Il Vol. 06-2026 della Newsic Friday presenta 40 novità tra Italia e internazionale, un ventaglio di uscite che spazia dal pop al rap, dall’elettronica al rock.
In primo piano Laura Pausini, Salmo e Ghali, che confermano la loro capacità di sorprendere, ma non mancano sorprese internazionali come sombr e The Black Keys. Una selezione pensata per tutti i gusti: dalle ballad intimiste alle hit pronte per il dancefloor, passando per sonorità alternative e collaborazioni inedite. Un venerdì di ascolti che racconta la musica di oggi senza compromessi.
LA PLAYLIST
LE PAGELLE BRANO PER BRANO
King Krule – Voto 8,00 – Archy Marshall non omaggia, trasforma. Rock Bottom recupera chitarre pulite e melodiche, ma la voce ruvida le spalma di adrenalina nervosa e minaccia implicita. Un equilibrio tra nostalgia e irriverenza, tra introspezione e arroganza controllata.
Charlotte Day Wilson – Voto 7,50 – Minimalismo raffinato e tensione emotiva convivono in If Only, dove Charlotte Day Wilson intreccia vulnerabilità e desiderio con eleganza discreta. Ogni silenzio amplifica il peso del momento perduto, trasformando l’assenza in materia sonora. Intensa.
Salmo – Voto 7,50 – Salmo resta Salmo, dieci anni dopo senza limare gli spigoli. Barre dritte, postura ruvida, precisione real. Nessuna nostalgia, solo continuità che pesa come un marchio inciso sulla pelle. È ancora lì, scomodo e presente. Imperterrito. Salmo is back!
Arlo Parks – Voto 7,50 – Basso catartico e pulsazioni techno definiscono Heaven, dove Arlo Parks traduce l’euforia del rave in emozione pop raffinata. Trasformazione coraggiosa, immersiva e contagiosa: il desiderio che la notte non finisca diventa esperienza condivisa
Mitski – Voto 7,50 – Mitski trasforma l’annullamento di sé in arte lucida e elegante. I’ll Change for You mette a nudo la dinamica tossica senza indulgere nel dramma. Tristezza e chiarezza convivono, rendendo la confessione dolorosa ma illuminante.
Tiromancino – Voto 7,50 – Tiromancino tornano a maneggiare l’intimità con la consueta precisione emotiva. Racconti di sentimenti quotidiani che scivolano nel pop senza perdere spessore, tra melodie accoglienti e scrittura misurata. Un equilibrio che continua a funzionare. Empatica.
Norah Jones – Josh Homme – Voto 7,00 – Incontro inatteso tra due universi sonori: Norah Jones e Josh Homme fondono delicatezza e spigolosità in un brano sorprendente. Eleganza e grinta coesistono senza stridere, regalando un ascolto curioso e imprevedibile.
The Black Keys – Voto 7,00 – Senza orpelli né lucidature, il nuovo lavoro dei Black Keys rivendica il valore dell’istinto. Rock ruspante, blues sudato, chitarre che ringhiano come corpi vivi nella stessa stanza. Niente nostalgia, solo materia. Viscerale.
sombr – Voto 7,00 – Pop confessionale dai contorni sfocati, Homewrecker mette in scena il caos emotivo con una scrittura immediata e un’estetica da dramma quotidiano. SOMBR lavora sul disagio relazionale senza rischiare davvero, restando efficace ma prudente.
Zayn – Voto 7,00 – Pop R&B levigato e immediato, sorretto da vocals sempre impeccabili. Zayn punta sull’orecchiabilità senza sacrificare intensità, costruendo un brano che avrebbe tutte le carte per funzionare anche fuori dalla comfort zone dei fan. Il potenziale è evidente.
prima stanza a destra – Voto 7,00 – Sintesi tra dolore emotivo e brillantezza synth-pop: Tu non vuoi nessuno stratifica malinconia e luce con eleganza, dialogando con il pop internazionale senza perdere identità. Evoluzione misurata, mai urlata, di classe discreta. Si sente la firma di Dardust.
Ghali – Voto 7,00 – Ghali torna con un brano che sceglie la chiarezza del messaggio senza rinunciare all’identità sonora. Beat sospeso tra urban e suggestioni arabe, parole dirette mai banali, postura consapevole. Non cerca metafore, ma presenza. Esplicito.
DJ Shocca,Johnny Marsiglia, Ensi, Madbuddy – Voto 7,00 – Beat incisivo e rime calibrate in Salute, dove DJ Shocca dialoga con Johnny Marsiglia, Ensi e Madbuddy. Il brano mescola energia urbana e flow tecnico, risultando solido e puntuale, senza però generare veri scarti stilistici tra i protagonisti. Corale.
