Dimenticate il verde acido e l’edonismo cinetico di “Brat”. Con “Wuthering Heights” Charli XCX si sfila l’armatura da club kid globale e si immerge in un gotico da camera che ha più a che fare con la brughiera che con Ibiza. Non è un semplice cambio d’abito, è un cambio di temperatura.
L’operazione nasce come colonna sonora per l’adattamento cinematografico firmato da Emerald Fennell del romanzo di Emily Brontë. Le soundtrack, di norma, sono territori ancillari, zone franche nel catalogo di un artista. Qui invece l’interstizio diventa laboratorio. Charli usa il vincolo narrativo come detonatore.
L’apertura, House, è un manifesto d’intenti. Un brano che aggredisce. Le stratificazioni rumoriste rimandano ai Nine Inch Nails e dintorni ma l’ombra lunga è quella di John Cale, presenza spettrale che non si limita solo a prestare voce. Gli archi ronzano, si torcono, infestano. È pop che si traveste da installazione sonora.
Wall of Sound e Eyes of the World, con Sky Ferreira, proseguono su un crinale instabile. Il barocco si incrina, l’industrial si fa lattiginoso. Charli gioca con l’atonalità senza abbracciarla fino in fondo. In Dying for You tenta la saldatura fra breakdown rave e architetture dissonanti, evocando il gelo orchestrale retrò e una forma di europop in stato di decomposizione. L’ambizione è alta.
Il problema, se così si può chiamare, è una certa prudenza strategica. L’oscurità è evocata, raramente lasciata libera di divorare la forma canzone. Si percepisce il controllo. Per un progetto che dovrebbe incarnare l’ossessione assoluta di Cathy e Heathcliff, la follia resta talvolta in costume.
Il vertice arriva con la chiusa Funny Mouth. Qui la scrittura si assottiglia, il battito si fa irregolare, quasi organico. L’eco di Homogenic di Bjork si concretizza. Charli smette di interpretare e comincia a esporsi. La voce non domina, si incrina. È l’unico momento in cui la tragedia romantica smette di sembrare set cinematografico e diventa carne sonora.
“Wuthering Heights” è un buonissimo oggetto di transizione, colto e talvolta eccessivamente consapevole della propria intelligenza. Serve a chiudere definitivamente l’era “Brat” e ad aprire una fase più rischiosa ma sicuramente più complessa o forse sarà solo un capitolo da colonna sonora nella sua discografia.
SCORE: 7,50
DA ASCOLTARE SUBITO
House – Altars – Funny Mouth
DA SKIPPARE SUBITO
Nulla. Il disco è coeso e funziona dall’inizio alla fine.
TRACKLIST
House
Wall of Sound
Dying for You
Always Everywhere
Chains of Love
Out of Myself
Open Up
Seeing Things
Altars
Eyes of the World
My Reminder
Funny Mouth
DISCOGRAFIA
2013 – True Romance
2014 – Sucker
2019 – Charli
2020 – How I’m Feeling Now
2022 – Crash
2024 – Brat
2026 – Wuthering Heights (Colonna sonora)