C’è un punto della notte in cui Milano smette di inseguire il futuro e torna a interrogare la propria memoria. L’11 febbraio mi sono trovato esattamente lì.
Entro in Triennale, vestita da Casa Italia, e parte l’inno di Mameli. Una nuova medaglia e la celebrazione del gesti sportivo. Poi, pochi passi più in là, il varco: Rapture.
Non è stata una semplice partecipazione mondana. Ho avuto la sensazione di attraversare una soglia temporale. Voce Triennale si è lasciata contaminare da un’energia diversa, più densa, più carnale.
L’idea di Pinky Rossi e Nicola Guiducci continua a convincermi: il clubbing, quando è pensato, diventa un atto culturale. Non consumo, ma rito.
Appena entro in sala sento l’eco del Plastic e del suo popolo. Non come nostalgia da cartolina, ma come grammatica condivisa. Io quella grammatica l’ho respirata. La riconosco nei dettagli, nelle pause, negli outfit, negli sguardi, nei silenzi prima dell’esplosione. Attorno a me una comunità ageless fieramente indifferenti alla propria carta d’identità. Ballano con coscienza, con memoria muscolare. Nessuna ansia da performance, nessuna posa generazionale, nessun reel per Ig o Tik Tok.
Solo presenza.
L’apertura di Scola con Pastorale mi ha dato la sensazione di un lavacro sonoro, un modo per ripulire l’orecchio dalle scorie del presente. Poi Guiducci. Quando prende la console non assiste, officia. Io lo guardo lavorare e penso che non stia semplicemente mixando tracce. Sta cucendo epoche. Sacerdote laico delle avanguardie milanesi, maneggia il suono come materia viva. Ogni passaggio è una scelta estetica, non un automatismo.
La sua musica è sofisticata, sperimentale, retrò e attuale, quasi severa nella precisione, eppure capace di accendere un calore collettivo che raramente incontro nei club contemporanei. Non c’è compiacimento, non c’è ricerca dell’effetto facile, del riempipista mainstream. C’è una costruzione lenta, stratificata. Io ballo e ascolto allo stesso tempo. La pista diventa un luogo di conversazione silenziosa.
Nel giardino affollato le proiezioni di Mark Kubriz scorrono come organismi in trasformazione, dialogano con l’architettura razionalista della Triennale. Pinky Rossi si conferma la custode di questa estetica, capace di traghettare quell’attitudine urbana e punk-chic dal privé del Plastic alla sacralità delle istituzioni culturali.
Rientro. Il ritmo cresce, ma non cede mai alla banalità del picco programmato. È una progressione mentale prima che fisica. Mi sento parte di una comunità che non celebra il passato, lo metabolizza. Rapture non è revival, è continuità critica.
A fine serata ho la percezione nitida di aver attraversato qualcosa di temporale. Ho riconosciuto una Milano capace di eleganza notturna e pensiero. Una città che non chiede il permesso all’anagrafe per accendere il desiderio. E io, in quella sala olimpica trasformata in tempio laico del suono, mi sono sentito esattamente dove dovevo essere.
IL CALENDARIO
Sabato 14 febbraio dalle ore 21.30 Lumina, la rassegna realizzata in collaborazione con Le Cannibale dedicata alle nuove frontiere della musica elettronica, ospita HAAi, una delle figure più visionarie del panorama contemporaneo, che dopo le collaborazioni con Fred Again, Romy e Jon Hopkins presenta a Voce per la prima volta dal vivo il nuovo album tra energia ipnotica, sperimentazione sonora e pulsazioni rave. Opening set a cura di Hiroko Hacci, selezionatrice raffinata e figura centrale della scena clubbing milanese. Ingresso 24 euro, biglietti in vendita a questo link.
Domenica 15 febbraio alle ore 11.00 il nuovo appuntamento con le Matinée, rassegna di concerti acustici ed elettro-acustici curata da Nicola Ratti: il musicista olandese Thomas Ankersmit presenta un live set analogico realizzato con il sintetizzatore Serge Modular, in cui improvvisazione elettroacustica e materiali di repertorio si intrecciano. In apertura, la audio performance Durante firmata Canedicoda, artista multidisciplinare milanese, basata sull’uso di armoniche a bocca e soffiatori a batteria: un’esperienza immersiva che mette al centro lo scambio e la condivisione attraverso suono e movimento. Ingresso 13 euro, biglietti in vendita a questo link.
INFO
Tutte le info aggiornate su Voce e sulla programmazione musicale di Triennale Milano sul sito triennale.org