A diciassette anni dalla sua ultima apparizione all’Ariston, Sal Da Vinci torna al Festival di Sanremo con Per sempre sì, brano che segna una nuova fase della sua carriera.
Il brano è prodotto da Merk & Kremont e Adriano Pennino e scritto da Sal Da Vinci, Francesco Da Vinci, Alessandro La Cava, Federica Abbate, Merk & Kremont ed Eugenio Maimone.
Durante la serata cover Sal Da Vinci si esibirà insieme a Michele Zarrillo reinterpretando “Cinque Giorni”. Un incontro tra due sensibilità artistiche affini che dialogano su un brano che ha segnato la storia della canzone d’autore italiana. Una canzone che, a distanza di oltre trent’anni dalla sua prima esecuzione a Sanremo, continua a parlare al presente, attraversando nuove generazioni e linguaggi.
Cantante, attore e interprete di oltre quarant’anni di musica italiana, Da Vinci racconta l’amore come promessa quotidiana, un filo invisibile che lega due persone nel tempo.
In questa intervista, tra riflessioni sul neomelodico, la passione per il teatro e la musica popolare, e la memoria delle sue prime esperienze sanremesi, l’artista apre il suo percorso artistico e umano con la sincerità che da sempre lo contraddistingue.
L’INTERVISTA
A Sanremo dopo 17 anni. Come vivi questo ritorno all’Ariston?
Ciao a tutti, è un vero piacere essere qui. Questo ritorno dopo 17 anni è per me una gioia enorme. La mia prima esperienza nel 2009 fu un po’ tumultuosa: venni eliminato, poi ripescato, e addirittura spinto sul podio da un voto popolare. Io non mi aspetto mai niente, do senza pretendere nulla, e accolgo con gratitudine ciò che succede, sia positivo sia negativo.
Parliamo del brano che porterai a Sanremo, “Per sempre sì”.
È un pezzo che segna una nuova fase della mia carriera. Racconta l’amore come scelta quotidiana, un filo invisibile che unisce due persone nel tempo. È la sintesi della mia esperienza di performer e della mia vita, e spero che arrivi al cuore di chi ascolta.
Durante la serata cover ti esibirai con Michele Zarrillo. Come nasce questo incontro?
Reinterpreteremo “Cinque Giorni”, una canzone che ha segnato la storia della canzone d’autore italiana. A distanza di oltre trent’anni continua a parlare al presente e a dialogare con le nuove generazioni. Sarà un momento di confronto tra due sensibilità affini, una celebrazione della musica italiana che resiste e evolve.
Ultima domanda: come definiresti oggi la tua musica e la tua identità artistica?
Fiero di essere un cantante popolare, fiero di essere un neomelodico. La mia musica è passione, mestiere, emozione. È il frutto di oltre quarant’anni di carriera e di collaborazioni che non smettono di arricchire la mia arte.
Parli spesso di amore e di impegno nei tuoi testi. Cosa significa per te “la promessa”?
La promessa è qualcosa di serio, un viaggio che ha un peso per ognuno di noi. Quando fai una promessa, non puoi fuggire davanti alle difficoltà: se arrivano le tempeste, ti compri gli ombrelli. La promessa significa costruire il futuro, mettere le fondamenta. L’umanità senza famiglia non potrebbe esistere, e le donne sono il cuore di questa continuità. Senza di loro, l’umanità non ci sarebbe.
La tua musica sembra sempre riflettere questo impegno personale e sociale. Come nasce il tuo percorso artistico?
Sono nato come attore, non come cantante. Ho iniziato cantando poco da bambino, poi un giorno James Senese mi scrisse una canzone, con il retro firmato da Peppe Lanzetta. Da lì è iniziato un viaggio incredibile: ho usato la mia voce per raccontare la vita, il sociale, le esperienze dei vent’anni, dei venticinque e dei trent’anni. Collaborazioni con musicisti come il batterista degli Showman hanno segnato una lunga fase della mia vita artistica.
Oggi il modo di fruire la musica è cambiato, soprattutto con i social e le piattaforme digitali.
Una volta si faceva la fila per comprare il disco; oggi la musica passa attraverso piattaforme digitali. Per fortuna il vinile sta tornando, un oggetto meraviglioso. Io continuo a fare musica per passione, senza preoccuparmi delle mode o di apparire in un certo modo sui giornali. Ho sempre sostenuto temi sociali con il musical e il teatro, ma la mia verità resta quella di chi fa arte con sincerità e onestà.
IL TOUR
Dopo l’esperienza sanremese, per Sal Da Vinci si apre un anno interamente dedicato al live e alla nuova musica, con un progetto di inediti di prossima uscita attualmente in lavorazione. A partire da ottobre porterà il suo iconico repertorio sui principali palcoscenici italiani con “Sal Da Vinci – Live Teatri 2026”.
Un ritorno all’essenza dell’esibizione dal vivo, pensato in una dimensione più intima e raccolta, che segue il grande successo di “Stasera che Sera! – Special Edition”, lo speciale concerto in Piazza del Plebiscito a Napoli dello scorso 6 settembre.
A inaugurare il tour nei teatri saranno due imperdibili date evento, organizzate da Vivo Concerti all’Arena Flegrea di Napoli il 25 e 26 settembre 2026: una grande festa con fan e amici per celebrare i 50 anni dal suo storico debutto sul palco
venerdì 25 settembre 2026 | Arena Flegrea – NUOVA DATA!
sabato 26 settembre 2026 | Arena Flegrea – NUOVA DATA!
Mercoledì 7 ottobre 2026 | San Marino @ Teatro Nuova Dogana – Data zero
Venerdì 9 ottobre 2026 | Roma @ Auditorium Conciliazione
Lunedì 12 ottobre 2026 | Brescia @ Teatro Clerici
Mercoledì 14 ottobre 2026 | Torino @ Teatro Colosseo
Venerdì 16 ottobre 2026 | Padova @ Gran Teatro Geox
Domenica 18 ottobre 2026 | Bologna @ Europauditorium
Martedì 20 ottobre 2026 | Milano @ Teatro Arcimboldi
Venerdì 23 ottobre 2026 | Bitritto (BA) @ Palatour
Martedì 3 novembre 2026 | Firenze @ Teatro Verdi
Giovedì 5 novembre 2026 | Catania @ Teatro Metropolitan
Sabato 7 novembre 2026 | Avellino @ Teatro Carlo Gesualdo