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Intervista – AINE’ – FILIPPO BUBBICO – LAURYYN: dentro “Luna Piena”, dove tre visioni diventano un solo suono

Intervista – AINE’ – FILIPPO BUBBICO – LAURYYN: dentro “Luna Piena”, dove tre visioni diventano un solo suono

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Nel panorama italiano, dove soul e R&B continuano a muoversi ai margini del discorso dominante, “Luna Piena”,  il joint album di Ainé, Filippo Bubbico e Lauryyn, si inserisce come un progetto che evita programmaticamente le etichette.

L’EP nasce dall’incontro di tre percorsi distinti che qui convergono in una scrittura condivisa, senza gerarchie evidenti.

Cinque tracce che non cercano una narrazione lineare ma un campo magnetico, dove l’amore si manifesta come forza intermittente, attrazione e deriva, presenza e slittamento. Dentro, il soul e l’R&B sono meno generi che materiali duttili, attraversati senza deferenza. La scrittura si fa porosa, la produzione trattiene invece di esibire. È proprio in questa economia di gesti che il progetto trova una sua misura: un equilibrio instabile ma lucido, capace di sottrarsi tanto alla maniera quanto alla posa.

Abbiamo incontrato Ainé, Filippo Bubbico e Lauryyn per entrare nel processo, più che nel risultato. Ne emerge un racconto che smonta l’idea stessa di collettivo e la sostituisce con qualcosa di più raro: una quarta voce, che esiste solo quando loro tre sono insieme.

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L’INTERVISTA

Com’è nata l’idea di “Luna Piena”? 

Ainé:
Il progetto è nato un paio di anni fa. Ho scritto a Filippo e Lauryyn, eravamo già amici da tempo, quindi c’era una base solida. Avevo alcune idee ferme nel cassetto, ancora embrionali, e ho pensato di condividerle con loro. Non erano brani finiti, ma intuizioni da sviluppare. Da lì è nata la proposta: perché non costruire qualcosa insieme, da zero, in tre?

Abbiamo iniziato a scambiarci materiali, suggestioni, messaggi. Poi ci siamo trovati in studio e tutto ha preso forma in modo naturale. È diventato un EP costruito davvero a sei mani, o meglio, a tre menti.

Parlate di un lavoro “a tre menti”: quali sono le caratteristiche di ciascuno che emergono nel disco?

Lauryyn:
C’è stata una divisione dei ruoli, almeno inizialmente: Filippo si è occupato della produzione, mentre io e Ainé abbiamo lavorato di più su testi e interpretazione. Però è una distinzione relativa, perché tutti abbiamo partecipato a ogni fase.

Condividiamo molto in termini di gusto e background, quindi non direi che ciascuno abbia portato una “parte diversa” di sé. Piuttosto, è emerso un terreno comune.

Filippo Bubbico:
Sì, è stato tutto molto equilibrato, quasi un 33-33-33. Magari Ainé ha dato un contributo più marcato sul piano melodico, io ho lavorato anche sulla costruzione sonora, sul “vestito” dei brani, tra arrangiamenti, mix e master. Ma è sempre stato un processo collettivo.

Lauryyn:
Per me, lavorare con Ainé è stato anche un riferimento artistico importante, soprattutto nella scrittura melodica. Però, davvero, le percentuali si sovrappongono: è stato un dialogo continuo.

A livello concettuale, l’EP sembra ruotare attorno alle fasi dell’amore, con un immaginario legato ai cicli lunari. È una lettura corretta?

Ainé:
In realtà questa interpretazione è nata più fuori che dentro il progetto. Il legame con le fasi lunari non è stato pensato a tavolino. È una suggestione che si è creata dopo.

Detto questo, non è nemmeno del tutto casuale. Il titolo Luna Piena arriva da una delle tracce: quando è emerso quel brano, ci è sembrato subito naturale usarlo come perno del progetto. Racchiudeva un immaginario preciso, fatto di colori, atmosfere, momenti della giornata.

Filippo Bubbico:
La simbologia della luna, se vogliamo leggerla così, funziona: parla di cicli, di energia, di completezza ma anche di instabilità emotiva. Ci interessa, anche se non è stata una costruzione intenzionale.

