Sayf con “Santissimo” tira fuori un debutto che non sembra un debutto. Non c’è la smania centrifuga di chi vuole dimostrare tutto nello stesso momento.
Sembra il disco di uno che il suo mondo l’ha già trovato e adesso lo sta solo mettendo a fuoco meglio.
Diciotto tracce dove le parole vengono prima del beat. Il flusso sonoro accompagna, gira attorno, lascia spazio. Adam non usa il rap come recinto. Lo usa come asse portante.
La tromba che apre e richiude non è un vezzo messo lì per fare atmosfera. È il suono del disco. Swing, pop, rap, mare, porto, notti storte. Torna tutto lì.
Anche gli ospiti funzionano perché non interrompono mai il paesaggio del disco per prendersi la scena. Entrano e si adattano alla temperatura emotiva dei pezzi.
Geolier entra nei ricordi con un pezzo che riesce a essere personale anche se quella storia non la conosci. Salsa Maghreb sfiora certe intuizioni melodiche di Ghali, soprattutto nel modo di piegare le metriche verso il pop nordafricano. Perché piango è forse il pezzo più forte della prima metà: scioperi, il G8 di Genova, guerra, degrado. Tanta roba dentro, senza trasformarsi nel classico pippone impegnato. Kid Yugi entra duro e fa esattamente quello che deve fare.
Bratz con Nerissima Serpe spacca: parte come un banger con richiami ritmici a Hips Don’t Lie di Shakira, poi devia in uno special reggae che ribalta completamente il pezzo.
Il punto vero del disco è comunque la title track. Il mare sotto, quell’atmosfera sospesa, quasi sognata, e poi l’assolo finale che guarda ai Pink Floyd senza fare il compitino vintage.
Dopo arriva Bresh con Parlar d’amore e il quadro si chiude ancora meglio: chitarra acustica, Genova addosso, cantautorato senza pose. Princesa cambia aria, porta dentro sonorità latine e odore di salsedine. Con F.i.$ e Tedua si torna super street, secca, dritta, ruvida, stessa linea della successiva Raffaello.
In Non c’è si abbassano i toni e aprono la parte più intima e introspettiva (il tempo è andato / il tempo non ritorna / insieme al ragazzo che sogna/ il tempo che corre si mangia gli anni )
Cosa vuoi da me sembra accompagnare ai pezzi già conosciuti: Buona Domenica, Una Can e Tu mi piaci tanto che dentro il disco funzionano molto meglio di quanto sembrava fuori.
Money con Artie 5ive e Guè chiude la parte più muscolare del disco con eleganza quasi strafottente, poi torna ancora quella tromba di Randa Baraond. Swing, jazz storto, fumo, banchine vuote. E il disco finisce esattamente dove aveva iniziato: dentro una città che non viene mai nominata troppo ma che resta ovunque.
Sayf sapeva già chi era. Questo disco è solo la prima volta che lo scrive chiaro.
SCORE: 7,50
DA ASCOLTARE SUBITO
Ricordi – Perchè piango – Money
DA SKIPPARE SUBITO
Direi nulla ma l’ho ascoltato solo tre volte… poi il watermark è scaduto!
TRACKLIST
SEX ON LA SANTA
RICORDI (feat. Geolier)
SALSA MAGHREB
NO BOUTIQUE
PERCHÈ PIANGO (feat. Kid Yugi)
BRATZ (feat. Nerissima Serpe)
SANTISSIMO
PARLAR D’AMORE (feat. Bresh)
PRINCESA
F.I.$. (feat. Tedua)
RAFFAELLO
NON C’È
COSA VUOI DA ME
BUONA DOMENICA
TU MI PIACI TANTO
MONEY (feat. Artie 5ive, Guè)
UNA CAN
RANDA BARAOND
DISCOGRAFIA
2026- Santissimo