Dark Mode Light Mode

Recensione: PYREX – “King Of Dark”

Dylan torna ad essere Pyrex spegne la luce e si chiude dentro un caveau di ossidiana con “KING OF DARK”, un’auto-investitura che non accetta repliche e che trasuda quel nichilismo estetico tipico di chi ha inventato il gioco e ora ne osserva le macerie con un distacco quasi aristocratico.

Nonostante il cronometro della scena urban corra a velocità folle, l’ex Dark Polo rimane fieramente, quasi ostinatamente, ancorato agli stilemi della trap più cruda, rifiutando la deriva pop-centrica per rintanarsi in una narrazione che non cerca l’evoluzione semantica ma la santificazione del canone.

È un disco di resistenza stilistica (Ho iniziato io ‘sta trap, ce l’ho nel DNA) dove la parata di pesi massimi nei feat serve a pompare l’hype e a celebrare una liturgia del rispetto. I colleghi accorrono (Tedua, Sfera Ebbasta, Shiva, Tony Effe, Capo Plaza, Side Baby, Wayne, Rrari Dal Tacco, Flaco G), a baciare l’anello di un monarca che, pur senza cercare il consenso facile, ricostruisce il DNA della Dark Polo Gang  frammentandolo in episodi di puro feticismo urban, prima con la spavalderia muscolare di BUSINESS BOY insieme a Tony Effe e poi ritrovando l’alchimia storica con Wayne in PELLE NERA.

Pyrex -Dylan si immerge in un’introspezione gelida, un bilancio esistenziale privo di filtri dove l’oscurità non sembrava inizialmente un passaggio transitorio ma una dimora definitiva, con testi carichi di quell’immaginario street che non vuole farsi poesia ma rimanere cronaca di un dominio notturno.

Advertisement

Questa ambizione marchia a fuoco il presente senza chiedere scusa a nessuno, finché il viaggio non approda alla traccia finale, Specchio riflesso, dove la corazza del sovrano finalmente si incrina rivelando l’uomo dietro la maschera.

Qui, in un colpo di scena narrativo che ribalta l’intera estetica del disco, emerge finalmente la redenzione: una visione del futuro in cui si scopre che il King of Dark non è un’entità intoccabile, ma un ragazzo comune alla ricerca di amore e di una via d’uscita dal buio che lo ha reso celebre.

È la chiusura del cerchio, il momento in cui la fragilità smette di essere un’ombra e diventa la luce necessaria per una nuova traiettoria (Ma chi è l’uomo, chi è il trapper? Chi è Dylan, chi è Pyrex?), trasformando un manifesto di potere in un’urgente confessione umana che promette di segnare indelebilmente la scena musicale italiana.

SCORE: 6,75

DA ASCOLTARE SUBITO

FINEST  – PROMESSE NON MANTENUTE – SPECCHIO RIFLESSO

DA SKIPPARE SUBITO 

Mezz’ora per dodici brani di oscura trap. 

TRACKLIST

FLASHFLASH
FINEST (feat.Tedua)
DARKMONEY (feat. SferaEbbasta)
COME UN LADRO (feat. Shiva)
BUSINESS BOY (feat. Tony Effe)
POOL TECHNO (feat. CapoPlaza)
K.O.D
PROMESSE NON MANTENUTE (feat. Side Baby)
PELLE NERA (featWayne)
VANIGLIA
CHE C’È?! (feat.RrariDal Tacco, Flaco G)
SPECCHIO RIFLESSO

DISCOGRAFIA 

2023 – Love Is War
2026 – King Of Dark

Previous Post

KNEECAP quattro concerti questa estate in Italia [Info e Biglietti]

Next Post

MADAME in concerto. Le date del Tour Estivo [Info e Biglietti]

Advertisement