Vol. 38-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.
LA PLAYLIST
LE PAGELLE BRANO PER BRANO
Mina – Voto 9,00 – Mina rilegge Pino Daniele con una classe vocale intatta. Vento di passione conserva la malinconia dell’originale e la trasfigura in una lettura più intima, elegante e misurata con arrangiamenti jazzy. Infinita come sempre!
Anderson .Paak – Cordae – Voto 8,00 – Anderson .Paak e Cordae prendono Lovely Day di Bill Withers e lo trasformano in un playground soul-rap irresistibile. Paak ondeggia sul groove, Cordae incastra rime con naturalezza: niente virtuosismi gratuiti, solo chimica e senso del ritmo. Qui vincono davvero facile. Solare.
Perturbazione – Voto 8,00 – I Perturbazione riscrivono Only You degli Yazoo senza imbalsamarla nella nostalgia. Quel che non ho più conserva la malinconia dell’originale, ma la porta in una dimensione più domestica e fragile, dove l’italiano aggiunge peso alle immagini. Una cover che ha ragione di esistere. Commovente!
David Byrne – Voto 7,50 – Byrne veste il pop orchestrale di leggerezza, tra ironia e una curiosa introspezione. My Madness ha persino qualcosa di Jovanotti o forse è il contrario? Una deviazione piacevole. Sornione.
Editors – Voto 7,50 – Seriously riporta gli Editors verso le chitarre brillanti della new wave, ma senza nostalgia di maniera. Il brano trasforma l’oscurità in energia, affidando alla melodia un’idea di speranza che resta concreta, mai consolatoria. Solido e diretto. Luminoso.
Echo & The Bunnymen – Voto 7,50 – I’ll Be Your Sunshine mette in primo piano la voce di Ian McCulloch, ancora capace di dare peso a una malinconia senza tempo. L’arrangiamento resta raccolto, lasciando emergere la fragilità della canzone senza indulgere nel pathos. Un momento sospeso, più emotivo che nostalgico.
Arlo Parks – Voto 7,50 – Oscar Farrell innesta 2SIDED su un 2-step nitido, alleggerendo la malinconia di Arlo Parks con ritmiche oblique e voce accelerata. Il remix funziona proprio perché non forza la materia originale: la sposta, lasciandone affiorare una nuova irrequietezza. Elettrico.
Troye Sivan – Voto 7,50 – Troye prende “Music” di Madonna e ne ricava un frammento electro-dance lucido, fisico, perfettamente calibrato per il presente. Il campionamento è sfacciato ma non gratuito: la traccia trasforma l’originale in materia pulsante, senza perdere il proprio carattere.
Cesare Cremonini – Voto 7,25 – Cesare si immerge in un rock asciutto, nervoso, costruito su riff sinuosi, il sax sempre presente e un groove che guarda all’alternative britannico senza nasconderne le ascendenze. La voce regge bene l’urto, mentre la scrittura resta volutamente immediata. Un cambio di pelle riuscito, senza rivoluzioni. Ruvido.
22simba – Sayf – Voto 7,00 – 22simba e Sayf trovano un equilibrio convincente tra confessione e scrittura rap, con il dubbio come materia più che come espediente narrativo. Il brano evita il sentimentalismo e lascia emergere una vulnerabilità trattenuta, ben sostenuta dall’incastro delle due voci.
Ribaltavapori – Acqua Distillata – Voto 7,00 – L’incontro tra Ribaltavapori e Acqua Distillata trova una misura elegante, intima, lontana da qualsiasi posa autoriale. Le due sensibilità si incastrano con discrezione, lasciando alla canzone il compito di suggerire più che dichiarare. Un piccolo esercizio di sottrazione che funziona. Delicato.
Giorgio Poi – Voto 7,00 – Senza Colori conserva qualcosa della sua origine teatrale: una scrittura sospesa, quasi narrativa, dove Giorgio Poi lascia affiorare la distanza tra due mondi senza illustrarla. La melodia procede lieve, ma sotto la superficie resta una sottile inquietudine. Un brano appartato, fuori moda nel senso migliore.
Travis Scott – Grand Thief Auto VI – Voto 7,00 – Travis Scott mette la consueta fisicità in un beat prodotto da Guy-Manuel de Homem-Christo, che introduce nella traccia una precisione elettronica meno prevedibile. Il risultato ha il peso giusto per una colonna sonora di GTA, senza però spingersi oltre la formula. Muscolare, compatto, funzionale. Impatto.
Miley Cyrus – Voto 7,00 – Una ballad che riporta Miley Cyrus a una dimensione più intima, ma con un graffio persistente affidandosi a un’eleganza vocale misurata e a un arrangiamento che non cerca scorciatoie emotive con una scrittura sentimentale ma mai stucchevole.
Carly Rae Jepsen – Voto 7,00 – Un synth-pop notturno a sue facce, brillante ma mai davvero sfarzoso. Carly Rae Jepsen conosce bene il confine tra nostalgia e artificio, qui attraversato con leggerezza e mestiere. Barocca.
Chaka Khan – Sia – Voto 7,00 – L’incontro tra Chaka e Sia vive soprattutto sul contrasto tra due timbri immediatamente riconoscibili. La prima porta il peso del soul, la seconda una tensione più teatrale, senza che il duetto scada nel semplice esercizio di prestigio vocale. Una collaborazione solida, più efficace che sorprendente.
