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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (13 Febbraio) #NewMusicFriday

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (13 Febbraio) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-07-2026

Vol. 07-2026 di Newsic Friday – Un nuovo viaggio nella musica di questo venerdì, con proposte per tutti i gusti: dal jazz raffinato di Flea, al soul potente e magistrale di Jill Scott, passando per l’evoluzione sonora di Charli xcx e le uscite italiane di Capo Plaza, Mara Sattei e Pyrex. Musica per ogni ascoltatore, senza compromessi.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Flea – Voto 8,00 – Flea con la sua tromba e il suo basso esplora ancora una volta jazz e armonia con maestria. Atmosfere delicate, orchestrazioni raffinate e dialoghi strumentali costruiscono un paesaggio sonoro ricco e contemplativo, dove ogni dettaglio vibra con naturalezza. Elegante.

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Jill Scott – Voto 8,00 – Bentornata sulla scena: Jill restituisce al soul tutta la sua potenza e raffinatezza. La sua musica resta elegante, sensuale e profonda, un ponte tra tradizione e contemporaneità che conferma il suo status di icona del genere.

Andrea Laszlo De Simone Mabe Fratti – Voto 8,00 – “No es real” non è un remix, è una migrazione. Mabe Fratti altera gravità e prospettiva. Il brano diventa materia elastica, sospesa tra due geografie emotive. Visione condivisa, mai derivativa. Sperimentazione pura! 

Damon Albarn – Grian Chatten – Kae Tempest – Voto 8,00 – Un coro generazionale, una sinfonia di urgenze condivise. Albarn, Chatten e Tempest tessono testi e melodie come dialogo collettivo, supportati da presenze che amplificano ogni sfumatura. Manifesto musicale, aperto e partecipato. Corale!

James Blake –  Voto 7,50 – James riafferma la sua grammatica emotiva. Piano rarefatto, elettronica trattenuta, voce che oscilla tra prossimità e isolamento. Non reinventa il suo lessico, lo affina con rigore. Intensità controllata, mai esibita. Ipnotica.

Kim Gordon –  Voto 7,50 – Dirty Tech trasforma l’ansia algoritmica in attrito sonoro. Kim Gordon osserva il dominio tecnologico con sarcasmo asciutto, scaraventando beat industriali dal retro gusto quasi trap contro l’illusione del progresso neutrale. Non è distopia, è cronaca deformata. Politica, tagliente.

Charli xcx –  Voto 7,50 – Charli amplia il proprio lessico: innesta architetture orchestrali e vapori dream dentro la sua matrice pop mutante. Non rinnega l’istinto, lo sublima in una scrittura più stratificata. Evoluzione reale, non maquillage. Espansiva.

 

 

Fred again .. – Jamie T –  Voto 7,25 – L’incontro tra Fred again.. e Jamie T vibra in uno spazio digitale irrequieto. Elettronica pulsante, spoken nervoso, frammenti urbani che si accendono e si consumano in tempo reale. Non è solo club culture, è cronaca emotiva filtrata da schermi.

Sofia Kourtesis  –  Voto 7,25 – Sofia Kourtesis plasma il DJ-Kicks come un organismo emotivo. Tra originali e selezioni costruisce un flusso che respira, sorprende e commuove, senza ostentazione tecnica. Ogni piega del mix vive di tensione e calore. Vibrante.

Popolous –  Voto 7,25 – Architetto di atmosfere sospese. Tra latin ambient e percussioni filtrate, arpeggi liquidi e drones costruiscono uno spazio meditativo eppure vitale. Omaggio e innovazione convivono senza forzature. Ipnotico.

 

Central Cee –  Voto 7,00 – Central Cee conferma la padronanza del rap diretto, immerso in atmosfere cupe e claustrofobiche. Testi concentrati, flusso sicuro, nessuna concessione al superfluo. Impatto misurato, essenza urbana. Tagliente.