Big Fish – Jake La Furia – Carl Brave – Voto 7,00 – Rime taglienti e campionamento classico si intrecciano in Amore Disonesto, dove Jake La Furia e Carl Brave navigano tra Milano e Roma con Big Fish da collante narrativo. Noir urbano, ironia sottile e tensione emotiva rendono il racconto vivido, calibrato e convincente. Autentico.
Matteo Alieno – Voto 6,75 – Intimità e gratitudine si intrecciano in Una canzone dedicata, dove Matteo Alieno trasforma la protezione silenziosa in musica avvolgente. Ballad poetica e dolce, che svela un lato vulnerabile senza mai eccedere nella retorica.
Gaia Banfi – Voto 6,75 – Gaia intreccia autorialità e elettronica, trasformando la voce in strumento e paesaggio sonoro. Malinconia e luce convivono, sospese tra riflessione e ascolto. Eterea.
Laura Pausini – Achille Lauro – Voto 6,50 – Incontro pop che gioca sul fascino della scrittura più che sulla collisione delle identità. Pausini si affida alla penna di Lauro cercando una nuova intensità, Lauro modera l’eccesso. La connessione c’è. Sanremese!
Roshelle – Voto 6,50 – Ritorno misurato e intimista, costruito per stratificazione emotiva più che per colpi di scena. L’origine del mondo cresce, esplode e si ritrae seguendo un ciclo quasi cosmologico, coerente con l’idea di rinascita. Suggestiva. Rigenerativa.
Lorenzza – Voto 6,50 – Intimismo consapevole e scrittura introspettiva guidano Only, più gesto di auto-riconoscimento che dichiarazione pubblica. Lorenzza lavora per sottrazione, cercando equilibrio tra fragilità e affermazione, ma senza un vero guizzo risolutivo. Riflessiva.
Beba – Voto 6,50 – Beat teso, synth percussivi, barra dritta. BEBA rivendica l’eccesso come identità, trasformando l’accusa di essere “too much” in manifesto emotivo. Energia urbana ben calibrata, ma senza reale scarto dal canone trap. Funziona, non sorprende. Spavalda.
svegliaginevra – Voto 6,50 – Sincera e riflessiva, in cui svegliaginevra esplora i contrasti della vita con intensità quasi confessionale. Tra solitudine, rinascita e coraggio, la musica diventa specchio emotivo senza semplificazioni.
rob – Voto 6,50 – Esordio post-X Factor che sceglie la via della franchezza emotiva. La mia storia espone fragilità e resistenza senza compiacimenti, con un’urgenza generazionale più dichiarata che davvero incisiva. Rob convince per postura, meno per profondità.
Lea Gavino – Voto 6,50 – Tra spensieratezza e osservazione urbana, I Treni trasforma il viaggio quotidiano in riflessione delicata. Lea Gavino restituisce minuti rubati alla frenesia con leggerezza e sensibilità, senza strappi ma con autenticità narrativa.
Olivia Santimone – Voto 6,50 – Dolore trattenuto e liberazione sospesa si intrecciano in Io e il Gigante, dove Olivia Santimone trasforma l’addio in spazio sonoro e introspezione. Lettera musicale che respira tra rabbia e vuoto, senza fretta di catarsi. Liberatoria.
Schiuma – Voto 6,50 – Autobiografia sonora che si apre al pubblico: C’est la vie (Susanna) fonde urgenza espressiva e fragilità personale. Schiuma mantiene l’istintualità originale senza perdere chiarezza, inaugurando un percorso intimista. Intimo.
June – Voto 6,50 – Sussurri e intimità si intrecciano in Weaving Song, dove June trasforma la camera da letto in uno spazio emotivo condiviso. Lo-fi nostalgico e voce misurata costruiscono delicatezza senza artifici, ma la profondità resta trattenuta. Soave.
Ora Cogan – Voto 6,50 – Isolamento e desiderio condiviso con un approccio quasi filosofico, più riflessivo che visceralmente musicale. Interessante, ma trattenuto. Contemplativa.
Ciulla – Voto 6,25 – Cantautorato urbano che scarta l’illusione del successo per cercare un senso più profondo dell’atto creativo. Hollywood oppone sogno e disincanto, Milano e miraggio, con lucidità sobria. Buona scrittura, visione chiara, ma senza strappi memorabili. Consapevole.