Il 24 aprile 2026, al Fabrique, i THE VACCINES hanno trasformato un anniversario in una celebrazione collettiva capace di unire passato e presente.
Esattamente quindici anni dopo l’uscita di What Did You Expect from the Vaccines?, quel marzo 2011 che segnò uno degli esordi più fulminanti degli ultimi decenni, il quartetto londinese è tornato a suonarlo dal vivo per intero, sfidando le convenzioni che raramente celebrano un “quindicesimo compleanno”.

Nonostante Justin Young abbia spesso liquidato (con modestia) quel debutto come “poco riuscito”, il pubblico milanese ha dato una risposta netta: quel disco è ancora oggi un pilastro generazionale. E dal vivo questa solidità si è sentita tutta esaltando il pubblico durante i brani più noti.
La struttura del concerto è stata pensata come un racconto in due atti. Nella prima parte, l’esecuzione integrale delle dodici tracce dell’album d’esordio ha riportato sul palco tutta l’urgenza e l’immediatezza di quegli anni. Nella seconda, undici brani pescati tra i lavori successivi – cinque album in studio, numerosi EP e singoli – hanno dimostrato che la band è andata ben oltre l’etichetta di meteora indie.
Bastava una schitarrata iniziale, poche note di basso a introdurre una canzone e il Fabrique si è trasformava in una polveriera scatenando pogo, cori e un’energia condivisa che non si esaurisce mai.
Le canzoni arrivano come raffiche: sassate veloci, dirette, potenti, ma sempre attraversate da uno spirito festoso che le rende irresistibili da cantare e ballare insieme. Più che un semplice concerto, è una festa collettiva, un rito generazionale.
Il suono dei The Vaccines si conferma un ibrido efficace che ripercorre e ricostruisce il tempo : echi anni ’60 e rock’n’roll classico – con vibrazioni alla Chubby Checker di “Let’s Twist Again” in “Always I Knew” – convivono con la foga punk di brani come “Teenage Icon”, con brani che spesso sono chiusi da assoli incendiari.
A dominare è però un muro di chitarre distorte, a tratti tre contemporaneamente, che definisce l’impatto sonoro della band. Festosamente energici, i Vaccines restano profondamente pop, grazie a ritornelli “assassini” che si imprimono immediatamente.
Non mancano momenti più intensi in cui ci si ferma ad ascoltare con attenzione.. “Family Friend” che cresce fino a un finale furioso, mentre “Somebody Else’s Child” (la traccia nascosta de disco d’esordio) è in versione piano e voce e “No Hope” in chiave acustica – quasi beatlesiana – , si conferma come un autentico manifesto generazionale, Versioni che offrono pause intime ed emotive.
La seconda parte del set rafforza ulteriormente il messaggio: i The Vaccines non sono stati un fuoco di paglia. La sequenza di hit dimostra una carriera solida, coerente e capace di evolversi senza perdere identità, anche se con una sua nuova personalità.
Dopo circa un’ora di set principale, la band lascia il palco, ma il pubblico come consuetudine – ormai consunta – li richiama a gran voce: i bis portano la durata complessiva a novanta minuti di pura adrenalina.
A colpire è anche la composizione della platea: accanto agli inevitabili over 30/35, i fan della prima ora, cresciuti con l’indie dei primi anni ‘10, si nota una presenza consistente di under 30.
Un segnale chiaro di come l’urgenza comunicativa della band abbia superato i confini temporali, parlando anche a chi quel 2011 lo ha vissuto solo di riflesso.
Alla fine ci si ritrova con una serata intensa, elettrica e tutt’altro che nostalgica. Più che una celebrazione del passato, quella del Fabrique è stata la conferma di una band ancora viva, rilevante e perfettamente capace di incendiare il palco dove ancora adesso dimostra la sua forza. Perché il rock, quando è onesto, non invecchia mai.
Recensione di Luca Trambusti per musicadalpalco.com (Clicca per leggere l’intero articolo)
LA SCALETTA
SET 1
What Did You Expect from the Vaccines?
Blow It Up
Wreckin’ Bar (Ra Ra Ra)
Post Break-Up Sex
Wetsuit
A Lack of Understanding
Nørgaard
Under Your Thumb
Wolf Pack
All in White
If You Wanna
Family Friend
Somebody Else’s Child
Set 2:
Your Love Is My Favourite Band
Headphones Baby
Handsome
Heartbreak Kid
Lunar Eclipse
I Can’t Quit
Teenage Icon
I Always Knew
Encore:
No Hope (Acoustic)
Ten Years Too Far
All My Friends Are Falling in Love