Ci sono voluti vent’anni all’icona italiana del soul-jazz MARIO BIONDI per arrivare a realizzare il suo primo disco in Italiano dal titolo “Prova d’autore”.
Sin dai tempi di “This is What You Are”, il successo planetario che l’ha lanciato nel mondo contenuto nel disco“Handful of Soul” (pubblicato nel 2006), Mario Biondi (Mario Ranno all’anagrafe) ha sempre usato l’inglese seguendo l’anima internazionale di questa musica e ampliando così anche i propri orizzonti di carriera, tant’è che gode di buona visibilità anche fuori confine.
Nel suo nuovo progetto, “Prova d’autore” Biondi però mette se stesso alla prova… d’autore e compositore, firmando le venti canzoni dell’album. Insieme all’inglese mette da parte le tattiche di mercato per abbracciare l’autenticità e realizzando un disco, tra brani di un minuto e suite che sfiorano i sette.
Lo abbiamo incontrato per farci raccontare questa metamorfosi e per parlare dell’imminente tour che lo vedrà impegnato in diverse “lerg” dalla primavera alla fine dell’autunno 2026, con date in Italia e all’estero.
Mario, partiamo dalla struttura di questo nuovo disco. Ci sono venti tracce, alcune brevissime, altre molto lunghe e altre “recitate”. Sembra una sfida aperta alle regole del mercato attuale…
Non sono mai stato capace di applicare tattiche, schemi o giochi. Quando scrivo musica, non mi attengo a regole. In questo caso troverete brani da un minuto e cinquanta e altri da sette minuti. È l’essenziale: diamo alla canzone quello che richiede, né più né meno. Mi sono divertito molto, ma ho anche scavato a fondo nei miei sentimenti.
Dopo tanti anni di carriera internazionale, come mai la decisione di puntare così forte sull’italiano proprio ora?
Questo progetto in italiano è un’eccezionalità, il frutto di anni di lavorazione. Ho voluto operare con estrema attenzione, dedicando tempo ai dettagli e fuggendo dalla fretta che spesso domina la produzione musicale. Volevo permettermi il lusso di lavorare un mese intero solo sulla scrittura nella mia lingua.
A livello tecnico, cantare in italiano cambia completamente la tua vocalità. Come ti sei approcciato a questo cambiamento?
Ogni brano ha avuto un percorso unico. A volte nasceva prima la melodia, altre volte il testo. Ho cercato la naturalezza: non volevo forzare i suoni per sembrare “americano” a tutti i costi, come si faceva un tempo. Mi sono spogliato dei virtuosismi a favore del messaggio del testo. In certi momenti ho sentito quasi il bisogno – come nei brani di apertura e chiusura del disco – di “parlare”, di “recitare” più che di cantare, un approccio che sto portando anche sul palco, dove, sfruttando la mia oratoria, spesso racconto al pubblico e che per l’occasione ho voluto trasportare sul disco.
Al tempo si era parlato molto di una tua possibile partecipazione a Sanremo. C’è stata una proposta?
Sì, avevo presentato un progetto perché pensavo fosse il contesto giusto per lanciare questo disco. Non è andata, e sicuramente un po’ di dispiacere c’è quando investi tanto in un’idea. Per fortuna son salito su quel palco con Sayf e Alex Britti a giocando a fare i Blues Brothers e devo dire che è stato molto divertente
Come sarà il tour in partenza? Ci saranno anche brani del nuovo progetto?
Nella scaletta del tour ovviamente ci saranno tutte le canzoni “antiche”, le hit e gli evergreen, tutti quei brani che fanno parte del mio percorso di questi vent’anni, e inoltre ci saranno alcuni brani scritti per questo progetto, quindi in italiano, che credo sia giusto già cominciare una condivisione anche dal vivo
Quest’estate ti vedremo in tour, tra teatri e arene all’aperto. Che differenza c’è per te tra queste due dimensioni?
