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CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (15 maggio) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-20-2026

Vol. 20-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì.

Come sempre, musica per tutti i gusti, ma con esiti molto diversi: dal ritorno di Drake fino alle uscite italiane dei Pinguini Tattici Nucleari e Elisa.
Buon ascolto

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

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Max Gazzè – Voto 7,50 – Max conferma la sua attitudine a trasformare il racconto in dispositivo musicale, dove ironia e raffinatezza convivono con naturalezza. La scrittura insiste sull’instabilità e sulla transitorietà, trattando l’identità come equilibrio precario e il tempo come materia che scivola via. Narrativo.

Andrea Chimenti – Mauro Ermanno Giovanardi – Voto 7,50 – Andrea Chimenti e Mauro Ermanno Giovanardi rileggono “Yuri” come un corpo sonoro più rarefatto e jazzato, dove la malinconia originaria si espande in una sospensione quasi teatrale. Le due voci si sfiorano senza sovrastarsi, mantenendo intatta la fragilità del personaggio evocato. Elegante.

The Avalanches – Nikki Nair – Jessy Lanza – Voto 7,25 – I The Avalanches tornano a manipolare la memoria come materia plastica, costruendo Together su un mosaico di sample che oscillano tra nostalgia digitale e pulsazione dance. Nikki Nair, Jessy Lanza e Prentiss innestano una sensibilità elettronica che trasforma il ricordo in glitch emotivo più che in racconto lineare. Suggestivo.

Mace – Salmo – Colapesce – Voto 7,25 –  Mace orchestra con lucidità un incastro fluido tra tensione urban e sensibilità pop, evitando sia l’estetica da playlist sia il manierismo elettronico. Salmo e Colapesce si muovono dentro una struttura compatta e ben calibrata. Contemporaneo.

Calibro 35  – Voto 7,25 – I Calibro cesellano un noir metropolitano teso e stratificato, dove il groove boom bap dialoga con chitarre taglienti e un clavinet ossessivo. Magnetico.

Bloc Party – Voto 7,25 – Coming On Strong intreccia tensione emotiva e spinta ritmica in un equilibrio nervoso e controllato. L’energia propulsiva resta il motore. Solido. Dinamico.

Deep Purple  – Voto 7,00 – I Deep Purple proseguono nel loro moto perpetuo di hard rock classico, dove l’energia resta affidata a formule consolidate. Coerenza storica che diventa anche limite espressivo, senza vere deviazioni. Solido. Monolitico. 

Jorja Smith  – Voto 7,00 – Jorja riapre il proprio percorso con una scrittura che intreccia R&B e memoria urbana senza perdere controllo formale. Funziona la cornice, meno l’urgenza del centro. Fluida.

Tiziano Ferro – Lazza  – Voto 7,00 – Tiziano Ferro rimette mano a “Xdono” senza trasformarla in un’operazione nostalgica sterile. Accanto a lui, Lazza inserisce barre nuove che dialogano con il peso storico del brano senza incrinarne l’identità. Un ponte tra epoche costruito con intelligenza più che reverenza. Consapevole. 

Willie Peyote  – Voto 7,00 – Willie si muove in una quiete rivierasca che ammorbidisce la sua consueta attitudine corrosiva, lasciando spazio a una malinconia più distesa. La chitarra di Danny Bronzini aggiunge una luminosità trattenuta, quasi liquida, che sospende il brano. Disteso. 

Atarde – faccianuvola  – Voto 7,00 –  Le fragilità generazionali vengono filtrate da una scrittura intimista colta. L’incontro con faccianuvola si inserisce senza strappi in un flusso acquatico, sospeso e coerente. Elegante.

Ernia – Voto 7,00 – Ernia continua la sua saga con Lewandowski XI in un equilibrio ormai codificato tra racconto personale e scrittura rap di precisione. Dat Boi Dee costruisce un tappeto solido. Coerente. Consolidato.

Bresh – Voto 6,75 – Un midtempo levigato, dove l’indolenza emotiva diventa cifra stilistica. SHUNE costruisce un fondale elegante con un ritornello che è nel perfetto stile Bresh. Intimismo ben calibrato, meno il rischio. 

Éirin – Voto 6,75 – Éirin mette in scena la frattura identitaria con un pop acustico che evita il melodramma e punta su una vulnerabilità scarna. Il tema della derealizzazione emerge con lucidità. Atmosfera coerente con piano e l’assolo di sax finale che da eleganza all’impianto. 

Paola Turci – Voto 6,75 – Paola Turci torna con una confessione adulta che evita l’enfasi autobiografica e cerca una nudità emotiva più composta. La presenza di Veronica Lucchesi aggiunge tensione timbrica nella scrittura. 

Giorgia Faraone – Voto 6,75 – Giorgia lavora su un equilibrio raffinato tra R&B e sfumature jazz, costruendo un’estetica sensuale che privilegia il dettaglio più che l’impatto. L’eleganza dell’impianto convince, anche se la scrittura resta talvolta trattenuta. Sofisticata.

TÄRA – Voto 6,75 – TÄRA si muove dentro una scrittura simbolica che mette in tensione Occidente e Oriente, radici e trasformazione, corpo e pensiero. L’impianto metaforico regge più come dichiarazione di poetica che come necessità musicale compiuta.

Drake – Future – Molly Santana – Voto 6,75 – Drake resta immerso in un paesaggio sonoro cupo, trap e ipnotico, dove il beat procede per ossessione più che per esplosione. Future amplifica la gravità del brano, mentre Molly entra dritta con una sensualità rap che spezza la monocromia. Notturno.

