiamme, degli stimoli nello spettatore per condividere alcune emozioni, con la volontà di cambiare in meglio le nostre vite, in attesa di cambiamenti. Mi aiuteranno anche alcune composizioni altrui, da Piero Ciampi a Neil Young, che ritenevo congrue allo spettacolo, accanto alle mie.
Da studente in Scienze Politiche in Statale a Milano incontrai il movimento situazionista e, oggi, penso che possa venirmi in aiuto, almeno nei concetti e nell’approccio. La stessa corrente culturale che affascinò il movimento studentesco nel ’68 e quello punk dieci anni più tardi si faceva strada in me.La critica della società dello spettacolo di allora penso debba essere uno stimolo anche oggi per chi non vuole adagiarsi “solo” sul comodo mondo di algoritmi e piattaforme e rinuncia a ricerche o “slanci” artistici più elevati. Con l’aiuto, appunto, di scritti, poesie e canzoni, cercare un filo che ci unisca in un breve viaggio nella speranza di capire qualcosa in più di questa “situazione” di disorientamento e cercare qualche certezza tra di noi. O almeno proviamoci.
Mi sento a metà strada tra la “leggerezza” delle canzoni e la “serietà” del teatro. Un’esigenza nata così, tra l’Omar professor rock e le sue lezioni di 15 anni in Università Cattolica di Milano, “hic et nunc”, e il guerriero del rock italiano. Il tutto proposto da un anarchico pacifista ampiamente cinquantenne, ma nel mio cuore dedicato ai miei, nostri figli così disorientati. E condito con la mia consolidata spavalda cialtroneria. Vi aspetto copiosi per un’altra serata di teatro canzone. Omar».
Ispirato al celebre Trattato Sul saper vivere ad uso delle giovani generazioni di Raoul Vaneigem, lo spettacolo prende le mosse dal pensiero del movimento situazionista, e in particolare dal suo manifesto: rifiuto della passività, centralità dell’esperienza vissuta, critica alla ripetizione e all’impoverimento della vita quotidiana, invito a “vivere” e non semplicemente a sopravvivere.
In scena, Pedrini costruisce un percorso articolato per macro-argomenti che ruotano attorno al concetto di saper vivere. I temi attraversano la città e i suoi conflitti, il femminile, la spiritualità, il rapporto tra individuo e società, componendo un racconto che tiene insieme riflessione personale e sguardo collettivo sul presente. L’artista, come un moderno Caronte, accompagna il pubblico in un viaggio che attraversa esperienze, memorie e visioni, alternando letture, dialoghi e momenti narrativi alla musica. Le canzoni più conosciute del repertorio di Omar Pedrini entrano nel flusso del racconto come tappe emotive, strumenti di attraversamento.
L’approccio è volutamente confidenziale e diretto, basato su un dialogo aperto con il pubblico. Ogni replica è diversa dalla precedente: la scaletta è liquida e potrebbe cambiare ogni sera, a seconda del momento o delle breaking news, lasciando spazio all’improvvisazione e alla possibilità di deviazioni impreviste, in piena coerenza con il manifesto situazionista che rifiuta la forma fissa e rivendica l’unicità dell’esperienza.
LA FORMAZIONE
Con la regia firmata dallo stesso Omar Pedrini e una line-up essenziale formata da Beppe Facchetti alla batteria, Marco Montanari alle chitarre e Pietromaria Tisi al basso, “Canzoni sul Saper Vivere ad uso delle Nuove Generazioni” rappresenta una grande operazione culturale che invita a ripensare il presente, restituendo valore al desiderio, alla consapevolezza e alla possibilità di cambiamento individuale come primo passo per un cambiamento collettivo.
LE DATE

Anteprima nazionale 25 gennaio 2026 – Trento – Living Memory
10 aprile – Teatro CTM, Rezzato (BS)
11 aprile – Auditorium Vivaldi, Cassola (VI)
15 aprile – Teatro Sanzio, Urbino (PU)
16 aprile – Teatro De Andrè, Casalgrande (RE)
18 aprile – Teatro Civico, Dalmine (BG)
24 aprile – Teatro Martinitt, Milano
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