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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (06 Marzo) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-10-2026

Vol. 10-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì: valutazioni rapide, orecchio critico e nessuna indulgenza. Qui si scopre, naturalmente per noi, cosa sorprende, cosa funziona e cosa resta.

Questa settimana il viaggio musicale spazia da una inaspettata e monumentale Mina fino al nuovo capolavoro pop di Harry Styles, passando per ritorni attesi, sorprese indie e produzioni elettroniche calibrate. Brani che sfidano l’orecchio e emozioni che si lasciano ascoltare più volte: musica per tutti i gusti, dal classico al contemporaneo, dall’intimo all’epico. Come sempre, il venerdì è il nostro momento per dare un primo verdetto sulle nuove uscite e anticipare cosa resterà nella memoria sonora della settimana.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

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Mina – Voto 9,00 – Quando meno te l’aspetti riappare lei! La voce domina lo spazio con autorità intatta, fraseggio scolpito, presenza scenica che non ha bisogno di dimostrare nulla. Ogni inflessione pesa, ogni pausa respira. Il pezzo è una inedita rilettura di una canzone di Fausto Leali del 1979. Ancora una lezione di interpretazione pura. Monumentale.

Depeche Mode – Voto 8,50 – I Depeche Mode partecipano al nuovo album collaborativo per War Child “HELP(2) reinventano “Universal Soldier” di Buffy Sainte-Marie con un approccio elettronico cupo e incisivo, trasformando l’inno pacifista in un manifesto sintetico che conserva il messaggio originale ma lo trasporta in un paesaggio sonoro moderno e distillato. Sempre immensi! 

Harry Styles  – Voto 8,00 – Harry orchestra un congegno pop moderno e di precisione: ritmo elastico, eleganza formale, scrittura lirica che non sacrifica la sostanza. Tutto trova posto con naturalezza, senza sbavature né sovraccarichi. Una macchina melodica calibrata al millimetro. Impeccabile.

Morrissey  – Voto 8,00 – Morrissey conferma la sua eleganza assoluta: voce avvolgente e magnetica, fraseggio calibrato, timbro che cattura senza artifici. L’arrangiamento sostiene e amplifica ogni inflessione, creando un brano perfettamente bilanciato tra intensità e controllo. Sempre grande Moz! 

Gnarls Barkley – CeeLo Green – Danger Mouse –  Voto 8,00 – La produzione di Danger Mouse resta precisa e stratificata, mentre CeeLo Green trasporta storie personali in immagini urbane vibranti, tra nostalgia adolescenziale e poesia quotidiana. Magistrale.

Aldous Harding Voto 7,50  -Aldous costruisce un quadro sonoro delicato, dove il piano guida tra atmosfere rarefatte e introspezione. L’andamento misurato lascia spazio a sprazzi di sorprendente apertura verso la fine, come se il brano si distendesse in una dimensione pop oltre se stesso. Visionaria.

Carolina Bubbico – Mari Jesca – Voto 7,25 – Carolina e Mari intrecciano trame eleganti, dove armonie raffinate incontrano un retrogusto brasiliano. La scrittura procede con misura, lasciando spazio e a una sensualità ritmica sottile. Raffinato.

Zerottantuno – Voto 7,00 – Zerottantuno fonde fiati vivaci e pulsazioni funky con un senso della tradizione calibrato. Il collettivo costruisce un groove levigato, elegante, che muove il corpo senza perdere raffinatezza compositiva. Armonico.

Banda Maje – Voto 7,00 – Banda Maje con Africana mostra un equilibrio fragile tra struttura collettiva e improvvisazione calibrata. La marimba, il basso e la batteria creano un tessuto ritmico organico, mentre i synth narrano e avvolgono. L’omaggio all’iconico locale di Praiano diventa esperienza sonora più che citazione.

prima stanza a destra – Drast – Voto 7,00 – Un’elettronica avvolgente: piano morbido, synth vaporosi e ritmica pulsante sostengono un falsetto fragile ma efficace. Pop notturno che lavora per atmosfera più che per impatto. Interessante!

Lavalove  – Voto 7,00 – Cifra indie rock sospesa tra malinconia solare e tensione sottile. Il brano ipnotizza senza mai esplodere, alternando riff nervosi e liriche che sfiorano l’ironia emotiva. La produzione valorizza dettagli senza smorzare l’impatto: calibrato.

Patty Pravo  – Voto 6,75 – Patty rimane un gesto di stile prima ancora che una voce. Il brano si regge sulla sua dizione teatrale e su quell’eleganza un po’ crepuscolare che trasforma ogni frase in scena. La struttura è semplice, l’interpretazione fa il resto. Sofisticata.

