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“30 OP”: il rap che nasce nel carcere di Bollate

“30 OP” è il nuovo progetto discografico nato nel carcere di Bollate.

L’album è stato interamente scritto, registrato e prodotto nello studio del Reparto Giovani adulti della Seconda Casa di Reclusione di Milano Bollate, coinvolgendo i detenuti del Quarto Reparto che dal 2022 partecipano a un laboratorio artistico-musicale dedicato al rap.

30OP-Live-Show-by-Roberto-Graziano-Moro

Il disco è stato presentato il 23 settembre durante il Bollate Live Show, evento organizzato nell’area esterna dell’istituto e costruito attorno a musica live, fotografia, immagini e testimonianze. Sul palco, insieme ai giovani autori di 30 OP, sono saliti Ensi, Nitro, Nerone e Mic Tyson, protagonisti di alcune performance conclusive.

Tredici brani compongono il secondo progetto discografico realizzato all’interno del carcere di Bollate, dopo Mezz’ora d’aria, pubblicato nel giugno 2024. Il rap diventa qui uno strumento di lavoro e confronto, ma anche un linguaggio attraverso cui affrontare esperienze personali, conseguenze delle proprie scelte e prospettive oltre la detenzione.

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La Cooperativa Sociale Articolo 3 lavora a Bollate dal 2002, collaborando con tutte le realtà coinvolte all’interno della Casa di Reclusione di Milano Bollate alla realizzazione e al funzionamento di un carcere dove il tempo riacquisti un senso costruttivo orientato al futuro, dove si promuovono la responsabilità e l’autodeterminazione.” – dichiara Federica Parodi, Operatrice della Cooperativa Sociale Articolo 3.
“In particolare partecipa alla gestione del Reparto a Trattamento Avanzato e giovani adulti promuovendo attività, come il laboratorio rap, dove i ragazzi scoprono nuovi interessi, capacità e relazioni positive, strumenti che li possano accompagnare nel faticoso percorso di reinserimento verso l’esterno.”

Il titolo del progetto prende spunto dall’articolo 30 dell’Ordinamento Penitenziario, relativo ai permessi di necessità. Nel percorso del progetto, però, l’acronimo O.P. evolve simbolicamente nel termine “opportunità”: l’opportunità data ai ragazzi detenuti di sperimentarsi attraverso la musica, sviluppare competenze, assumersi responsabilità e costruire un linguaggio per raccontare la propria esperienza. Da qui nasce un album che non costruisce personaggi e non cerca di rendere più semplice o spettacolare la realtà della detenzione.

Le canzoni partono dalle esperienze personali degli artisti coinvolti e affrontano anche le conseguenze concrete delle scelte compiute. Il carcere non è un gioco e il mito del gangster non coincide con la realtà della detenzione.” – afferma Stefano Aschieri (Stelo), produttore esecutivo di “30 OP”. “I brani raccontano il peso delle decisioni, la solitudine e le difficoltà che possono accompagnare una persona anche dopo la fine della pena, ma soprattutto parlano della possibilità di acquisire consapevolezza, sviluppare nuovi strumenti e immaginare una direzione diversa. ‘30 OP’ è il risultato di un percorso nel quale i partecipanti hanno avuto la possibilità di acquisire competenze, confrontarsi con gli altri e assumersi la responsabilità di un’opera collettiva. Il progetto mette in relazione detenuti, operatori, professionisti della musica e della comunicazione, fotografi, videomaker, designer e realtà del settore discografico.”

La produzione musicale è a cura di Stefano Aschieri “Stelo”, Patrick Yassin cura comunicazione e strategia digitale. Il team comprende inoltre Roberto Graziano Moro alla fotografia e art direction, Federico Ceravolo come regista, Andrea Rocca per il documentario, Davide Storelli per il graphic design e Federica Parodi per il coordinamento educativo e il rapporto con l’istituto penitenziario.

Il progetto è realizzato con il coinvolgimento di Wormhole Records, label del progetto, Cooperativa Articolo 3, Attitude Recordz, Altafonte Italia, Me Next Agency, Words For You, Mascara, Mic Tyson, Propaganda, Music Lab, Ferrujo, Lobstar – Eclettica, con il coinvolgimento del Ministero della Giustizia e della Casa di Reclusione di Milano Bollate.

Sono felice che eventi di questo tipo dimostrino ancora una volta quanto il lavoro costante con il territorio e con la comunità esterna possa dare senso e utilità alla pena, soprattutto per i ragazzi più giovani – commenta Giorgio Leggieri, Direttore del Carcere di Bollate – progetti musicali come questo, vicini alle loro passioni, ci permettono di stimolare e far crescere le loro competenze, e rappresentano un ulteriore passo nel percorso di sviluppo delle attività professionalizzanti dell’Istituto”.

ASCOLTA IL DISCO 

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@bollate_project

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