Annalisa – Madame – Voto 7,00 – Amica trova in Madame un’interlocutrice naturale: la scrittura si fa più aspra, meno levigata, mentre il dialogo tra le due voci evita di trasformarsi in semplice esercizio di stile. Una rilettura che aggiunge nervo all’originale senza snaturarne la fragilità. Complice.
Malika Ayane – Voto 7,00 – Malika trova nel groove funk il proprio centro di gravità, sostenendo con leggerezza una scrittura che riflette sugli errori senza trasformarli in confessione. Il canto come al solito è con misura, lasciando che sia il ritmo a scompaginare la malinconia. Sempre elegante senza compiacersi.
Paola Turci – Voto 7,00 – Paola torna a una dimensione rock asciutta e diretta, dove il suono sostiene senza sovrastare la voce. Una scelta coerente con il suo percorso, efficace nell’impatto ma senza particolari deviazioni dalla grammatica già conosciuta. Convincente.
Angelica – Voto 7,00 – Una quotidianità apparentemente minuta e la veste di pop obliquo, tra pianoforte cadenzato e suggestioni seventies. Angelica evita il compiacimento autobiografico: dietro il sorriso affiora un’inquietudine autentica, ben calibrata nella scrittura, ottimo il flow sonoro.
Petra – Voto 6,75 – Pop leggero senza essere evanescente, Petra trova un equilibrio raro tra ironia, delicatezza e luminosità. La scrittura scorre con naturalezza, mentre la produzione evita soluzioni telefonate. Un brano che arriva senza proclami e finisce per farsi ricordare.
Gioia Lucia – Voto 6,75 – Un amore clandestino e lo tratta con ironia, senza appesantirlo di melodramma. Il groove disco-funk sostiene una scrittura popolare nel senso migliore, anche se qualche soluzione melodica resta prevedibile. Funziona soprattutto quando lascia parlare il ritmo. Frizzante.
Willie Peyote – Voto 6,75 – La malinconia di fine estate raccontata con il consueto equilibrio tra ironia e disincanto. Il tono è più disteso che polemico, quasi una tregua. La scrittura resta lucida, anche quando abbassa la guardia. Disincantato.
beabadoobee – Voto 6,75 – Write Me A Letter parte in punta di piedi, con chitarre acustiche e malinconia autunnale, poi si sporca progressivamente fino all’esplosione finale. beabadoobee conosce bene la formula indie, il passaggio funziona.
Maluma – Shakira – Voto 6,75 – Agua riunisce Maluma e Shakira su un merengue tropicale che privilegia il ritmo. L’intesa vocale resta intatta, ma il brano procede su binari fin troppo familiari per lasciare un segno oltre la sua efficace immediatezza.
Eugenio in Via Di Gioia con il Piccolo Coro dell’Antoniano- Voto 6,50 – Filastrocca pop, affidando al Piccolo Coro dell’Antoniano un contrappunto straniante. L’idea è felice, la scrittura però indulge talvolta nella morale, smussando l’ironia. Il gioco funziona, il groove pure.
Benji & Fede – Voto 6,50 – Non So Se Mi Va fa dell’indecisione un piccolo manifesto esistenziale, con Benji & Fede che la traducono in un pop leggero e immediato. Il tema è riconoscibile, la scrittura procede però su coordinate piuttosto convenzionali. Gradevole.
Lil Jolie – Voto 6,50 – Lil Jolie racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta con una scrittura sospesa tra nostalgia e disincanto. Le immagini sono semplici, forse fin troppo, ma restituiscono con misura il peso dei ricordi e delle aspettative mancate. Una ballad generazionale
Yuman – Voto 6,50 – Un pop-soul in inglese che cerca nell’introspezione la propria materia. La voce resta il punto focale, mentre la scrittura procede su coordinate già note, senza trovare ancora una forma davvero personale.
Tove Lo – Voto 6,50 – Tove Lo più riflessiva, alle prese con il disordine emotivo senza rinunciare alla sua abituale franchezza. La scrittura cerca una sintesi tra confessione e forma pop, ma tende talvolta a spiegarsi più del necessario.
Rosé – Voto 6,25 – Pop levigatissimo. ROSÉ interpreta una produzione volutamente plastica, dove ogni superficie è lucida e ogni spigolo smussato. Funziona nell’immediatezza, ma lascia poco spazio all’imprevisto o alla sorpresa.
Angie – Voto 6,25 – Notte Malinconia mette la tristezza dentro un luna park di synth anni Ottanta, con una metafora efficace ma già piuttosto frequentata. Angie ha una buona sensibilità melodica, mentre la scrittura tende a esplicitare troppo ciò che la musica potrebbe suggerire da sola.
Ultimo – Voto 6,25 – TUTTO mette a fuoco il paradosso tra successo e desiderio di normalità, affidandosi alla consueta scrittura confessionale di Ultimo. Il tema è sincero, ma la forma tende a ribadire sentimenti già esplorati, senza aprire una prospettiva davvero nuova. Intenso, ma troppo prevedibile.
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Polemica – Voto 6,00 – L’urgenza di POLEMICA in un impasto urbano ruvido. Attitudine e intenzioni ci sono, mentre il brano fatica a trovare una fisionomia davvero incisiva. Più manifesto che canzone.
Robbie Williams – Miss Monique – Voto 3,00 – Robbie Williams incontra la progressive house di Miss Monique in un brano che promette una svolta elettronica ma resta prigioniero di una produzione piuttosto anonima. La voce cerca di dare personalità a una struttura prevedibile, senza riuscire a imprimere davvero il proprio segno. Inutile.