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Recensione: ARIETE – “Tutti Tornano A Casa”

Ariete pubblica «Tutti tornano a casa», terzo album a tre anni da «La notte»: dodici tracce sulla casa come spazio interiore, tra relazioni, vita e terapia, con Angelina Mango, Fulminacci, Tredici Pietro e Primastanzadestra

Ho ascoltato «Tutti tornano a casa» questa mattina su un regionale stipato, mentre andavo all’università.

Davanti a me c’era una ragazza della mia età con il trolley incastrato tra le ginocchia e una borsa di tela appoggiata sopra, gonfia in quel modo che riconosci subito: vestiti da lavare.

Non ci siamo dette una parola. Per la durata del mio viaggio però, il disco è diventato la colonna sonora della sua giornata più che della mia, perché sembrava scritto per lei, per chi vive con due indirizzi e non si sente del tutto a casa in nessuno dei due.

Prima dell’uscita del disco Ariete aveva scritto un post per i suoi fan: «Spero che, quando uscirà, sarete nel posto sicuro che chiamate casa (con i vostri amici, nel vostro letto, con la persona che amate, o pensando a qualcuno che non c’è più) per viverlo e ascoltarlo come penso si meriti». Io ero su un sedile scomodo con il caricabatterie al dodici per cento, il contrario esatto di un posto sicuro.

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Lei dormiva con la testa contro il finestrino, una mano sulla maniglia del trolley anche nel sonno. Forse è questo che intendeva Ariete: la casa non è dove sei seduta, è quello che tieni stretto quando intorno non c’è niente che ti somigli.

Sono passati tre anni da «La notte». In mezzo c’è stato lo stop, la terapia, il silenzio.

La copertina è uno scatto di Ilaria Ieie e prende spunto da «Inside» di Fernanda Uribe: Ariete rannicchiata dentro una valigia aperta, sommersa dai vestiti e oggetti vintage. L’ho guardata sullo schermo e poi ho guardato la ragazza davanti a me. Chiunque abbia fatto il fuorisede conosce quella posa. Ti siedi sopra il trolley per chiuderlo, la cerniera non cede, e a un certo punto ti accorgi che lì dentro ci stai anche tu, insieme ai maglioni e alle cose che non hai il coraggio di buttare.

Il concept è tutto qui. La casa smette di essere un posto e diventa uno spazio interno, qualcosa che ti costruisci addosso con pazienza. È un’idea bellissima e anche pericolosa, e Ariete la maneggia bene fin dall’apertura.

L’alveare parte piano e mette le api al posto nostro: creature minuscole, fragili, che passano la vita a cercare il punto esatto a cui appartenere. Detto così sembra un tema da quaderno delle medie. Ascoltato con il paesaggio che scorre fuori dal finestrino e una sconosciuta addormentata sul suo bagaglio, è la descrizione più precisa che abbia sentito di cosa voglia dire avere ventitré anni e un contratto d’affitto in scadenza.

Il cuore del disco è un percorso sentimentale raccontato in ordine sparso, come succede davvero. Capricci arriva dopo un lungo periodo passato a guardarsi dentro e prova a capire se si è pronte a ricominciare con qualcuno. soldatino! sta nella fase in cui ancora prometti tutto. Rivoluzione è la ballata più classica del lotto, quella in cui l’amore diventa qualcosa da custodire, ed è anche il momento in cui il disco suona più già sentito. La mia bocca, la tua bocca guarda una relazione chiusa senza rancore e trova la casa proprio lì, nel posto dove due bocche si incontravano, un’idea talmente fisica che mi ha fatto alzare il volume. 10chiamate sta dall’altra parte, dentro una relazione tossica e una figura femminile che non si lascia mai capire del tutto. 

Che bella vita con Angelina Mango è il pezzo che ha aperto la strada, scritto a quattro mani. Racconta gli incontri casuali che ti cambiano la traiettoria, e sentire due ragazze della stessa generazione scriverlo insieme ha un peso che va oltre il featuring.

Gli altri ospiti portano ognuno un pezzo di casa diverso. Con Fulminacci, in Mano nella mano, è Roma, la città che li tiene insieme per suono e per amicizia. Con Tredici Pietro, in Casa mia/Casa tua, è uno scatolone di ricordi d’infanzia e di adolescenza, la nostalgia di chi si accorge di essere cambiata senza aver chiesto il permesso. Con Primastanzadestra, in Quando la luna si accende, è il ritorno vero e proprio: la malinconia della macchina dopo una serata, i finestrini abbassati, qualcuno che guida e nessuno che parla. Sono tutti nomi della stessa scena, quasi coetanei, e l’effetto è quello di una cena tra amici più che di una lista di ospiti scelti dal marketing.

Poi ci sono i due pezzi per cui, probabilmente, il disco esiste. Tachicardia è dedicata a una persona che non c’è più e mette il dolore accanto all’infanzia, al tempo in cui non sapevi ancora niente e non dovevi sapere niente. È il brano che le è costato di più, si sente, e rilette alla luce di quel «pensando a qualcuno che non c’è più» le parole del messaggio ai fan cambiano peso. Seduta n.65 chiude il viaggio e il titolo sembra il numero di un appuntamento dalla psicologa. Non serve spiegare perché la fine stia lì: dopo sessantaquattro sedute, di solito, qualcosa si è finalmente messo in ordine.

Il suono resta in quel territorio dove il cantautorato si mescola all’urban senza che nessuno dei due vinca, e il merito va diviso tra quattro nomi: Golden Years firma Che bella vita, Giordano Colombo, Mr. Monkey e Brail si dividono il resto, e con quattro mani diverse sulla stessa valigia.

La ragazza è scesa trascinando il trolley con una ruota che girava storta. Non so dove andasse. Mi piace pensare che domenica sera la lavatrice di qualcuno avrà finito il giro, che lei piegherà le magliette ancora calde e rifarà la valigia per il treno del lunedì.

«Tutti tornano a casa» funziona così: si torna per svuotare la valigia, non per restare. Ariete ha lavato i vestiti, ha messo in un cassetto quello che ha raccolto per strada e ha già la cerniera mezza chiusa. È il suo disco più centrato, non ancora il più coraggioso.

SCORE: 7,25

DA ASCOLTARE SUBITO

L’alveare – La Mia Bocca, La Tua Bocca – Casa Mia / Casa Tua (feat. Tredici Pietro) – Quando La Luna Si Accende (feat. prima stanza a destra)

DA SKIPPARE SUBITO

Una mezzoretta da ascoltare dall’inizio alla fine. 

TRACKLIST

L’alveare
Capricci
Che Bella Vita (feat. Angelina Mango)
Rivoluzione
La Mia Bocca, La Tua Bocca
Tachicardia
Mano Nella Mano (feat. Fulminacci)
soldatino!
Casa Mia / Casa Tua (feat. Tredici Pietro)
10chiamate
Quando La Luna Si Accende (feat. prima stanza a destra)
Seduta n.65

DISCOGRAFIA

2022 – Specchio
2023 – La notte
2026 – Tutti Tornano A Casa

I VIDEO 

WEB & SOCIAL 

@iosonoariete

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