Malika Ayane torna a Sanremo con Animali notturni, un brano che sorprende per leggerezza apparente e profondità carsica, lontano da qualsiasi nostalgia programmatica.
Dopo anni di scrittura, teatro e riposizionamento discografico, l’artista rientra all’Ariston con una consapevolezza nuova, scegliendo la sottrazione invece dell’enfasi, il lavoro di squadra invece dell’autorialità esibita.
“animali notturni” è stato scritto dalla stessa Malika insieme a Edwyn Roberts e Stefano Marletta, che hanno anche composto il brano insieme a Giordano Cremona, Federico Mercuri e Luca Faraone. La produzione invece è firmata da ITACA e FARAONE.
In questa conversazione parla di notte come spazio plurale, di stupore come motore creativo, di libertà dal bisogno di validazione e di un Festival da vivere più che da commentare.
Una Malika centrata, curiosa, finalmente a proprio agio nel non dover dimostrare nulla.

L’INTERVISTA
Dopo un lungo lavoro teatrale, perché tornare a Sanremo? E perché proprio ora, con “Animali notturni”?
Il teatro non è mai stato un’alternativa alla musica, semmai un’integrazione. Con Ferdinando Salzano (Friends & Partners; ndr) stavamo progettando nuovi percorsi musicali poco prima del Covid, poi sappiamo com’è andata.
Il teatro, in anni di grande incertezza, è stato un luogo di incubazione delle idee.
Sanremo è sempre rimasto nella lista dei desideri. È una manifestazione che mi ha dato moltissimo fin dall’inizio, un contesto in cui mi sento a casa: l’orchestra, l’ambiente di lavoro, l’energia giusta.
Ma è anche un luogo feroce, se non sei centrato. Stavamo aspettando il momento giusto, quello in cui fossi pronta davvero.
La canzone è arrivata così. Una bozza già avanzata, un mondo sonoro che mi ha risucchiata. Il testo di Edwyn Roberts e Stefano Marletta, con cui avevo già lavorato, aveva una forza evidente.
Sono entrata in un lavoro già avviato, con una squadra solida. In questo caso mi sento un ingranaggio di qualcosa di bellissimo, la frontwoman di un lavoro collettivo che funziona davvero.
Hai parlato di stupore. È una parola chiave di questo ritorno?
Assolutamente sì. Ogni ascolto mi entusiasma, cosa che mi succede raramente con le mie canzoni. Di solito sono molto feroce con me stessa, qui invece scopro ogni volta un dettaglio nuovo, una chitarra, un incastro.
Non vedo l’ora che la canzone sia di tutti. La musica funziona meglio quando si ascolta, non quando se ne parla troppo.
Sembra anche una canzone che chiude un cerchio, riportandoti a una leggerezza iniziale. Ti riconosci in questa lettura?
Sanremo è sempre stato un passaggio fondamentale per me. Mi aspetto soprattutto di divertirmi, che è una conquista, ma anche una memoria.
L’ultimo Sanremo è stato quello senza pubblico, e quindi dico sempre che ne ho fatti quattro e mezzo. Ora mi prendo quell’altro mezzo.
Quell’esperienza mi ha rimesso a fuoco il valore delle cose. Ogni passaggio va vissuto, non temuto.
L’attitudine è questa: leggerezza, presenza, godersi l’esperienza.
Chi è la Malika del nuovo corso? Cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime canzoni?
Negli ultimi tre anni ho scritto moltissimo, con amici, con persone incontrate lungo il percorso. Ho raccolto canzoni senza sapere ancora che disco verrà fuori. Probabilmente in autunno, dopo il tour.
Cinque anni per fare un disco sono tanti, quindi deve essere intenso. Voglio che sia contemporaneo ma pieno di tutto quello che è successo in questi anni. Il passato è fondamentale, ma non basta.Come mi hanno detto una volta, col passato ci fai il sugo.
“Animali notturni” è un brano che senti tuo. In quali passaggi ti riconosci di più?
Ho lavorato partendo dal testo esistente, invece di riscriverlo da zero. L’ho trattato come un abito da rifinire. Il filone che ho scelto è quello del riconoscersi, del trovarsi, con sé stessi o con qualcun altro.
L’idea dell’alba vissuta come qualcosa di sempre nuovo, ma con una presenza che resta, è molto mia. E poi c’è il piacere di non essere al centro, che è una sensazione straordinaria.
Quanto sei davvero un animale notturno?
Vivo la notte in modo inedito: concerti all’alba, aerei presi senza pietà. Durante la preparazione per la maratona di New York mi è capitato di finire di correre all’alba e poi entrare in un club. È stato quasi mistico.
Se devo scegliere un animale, direi la mia gatta Marmitta: elegante quando dorme, fastidiosa senza motivo quando decide. Mi rappresenta abbastanza.
C’è stata una riflessione sul pubblico più giovane, sui social, su TikTok?
Non c’è una strategia di conquista. I giovani sono più furbi di noi, non li inganni. Musicalmente non vedo un’anomalia: ho sempre alternato leggerezza apparente e profondità.
TikTok ce l’ho, ma non lo gestisco io. Se volete far andare male le cose, datemi in mano un social.
Nel brano qualcuno ha colto un’eco di Ornella Vanoni anni Settanta. È un riferimento consapevole?
In parte sì, ma involontario. Ornella è stata una guida, oltre che un’amica. Un’artista spesso sottovalutata.
Mi ha sempre colpito la sua capacità di adattarsi ai tempi senza snaturarsi, di fare squadra. Anche questo, per me, è leggerezza.
I FORMATI
Dal 27 febbraio sarà disponibile anche l’esclusiva versione 45 giri, che conterrà il brano sanremese (lato A) e l’inedita versione “(siamo tutti) animali notturni” (lato B) realizzata insieme ai Dov’è Liana, il talentuoso trio francese che mescola french touch, influenze italiane ed elettroniche.
IL TOUR
Malika Ayane inoltre tornerà live da novembre con un tour nei principali teatri italiani.
I biglietti per il tour nei teatri saranno disponibili dalle ore 18:00 di oggi, lunedì 9 febbraio
1 novembre – Fermo (Teatro dell’Aquila) DATA ZERO
3 novembre – Roma (Auditorium Conciliazione)
4 novembre – Firenze (Teatro Verdi)
10 novembre – Milano (Teatro Arcimboldi)
11 novembre – Torino (Teatro Colosseo)
16 novembre – Bitritto, Bari (Palatour)
17 novembre – Napoli (Teatro Augusteo)
19 novembre – Catania (Teatro Metropolitan)
20 novembre – Palermo (Teatro Golden)
24 novembre – Padova (Gran Teatro Geox)
25 novembre – Bologna (Teatro Duse)
27 novembre – Senigallia, Ancona (Teatro La Fenice)
28 novembre – Pescara (Teatro Massimo)