Lauryyn:
E poi, a posteriori, ci siamo resi conto che nei brani ricorre spesso un certo tipo di linguaggio. In Orbita, per esempio, c’è l’idea del gravitare intorno a qualcuno. In La mia luce, la persona diventa una fonte luminosa, qualcosa che illumina.

Ainé:
Sì, è curioso: senza deciderlo, abbiamo collegato diverse forme d’amore a immagini molto universali, cosmiche o naturali. Non so quanto sia consapevole, ma c’è un filo che tiene insieme tutto.

Prima dicevate che condividete molti ascolti. È questo che vi ha fatto incontrare come collettivo? E, al di là dell’immaginario lunare, quali sono state le vostre referenze musicali?

Filippo Bubbico:
In realtà, per questo EP non c’è stata una reference precisa, una traccia guida. Non abbiamo seguito un modello. Piuttosto abbiamo attinto ai nostri mondi personali, che sono vicini, come se abitassero nello stesso quartiere artistico.

L’idea non era portare avanti percorsi individuali, ma creare una sorta di “quarto cervello”, qualcosa che fosse la sintesi di tutti e tre. Quello che è venuto fuori è un’identità musicale che non sarebbe potuta esistere in altro modo.

Quindi, più che riferimenti esterni, la vera reference è stata questa nuova entità. Si manifesta nel modo in cui comunichiamo, ridiamo, condividiamo le idee. L’energia che si crea tra noi tre è stata la guida principale.

Poi è chiaro, ognuno ha i propri ascolti: Ainé i suoi, io i miei, Aurora i suoi. Alcuni coincidono, altri sono lontani. Ma tutto viene filtrato dalla nostra identità e messo al servizio di questa identità collettiva.

State pensando a una dimensione live per Luna Piena?

Ainé:
Ci stiamo pensando. Siamo in attesa che i nostri team trovino la situazione giusta, una location o un contesto che abbia senso per il progetto. Noi siamo disponibili, ma deve esserci una coerenza.

Lauryyn:
C’è anche una questione pratica: non viviamo nello stesso posto, quindi dobbiamo incastrare tutto con i nostri impegni individuali.

Filippo Bubbico:
Un concerto insieme sarebbe qualcosa di speciale. Ognuno di noi ha già il proprio percorso live, quindi ritrovarsi in tre richiede un’occasione particolare, anche a livello di energia e di evento.

Ainé:
Però succederà, prima o poi.

La scena soul e R&B italiana cresce, ma resta percepita come una nicchia. Come ve lo spiegate?

Lauryyn:
Rispetto a qualche anno fa è cambiato molto. Quando ho iniziato ad ascoltare e poi pubblicare musica, in Italia c’erano pochissimi riferimenti. Ainé è stato tra i primi a portare questo suono in modo riconoscibile.

Ainé:
Questa dinamica esiste da sempre. Non è una questione italiana, è proprio legata al genere.

Anche negli Stati Uniti artisti straordinari non hanno mai raggiunto i livelli del pop globale. È fisiologico. Come il jazz rispetto al rock: non avrà mai lo stesso impatto di massa.

Io ho iniziato intorno al 2013 a portare questo tipo di suono in italiano, insieme a pochissimi altri. E in dieci anni lo scenario si è trasformato.

Oggi c’è una nuova generazione che ascolta questa musica, che va ai concerti, che segue artisti anche internazionali. Ci sono playlist dedicate, copertine editoriali, una presenza più strutturata. Non è poco.

Per questo non direi più che “non c’è spazio”. Lo spazio esiste, ma va inteso nel modo giusto.

Chi fa questo tipo di musica lo sa. È un linguaggio che non è per tutti. Noi veniamo da lì e non ce lo poniamo nemmeno il problema. Facciamo semplicemente la musica che ci appartiene.

Luna Piena è anche questo: niente calcoli, nessuna strategia, solo musica.

Filippo Bubbico:
Forse è proprio questo il punto anche per i più giovani. Inseguire subito il mainstream può essere rischioso. Si vedono progetti che partono forte ma senza una vera formazione e poi si perdono.