Victoria Monet –  Voto 7,00 – Let Me segna il ritorno di Victoria Monét con un R&B setoso e consapevole. Chiede amore senza supplica, su una produzione calda che avvolge e sostiene. Scrittura elegante, meno rischiosa che in passato, ma centrata. Seduttiva.

Anna Calvi – Iggy Pop –  Voto 7,00  – God’s Lonely Man usa Iggy Pop come coscienza ferita più che come featuring. Anna Calvi costruisce un monologo abrasivo, chitarre tese e batteria motoria. La sfida emotiva è frontale, senza catarsi. Un grido che resta aperto. Scabro!

Meghan Trainor –  Voto 7,00  – Nel nuovo singolo Meghan Trainor trasforma l’amicizia in manifesto pop. Invita a lasciare chi non merita, con tono sfrontato e hook immediato. La scrittura è diretta, quasi didascalica, ma l’energia trascina e convince. Battagliera.

Lykke Li – Voto 7,00 – Lykke Li  esprime una nudità emotiva controllata. La scrittura è scarna, quasi trattenuta, e lascia filtrare una malinconia adulta che evita l’enfasi. Pop minimale, che funziona. 

Bleachers – Voto 7,00 – Jack Antonoff orchestra folk rock e pop soul con mestiere, il sax marchia il territorio. L’ottimismo regge, l’ombra resta decorativa. Scrittura solida, rischio minimo. Coerente.

Tatum Rush – Voto 7,00 – “Tatum Rush” miscela jazz, swing ed eleganza pop in una cifra contemporanea. L’approccio è raffinato e misurato, capace di attraversare mondi sonori senza strappi eccessivi, ma resta più elegante che sorprendente. Sofisticata

Paci  – Voto 7,00 – Federico Romeo ovvero Paci usa la batteria come linguaggio, costruendo paesaggi senza parole, fatti di pulsazioni e risonanze marine. Un brano radicato nella memoria, che evita il decorativo. Tellurico.

 

 

Giulia Impache – Charlotte Jacobs – Voto 6,75 – Alone Song abita una zona di confine e rifiuta la forma-canzone come approdo. Giulia Impache lavora per sottrazione, tra scrittura franta e astrazione emotiva. La voce di Charlotte Jacobs introduce uno slittamento timbrico che accentua vuoti e sospensioni. Non cerca senso, ma risonanza. Liminale

Mazzoli – Voto 6,75 – Sulle scale trasforma il disagio in teatro mentale. Mazzoli attinge al surrealismo come grammatica emotiva, accumula simboli senza gerarchia e li lascia collidere. Il groove acid funk citypop sostiene l’instabilità. Visionaria, irrisolta.

gommarosa – Voto 6,75 – Sahara trasforma la città notturna in un deserto emotivo. gommarosa intreccia malinconia e introspezione su paesaggi sonori minimali e glitchati, la voce sospesa come miraggio tra luci e vuoti. Intimità plastica, fragile e meditativa.

Lorenzza  – Voto 6,75 – Lorenzza bilancia rabbia e riflessione su un sound acido e nervoso e afferma identità e percorso senza concessioni melodiche. Determinata.

Massaroni Pianoforti   – Voto 6,75 – Massaroni Pianoforti intreccia chitarre incisive e ritmi sostenuti in un dialogo tra canzone d’autore e pop contemporaneo. Riferimenti a Battisti emergono senza nostalgia eccessiva, la scrittura resta lineare ma efficace. Armonico.

 

 

Mara Sattei – thasup – Voto 6,50 – Everest nasce d’istinto e si sente. Mara Sattei e thasup costruiscono un brano leggero, più atmosfera che vertigine. La spontaneità è il suo pregio, ma limita l’affondo emotivo. Resta un bozzetto suggestivo, non una scalata. Episodica

youbet Voto 6,50 – Ground Kiss mette in scena la fine come terreno instabile. Nick Llobet alterna arpeggi diafani e strappi distorti, cercando una ricostruzione che resta provvisoria. La produzione di Katie Von Schleicher leviga gli angoli ma non cancella l’inquietudine.