Artie 5ive – Voto 6,50 – Artie è un goat nel fabbricare tracce ad alto voltaggio, dove flow e tensione ritmica si incastrano con precisione quasi meccanica. “SWAG MUSIC” funziona per impatto e presenza, anche se resta più manifesto stilistico che reale avanzamento. Figa la chiusura reggae…

Pinguini Tattici Nucleari – Voto 6,50 – I Pinguini provano a deviare dall’immaginario balneare con una favola gotica sull’incomunicabilità, tra urbex e malinconia pop. L’idea atmosferica incuriosisce più dello sviluppo, che resta ancorato alla loro comfort zone melodica. Insolito.

Gracie Abrams – Voto 6,50 – Gracie resta fedele al proprio minimalismo emotivo, costruendo un brano dove fragilità vocale e confessione lirica coincidono quasi perfettamente. L’intensità è controllata e il perimetro sonoro appare ormai fin troppo riconoscibile. Intimista.

Elisa – Voto 6,50 – Elisa resta impeccabile nell’architettura melodica e nell’interpretazione, ma l’insistenza verso l’inno emotivo da arena finisce per comprimere la spontaneità. Tra synth levigati e aperture alla Coldplay, il brano cerca l’elevazione senza trovare un vero scarto personale. Ridondante.

Shakira – Burna Boy – Voto 6,50 – Shakira e Burna scorrono su coordinate afro-pop estremamente familiari, tra richiami espliciti all’epica di “Waka Waka” e una produzione rifinita ma prevedibile. Tutto funziona con mestiere, poco resta davvero addosso. Levigata ma divertente! 

Rareș – Voto 6,50- Rareș firma un brano di liberazione sentimentale che si appoggia a un linguaggio diretto, quasi diaristico. “Gatti” gioca con immagini leggere e un immaginario brillante. Luminoso.

Golconda – Voto 6,50- Golconda costruisce una scrittura amorosa instabile, dove il linguaggio non fissa ma slitta continuamente di significato. L’immaginario urbano e sospeso sostiene l’atmosfera che resta volutamente rarefatta.

Boisié – Voto 6,50 – Boisié mescola drum’n’bass soffusa, dream-pop e pulsioni R&B in un impianto emotivo elegante ma poco sorprendente. Produzione curata, identità ancora sfocata.

The Strokes – Voto 6,50 – The Strokes smarriscono parte della loro consueta elettricità in un brano che rincorre l’autocitazione senza trovarne davvero il mordente. Il vocoder appiattisce la tensione vocale invece di deformarla con stile. Resta il mestiere, manca il guizzo. Appannato.

M.E.R.L.O.T – Voto 6,50 – Il disagio prende la forma di una ballata notturna dal passo fragile. L’urgenza autobiografica si avverte, ma resta spesso intrappolata in immagini già sedimentate. Funziona la tensione emotiva, meno la profondità narrativa.

Layana – Voto 6,50 – Layana costruisce una ballata notturna che insiste sulla ripetizione emotiva di un amore consumato, tra resa e consapevolezza. La scrittura alterna fragilità e controllo.

Rosa Chemical – Voto 6,25 – Rosa prova a disinnescare il tema dell’assenza paterna con un contrasto volutamente disallineato tra contenuto e forma. La produzione luminosa attenua il peso emotivo, ma finisce anche per smussarne l’impatto narrativo. Apertura dichiarata, esito più controllato che rivelatore. 

Flaco G – 22simba -Voto 6,25 – Flaco G guarda al proprio passato cercando una maturazione più narrativa che estetica. Accanto a 22simba costruisce un racconto di ascesa e consolidamento. L’ambizione c’è, la scrittura convince.

Daria Huber  – Voto 6,25 – Daria costruisce un indie pop ad alta pressione, dove synth taglienti e ritmiche compatte sostengono una scrittura centrata sull’ansia della contemporaneità. L’energia è immediata, ma l’impatto emotivo si affida più al concept che alla reale profondità del gesto sonoro.

Lil Jolie – Voto 6,25 – Lil prova a coniugare memoria identitaria e urgenza generazionale dentro un indie-rock di superficie abrasiva ma non davvero conflittuale. Il riff graffiante promette mentre la scrittura è ancorata a una sincerità dichiarata.

Irama – Voto 6,25 – Irama torna sulle coordinate latin-pop che conosce bene, confezionando un brano costruito più sull’atmosfera che sulla scrittura.
Cabana scorre con mestiere tra groove caldi e seduzione da cartolina, ma lascia la sensazione di un déjà-vu ben prodotto. Balneare.

Nahaze – Voto 6,25 – Nahaze incornicia le dinamiche relazionali contemporanee in un urban pop dal taglio diretto, dove l’assertività lirica prevale sulla reale complessità narrativa. 

Cate Lumina – Praci  – Voto 6,25 – Cate costruisce un’identità bilingue che alterna Italia e Spagna come poli emotivi più che geografici. La scrittura scorre fluida, ma tende a incastrarsi in stilemi tipici del latin-pop.

Lysa – Voto 6,00 – Pop levigato di matrice Y2K, dove il groove internazionale maschera una scrittura emotiva piuttosto basica. “crush crush crush” promette tensione ma la risolve in modo prevedibile. Alla fine è divertente! 

Alex Wyse  – Voto 6,00 – Alex resta ancorato a un pop sentimentale di superficie, dove la scrittura amorosa procede per inerzia più che per necessità espressiva. L’impianto è riconoscibile.

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