Marco Masini – Voto 6,75 – Marco Masini percorre il suo territorio naturale: pop melodico costruito su emozione diretta e un timbro che resta immediatamente riconoscibile. Il guizzo vocale accende il brano, pur dentro una struttura familiare. Mestiere solido, senza sorprese. Affidabile.

Lda – Aka 7even – Voto 6,75 – LDA e Aka 7even danzano su un groove funky che guarda ai The Kolors e strizza l’occhio ai Nu Genea. Il brano resta leggero ma ben congegnato, sostenuto da un ritmo che invita più al movimento che all’ascolto profondo. Se avessero portato questo pezzo a Sanremo avrebbe inciso di più. Sorpresa!

Olivia Santimone Voto 6,75 – Olivia costruisce un universo onirico e instabile, tra chitarre ondulate e synth abissali, dove meraviglia fantastica e fragilità emotiva si intrecciano. La voce osserva più che esprimere, tracciando percorsi di perdita, metamorfosi e riconquista di sé. Visionaria. 

Narcadian Voto 6,50 – Un crocevia di industrial, post-punk e trip hop oscuro. Linee ripetitive e atmosfere fredde creano un paesaggio sonoro entropico in cui l’identità e le costruzioni umane appaiono transitorie, osservate con lucidità distaccata,

Schiuma – Voto 6,50 – Schiuma costruisce un brano intimo e corale, dove la riflessione sul passato e sulle voci ai margini diventa gesto sonoro. Ritmo essenziale e arrangiamento scarno sostengono un climax emotivo che esplode nel grido finale, tentativo sincero di messa a nudo. Intenso.

carbeau – Voto 6,50 – Carbeau esplora un pop intimo sospeso tra mondi onirici e delicate pause narrative. La scrittura resta eterea, i dettagli minimali creano un’atmosfera leggera più contemplativa che propulsiva.

Iacampo – Voto 6,50 – Un pop sospeso tra poesia, folk e rap, su un arrangiamento essenziale di chitarra, archi, voce e cori. La struttura circolare e ipnotica sostiene un testo che invoca luce e orientamento in tempi incerti, trasformando la canzone in una preghiera contemporanea. Riflessivo.

Inedito – Voto 6,25 – Un pop riflessivo e meditativo, dove vulnerabilità e silenzi scandiscono il ritmo emotivo. Il brano accompagna più che convincere, offrendo uno spazio di respiro tra ansia e frenesia, con una delicatezza che punta all’autenticità. Intimo.

Oba- Voto 6,25 – Oba trasforma il pop in gesto e presenza scenica, incarnando contrasti emotivi estremi tra vulnerabilità e dominio. I brani dialogano tra controllo e resistenza, invitando l’ascoltatore a confrontarsi con la propria posizione. Concettuale, ma calibrato.

Marrakech Express –  Voto 6,25 –  I Marrakech Express fondono elettronica indie e alternative pop in una narrazione ironica e critica. I synth incisivi e le ritmiche contaminate da electroclash ed EDM sostengono un sarcasmo sociale che resta evidente ma mai oppressivo. Dinamico.

Shakira – Beéle –  Voto 6,25 – Shakira e Beéle intrecciano Latin e afro-fusion in “Algo Tú”, tra groove levigato e richiami alla gaita colombiana che evocano Barranquilla. L’intenzione identitaria è chiara, la scrittura resta però più funzionale che incisiva. Gradevole, ma poco memorabile. Levigato.

James Hype– Voto 6,00 – Synth che viaggiano, ritornello potente, transizioni nette. L’energia è controllata, più tecnica che istintiva, e il risultato convince per mestiere più che per originalità. Misurato.

Jennifer Lopez – David Guetta  – Voto 5,00 – Lopez e Guetta tornano su coordinate house dal retrogusto anni Novanta: cassa regolare, synth levigati, costruzione prevedibile. Tutto funziona con mestiere ma senza slanci né deviazioni. Più esercizio di stile che vera scintilla. Innocuo.

Mambolosco – Voto 6,00 – Mambolosco cavalca un beat ipersaturo, gonfio di bassi e compressioni che spingono più sull’impatto che sulla scrittura. L’architettura resta quella consueta: attitudine, flusso prevedibile, poche deviazioni. Funziona per inerzia, senza davvero sorprendere.

Heartman – Maury North – Lie O’Neill – Voto 5,00 – Heartman prova a coniugare trap e atmosfere oniriche, ma il risultato resta confuso: bassi distorti e rime spezzate non compensano la scrittura piatta e la carica emotiva incerta. Dozzinale! 

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