La cosa importante è costruire un’identità solida, senza ossessionarsi con l’idea di nicchia o meno.

ASCOLTA IL DISCO 

ABOUT 

AINÉ

Ainé all’anagrafe Arnaldo Santoro, nasce a Roma il 28 Settembre del 1991. 

È un cantante, un musicista, un polistrumentista, un autore, un  compositore e un produttore Italiano. È considerato uno degli esponenti del Soul, del Neo Soul e dell’ r&b in Italia. Ha studiato alla Venice Voice Academy di Los Angeles, e al Berklee College Of Music di Boston. Ha collaborato con Artisti del calibro di Giorgia, MARO, Marco Mengoni, Tormento, Sergio Cammariere, Mecna, Serena Brancale ,Willie Peyote, Ghemon, Gemello, Davide Shorty, Gegè Telesforo, Clementino, Ensi e tanti altri.
Gli viene affidata l’open act e condivide il palco con artisti del calibro degli Slum Village, Masego, Robert Glasper, Common,Ivan Ave, Kamasi Washington, Bilal, Solange. Tra il 2016 e il 2024 escono le sue uscite discografiche, “Generation One”, per Totally Imported, “Uni – Verso” , “Niente di me”, “Alchimia”, “NHP+” per Universal Music Virgin Records, “BUIO LEGGERO” per ADA/Warner Music Italy. Da qualche anno è anche docente in una delle migliori scuole di musica in Italia. la Saint Louis College Of Music di Roma dove tiene le sue classi e laboratori di songwriting, Soul e R&B. 

@aine_official

FILIPPO
 BUBBICO

Filippo Bubbico è un musicista e produttore attivo a livello internazionale, con esibizioni in Europa, Asia, Stati Uniti e Africa.
Si è esibito in importanti venue e festival in tutto il mondo, tra cui l’Auditorium Parco della Musica e il Blue Note Milano in Europa; Singapore, Bali e Seoul (Casa Corona) in Asia; Blue Note New York, Nublu e Bowery Electric negli Stati Uniti; e il Cape Town International Jazz Festival in Africa, collaborando con Varijashree Venugopal.
Formazione presso il SAE Institute di Milano e il Berklee College of Music (NYC), lavora come produttore, compositore e arrangiatore per film, TV e videogiochi, incluse produzioni Netflix in Italia e negli Stati Uniti.
Come produttore ha pubblicato musica per Sun Village Records (la sua etichetta), GroundUP Music e Workin’ Label, collaborando con artisti di diversi generi.
Attualmente è in tour con un progetto live elettronico solista, eseguito con strumentazione analogica per un’esperienza immersiva e orientata al club.

@filippobubbico

LAURYYN

Lauryyn si è affermata come una delle voci più interessanti del panorama nu soul italiano, grazie a un sound che intreccia R&B, jazz ed elettronica sperimentale con testi profondi e contemporanei. Dopo il grande riscontro dell’EP “Intro” (2023), pubblicato da Sun Village Records e rieditato anche in versione live, l’artista ha portato la sua musica su alcuni dei palchi più rilevanti della scena indipendente, esibendosi al MI AMI Festival accanto a nomi come Colapesce Dimartino, Marco Castello e Tre Allegri Ragazzi Morti, e aprendo i concerti di Venerus al Tagghiate Urban Fest e di Daniela Pes all’Abbabula Festival di Alghero, Lucio Corsi, Serena Brancale. Alcuni suoi brani sono stati scelti per la colonna sonora della sesta stagione della serie “Skam Italia” (Netflix), mentre ad aprile 2024 ha avuto l’occasione di suonare al The Bowery Electric di New York. Dopo un percorso in continua crescita, Lauryyn compie un passo decisivo con la pubblicazione del suo disco d’esordio “Aritmia”, anticipato dal singolo e video “Londra”, già inserito nelle playlist Spotify Anima R&B, Scuola Indie e New Music Friday, e trasmesso da programmi come B Side di Radio Capital — e dal singolo “Doppio Fine”.   L’Album è stato selezionato tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco 2025 nella categoria “Migliore opera prima”.

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@lauryyn_____

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