MASMAS – Voto 6,50 – I MASMAS trasformano l’imperfezione in materia sonora viva. Strumenti, macchine autocostruite e campionamenti dialogano con glitch e sax che oscilla tra melodia e rumore. Contatto fisico più che mentale, energia instabile e sensibile.

 

https://open.spotify.com/intl-it/track/654mOblPhyaLwijkaHizlP?si=b9a65d135ea04af1

Lil Jolie Voto 6,50 – Un brano che parte dal cantautorato e devia verso un alternative rock misurato. Lil Jolie espone fragilità senza filtri, sostenuta da una produzione sobria che non amplifica abbastanza il conflitto. Intenzione chiara, tensione parziale. 

Flam Boy  – Voto 6,50 – Urgenza narrativa per abitare il presente come stato mentale. Flam Boy lavora per sottrazione, intreccia spiritualità e pop senza spingere sull’enfasi. L’intuizione è limpida, l’esito controllato. Eco alla Battiato! 

Joseph – Voto 6,50 – Metropoli Solitudine trasforma l’introspezione in dialogo fragile. Joseph esplora la solitudine come entità viva, ma la scrittura resta trattenuta, quasi timorosa. L’invito all’apertura c’è, l’urgenza emotiva meno incisiva. Contemplativa.

Vaz Te – Bresh – Voto 6,50 –  Ritmi calibrati e liriche essenziali sostengono il brano, senza aggiungere strappi o sorprese. Esecuzione efficace, impatto limitato. Funzionale

Jacopo Sol – Voto 6,50 – Lei traduce urgenza e passione in un rock nervoso, con spigoli elettronici che accentuano la tensione. Jacopo Sol crea movimento e fisicità, ma la scrittura resta lineare e priva di slittamenti inattesi.

Giovanni Toscano –  Voto 6,50 – Dritti all’inferno trasforma frustrazione e distacco in ritmo serrato. Giovanni Toscano scandisce tensione e urgenza, tra critica sociale e introspezione, ma la scrittura resta diretta, quasi didascalica. Intensità palpabile, riflessione controllata. Incisivo.

 

 

Le-one  – Voto 6,30 – Le One abbandona i toni muscolari per una confessione lineare, rispettosa, emotivamente scoperta. La sincerità è evidente, la scrittura meno incisiva. Cambio di pelle credibile, non memorabile. Garbo

Capo Plaza  – Voto 6,30 – Capo insiste su rivalsa e rivincita, muovendosi tra confessione e dichiarazione d’intenti. Il beat oscuro costruisce atmosfera, ma la scrittura resta ancorata a formule già rodate. Energia presente, rischio contenuto.

Pyrex – Tedua – Voto 6,30 – Finest punta sull’impatto e lo ottiene a metà. Pyrex e Tedua abitano un immaginario notturno tra ambizione e vulnerabilità, ma la scrittura resta prigioniera dei codici del genere. Suoni affilati, tensione intermittente.

Bebe Rexha  – Voto 6,30 – Pop a trazione EDM che suona datato più che nostalgico. Il beat spinge, ma l’impianto resta generico e poco incisivo. L’energia c’è, la direzione meno. Una corsa in pista senza attrito. Stantia.

Orlando – Voto 6,25 – La vita completata osserva l’amore nel momento in cui smette di essere slancio e diventa scelta. Orlando lavora su una scrittura piana, emotivamente esposta, che privilegia l’intenzione più che l’ambiguità. L’urgenza è sincera, ma il rischio è la prevedibilità. Citazione a Maledetta Primavera! 

Frasa – Voto 6,25 – Il brano esplora la maturazione con delicatezza e introspezione. La narrazione si concentra sulla tensione tra empatia e distanza emotiva, trasformando l’infanzia in esperienza adulta senza retorica. Sensibile, riflessivo.

Rondodasosa – Voto 6,00 – Rondodasosa conferma la sua formula senza spostare confini: il beat funziona, ma le liriche restano piatte e prevedibili. Suono curato, contenuto assente. Vuoto.

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