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SANREMO 2026 – MICHELE BRAVI: “In Prima o Poi canto il lato goffo della vita”

SANREMO 2026 – MICHELE BRAVI: “In Prima o Poi canto il lato goffo della vita”

MICHELE-BRAVI_Credit.MauroBalletti_-2026

Ci sono un prima e un dopo, nella vita di Michele Bravi. Un passato e un presente. O, per dirla con le parole esatte, un “prima” e un “poi”.

Il “prima”: un ragazzo che nel 2017 aveva solo 23 anni e incantò tutti a Sanremo con una delle canzoni più intense e commoventi in gara, “Il diario degli errori”. Eppure, in quel prima c’era anche una persona spaesata che a a suo stesso dire, confondeva quel palco con la vita. Un talento sopraffatto da qualcosa di enorme – un quarto posto – che gli aveva scaraventato addosso improvvisamente il successo e la responsabilità di mantenerlo.

MICHELE BRAVI 1872_Credit.MauroBalletti (2026-pp-02)

E poi arriva il “poi”: da quel “prima” che sancisce lo start, Michele Bravi è passato attraverso gli anni imparando a dare forma ed espressione alla sua creatività, ha ideato numerosi progetti artistici, ha preso parte ad una delle edizioni di Sanremo più complesse di sempre – quello del covid – fino a giungere alla consapevolezza dell’artista maturo.

Quella che gli fa vivere questa fase

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Con più cinismo e distacco rispetto al 2017, dopo aver ristabilito l’ordine valorale delle cose”, afferma. “Ma non senza togliere a questo impegno il peso che merita. Perché ho accettato di essere dannatamente goffo in questa vita. Sanremo mi ha insegnato quanto è importante per me fare questo lavoro, ma anche a riportare il tutto alla giusta dimensione”

Oggi è quindi il momento perfetto per portare sul palco del prossimo Festival un brano che, nemmeno a dirlo, si chiama proprio “Prima o Poi”. Una canzone che ha una genesi completamente inedita rispetto al processo “standard” di creazione. Innanzitutto non è un pezzo pensato per Sanremo, ma

Nasce da uno scarto. E’ la testa d’ariete di un progetto che prenderà vita dopo il Festival e che avrà un taglio teatrale, perché da sempre amo il teatro-canzone e il musical come forme d’espressione. E il disco che seguirà nasce proprio come trasposizione di un’anima teatrale, cinematografica, vicina al melò”.

In secondo luogo, il Michele Bravi del “poi” ha compreso la ricchezza della condivisione. Questa volta non ha scritto da solo, come  lui stesso ammette di aver fatto spesso, ma ha coinvolto Rondine nella scrittura. Grazie al lavoro a più mani, una strofa sparsa tra gli appunti di Michele si è trasformata nella canzone giusta per Sanremo. E tra quelle mani, figurano anche quelle di Alterisio Paoletti, a cui ha affidato l’intero arrangiamento del disco (e la direzione dell’orchestra durante la sua esibizione).

Nel Sanremo a “conduzione familiare” di Michele Bravi c’è anche la vivace e originale presenza di Ilenia Pastorelli, artista poliedrica che ha scritto e diretto il cortometraggio che accompagnerà il singolo. E ci saranno altre due donne di grandissimo spessore artistico al suo fianco, Fiorella Mannoia, sua partner nella serata delle cover per omaggiare Ornella Vanoni con il brano “Domani è un altro giorno”.

In “Prima o Poi” ascolteremo il senso inadeguatezza di chi si ritrova improvvisamente senza certezze dopo un amore finito. Quel senso di smarrimento che fa sentire svestiti, imbarazzati, “goffi” appunto, privi dell’agilità per muoversi senza sbattere contro gli spigoli della vita.

Racconto la sofferenza della rottura, ma nella sua immagine cinematografica. Avete presente quando ti lasci  e quel giorno c’è il sereno anziché la pioggia? Non combacia così bene con l’idea del dolore che si prova. Io, per esempio, soffro tanto, si, ma non soffro “bene”Sono sempre stato lasciato in giornate di sole”.

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@michelebravi

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