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Recensione: KASABIAN – “Act III ”

I Kasabian pubblicano «Act III», nono album in studio. Dieci brani e tre interludi tra rock-rap, elettronica e psichedelia, con la produzione di Serge Pizzorno e Mark Ralph.
KASABIAN_ACTIII_artwork-album-2026.

Il mio rapporto con i Kasabian è sempre stato altalenante. Un innamoramento intenso all’inizio, un raffreddamento lento negli anni, fino all’indifferenza totale che mi aveva lasciato addosso «Happenings», due anni fa.

Eppure «Act III», nono album della carriera, mi ha incurioso già dall’intro orchestrale di “Quiet on Set Please”, quarantacinque secondi che introducono. 

Il disco è stato registrato al The Sergery e al Club Ralph, prodotto da Serge Pizzorno insieme a Mark Ralph, e porta ancora una volta la voce velata e riconoscibilissima del frontman come marchio di fabbrica. La narrazione ufficiale lo vuole terzo atto di una trilogia iniziata con «The Alchemist’s Euphoria» nel 2022 e proseguita con «Happenings» nel 2024, il percorso in cui Pizzorno trasforma la sindrome dell’impostore in energia da palco e in scrittura diretta.

È il punto più alto non solo dei sei anni in cui Serge guida la band da solo: guarda avanti senza rinnegare la violenza sonora degli esordi.

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Si parte con Soulmate, ibrido tra rock e rap in cui la voce di Pizzorno resta sempre al centro della scena. Poi Hippie Sunshine, solare e psichedelica, e Superpowers, con quelle venature R&B che strizzano l’occhio ai Gorillaz: doppietta già pubblicata e già consumata nei mesi scorsi. Cosi come Great Pretender, inno euforico che funziona ancora, e Nothing Better Than This, il singolo più recente, scritto apposta per far ballare chi lo ascolta dal vivo.

Ma ci sono sorprese vere anche dopo. Silver Apple Eyes mi riporta dritto agli Empire of the Sun di We Are the People. The Guru and the Crypto Time Machine ha un retrogusto cinematografico che il titolo, per una volta, non tradisce. Glide parte in acustico ma poi costruisce un’elettronica che gira attorno a una batteria drum and bass e a un piano quasi house, la scelta di produzione più interessante del disco. Hyper//Rising torna al rock ruvido dei Kasabian più giovani, ma resta innocuo, un esercizio di stile senza morso. La chiusura di SAY YOU (CLOSER) è quasi una corale beatlesiana, chiude il cerchio con un tono che il resto del disco non aveva ancora mostrato.

Dieci brani per poco più di mezz’ora, tre interludi, un pop di chitarre psichedeliche ed elettronica che segna una maturità nuova. «Act III» va ascoltato dall’inizio alla fine, interludi compresi: è la scelta dichiarata di chi lo ha scritto, e per una volta la sequenza regge quello che promette.

Alla fine il mio rapporto con i Kasabian resta quello che è sempre stato, un’oscillazione continua. «Act III» è un disco che nel mio archivio sonoro fatico ancora a incasellare. Ma è impossibile ignorarlo.

DA ASCOLTARE SUBITO

Soulmate – SUPERPOWERS – Glide

DA SKIPPARE SUBITO 

Mezzora passano veloci. 

SCORE : Voto 7,00

TRACKLIST

  1. quiet on set please 1m9
  2. SOULMATE
  3. Hippie Sunshine
  4. SUPERPOWERS
  5. GREAT PRETENDER
  6. NOTHING BETTER THAN THIS
  7. mind palace 2m7
  8. SILVER APPLE EYES
  9. THE GURU AND THE CRYPTO TIME MACHINE
  10. npc 3m12
  11. GLIDE
  12. HYPER//RISING
  13. SAY YOU (CLOSER)

DISCOGRAFIA 

2004 – Kasabian
2006 – Empire
2009 – West Ryder Pauper Lunatic Asylum
2011 – Velociraptor!
2014 – 48:13
2017 – For Crying Out Loud
2022 – The Alchemist’s Euphoria
2024 – Happenings
2026 – Act III

I VIDEO 

WEB & SOCIAL 

https://www.facebook.com/kasabian
https://www.instagram.com/kasabianofficial/

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