La musica dal vivo è la mia vita. Sono cresciuto nell’ambiente del Teatro Massimo di Catania, quindi il teatro classico fa parte della mia anima e della mia crescita. Il live è il momento in cui costruisci qualcosa con il pubblico; io preferisco sempre un approccio diretto, schietto, quasi “costruttivo”. Per quanto riguarda i live estivi questi saranno per lo più in arene antiche o in teatri greci che hanno un fascino immenso, paragonabile a quello del teatro.
Ad accompagnarlo sul palco per l’occasione ci sarà anche il Maestro Antonio Faraò uno dei più importanti pianisti jazz italiani riconosciuto a livello internazionale e molto apprezzato per le sue doti tecniche. Oltre a lui sul palco salirà una band internazionale composta da: Massimo Greco (polistrumentista e direttore musicale), Matteo Cutello (tromba), Giovanni Cutello (sassofono), Ameen Saleem (basso), Devid Florio (percussioni, chitarra e flauto) e David Haynes (batteria), che in alcuni show lascerà il posto a Nicolas Viccaro (batteria) o Francesca Remigi (batteria).
LA TRACKLIST

1. Ciao dottore
2. Lo so
3. Questa sera
4. Tira sassi
5. Ai ai ai ai ai!
6. Aiutaci
7. Invisibile
8. Mentre vivo
9. Dimentichiamoci
10. Un cuore che non dà
11. Cinica
12. Il figlio
13. Si chiama resto
14. Ancorarsi ancora
15. Simili
16. Amami
17. Cielo stellato
18. Un’altra volta
19. Mi fai sentire
20. Forte
LE DATE DEL TOUR
3 maggio al Teatro San Domenico di Crema – data zero
5 maggio dal Teatro EuropAuditorium di Bologna
8 e 9 maggio al Teatro Arcimboldi di Milano
11 maggio al Teatro Colosseo di Torino
13 maggio al Teatro Verdi di Firenze
16 maggio al Teatro Team di Bari
17 e 18 maggio al Teatro della Conciliazione di Roma
19 maggio al Teatro Augusteo di Napoli
21 maggio al Teatro Metropolitan di Catania
20 giugno al Musicastelle di Saint Pierre (AO)
3 luglio alla Mon Reve Music Arena di Taranto
8 luglio al Porto Turistico di Giulianova (TE)
12 luglio al Castello di San Giusto di Trieste
25 luglio nell’Area Archeologica di Morgantina ad Aidone (EN)
1 agosto all’Arena Plautina di Sarsina (FC)
4 agosto all’Anfiteatro Romano di Lucera (FG)
8 agosto all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati (MC)
11 agosto al Dromos Festival di S’Angelu, Neoneli (OR)
18 agosto al Parco Scolacium di Borgia (CZ)
20 agosto alla Versiliana di Forte dei Marmi (LU)
1 novembre all’Auditorium Santa Chiara di Trento
5 novembre al Teatro di Varese
7 novembre al Teatro Regio di Parma
9 novembre al Gran Teatro Geox di Padova
11 novembre al Teatro Verdi di Montecatini Terme (Pistoia)
12 novembre al Teatro Lyrick di Assisi
13 novembre al Teatro dell’Aquila di Fermo
15 novembre al Teatro Malibran di Venezia
16 novembre al Teatro Filarmonico di Verona
18 novembre al Teatro Massimo di Pescara
21 novembre al Teatro Apollo di Lecce
23 novembre al Teatro Cilea di Reggio Calabria
24 novembre al Teatro Golden di Palermo
28 novembre al Teatro Carlo Felice di Genova
30 novembre al Teatro Massimo di Cagliari
1 dicembre al Teatro Comunale di Sassari
23 maggio a Budapest – Margaret Island Open-Air Theatre
1 giugno a Tirana – Teatro dell’Opera
5 giugno a Parigi – New Morning
7 giugno a Londra – Theatre Royal Drury Lane
9 giugno a Edimburgo – The Queen’s Hall
10 giugno a Glasgow – St Luke’s
26 giugno a Saarbrucken – E Werk
14 luglio a St. Moritz – Dracula Club
28 agosto a Spalato – Vibrez Festival Meštrović Gallery