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SANREMO 2026 – ERMAL META: Stella Stellina e il potere della musica di andare ovunque

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Ermal Meta torna in gara al Festival di Sanremo con Stella Stellina e un album in uscita “Funzioni Vitali”.

Ermal Meta torna a Sanremo, a cinque anni da Un milione di cose da dirti. Cinque anni di tour, brani, pubblico, paternità. Cinque anni di vita.

Sono molto contento di partecipare quest’anno al Festival. La canzone che porto in gara contribuisce ad aumentare il peso emotivo che porto con me. Ci ho pensato e anche il fatto che sia il mio primo Sanremo da papà, forse cambia qualcosa. È come se ci fosse un grado di responsabilità in più, anche semplicemente per il modo di sostenere quella settimana e il palco.

Il tempo è un inganno cantava con La Fame di Camilla in Un uomo e il tempo è l’ossimoro ma anche il filo che scorre lungo tutto il disco “Funzioni Vitali” in uscita il 27 febbraio. Malinconia, nostalgia, adolescenza, vita. Uno sguardo sempre acceso, talvolta più disincantato, talvolta sognante, sicuramente un punto di vista più che valido per chi si nutre di musica. Torna con un brano che sicuramente non strizza l’occhio ma, che ascoltato, racconta la guerra senza mai cadere nel banale con richiami e immagini vive.

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Come nasce Stella Stellina?

Il brano parla di una bambina di Gaza. Una bambina senza nome, che appartiene ad un popolo senza voce. È strano perchè è un popolo sulla bocca di tutti, ma dimenticato ed è un ossimoro pazzesco. Anche il modo in cui ho scritto questa canzone  stato molto particolare perchè ero lì con la chitarra che suonavo a Fortuna, stavo cantando qualcosa che aveva a che fare con Stella Stellina, solo che qualche ora prima mi ero trovato a guardare delle immagini molto forti. Mi ricordo ancora lo sguardo di quella bambina di Gaza in quel video, mi ha trafitto in maniera rilevante. Sono sceso in studio e mi sono ritrovare a cantare quella melodia che avevo inventato per mia figlia Futura, a cantare quelle parole lì, ma con un’ intenzione diversa perchè davanti agli occhi avevo lo sguardo di quel video. Nel giro di un quarto d’ora ho scritto questa canzone. Sono rimasto in un ambito popolare perchè parla di un popolo. La tradizione melodica della canzone popolare porta dentro di sè questa circolarità. Tutte le canzoni popolari, si sono tramandate perchè  entrano nel DNA delle persone. Ho mantenuto quella filastrocca lì, quella melodia circolare. Mi sono messo nei panni di un adulto: come glielo spieghi ad un bambino quello che sta accadendo?. Mi è sembrata subito una canzone che avesse un peso specifico diverso dalle altre. Ascoltandola con Carlo (Conti) ci sembrava la più giusta.

Ascoltando il disco però non è sicuramente la più semplice.

Un mese prima, avevo scritto un pezzo che parlava di mia figlia. Però ho pensato, che questo è il tempo per parlare anche di figli degli altri, che poi sono figli di tutti noi. Allargare un po’ quello che sto raccontando. Funzioni Vitali è un disco che è attraversato dal tema del tempo. Il tempo come nostalgia, come fedeltà nei confronti di quello che sei stato, ma anche come inganno, perchè il tempo lo è. Rappresenta una versione di te diversa rispetto a quello che sei stato, il passato cambia a seconda di quello che decidi mettere in risalto, quindi non dargli troppo ascolto.  La title track, infatti, racconta proprio di questo, è un dialogo in cui parlo con una versione di me del passato. In chiusura infatti dico “Il passato arriva, bussa alla porta non aprire questa volta”, perchè sarai ancora una volta ingannato. Negli ultimi due anni ho reciso un po’ di lacci che mi legavano al passato. Alcune cose le ho lasciate andare, ho lasciato spazio per quello che dovrà arrivare.

C’è anche un altro brano che forse è legato alla guerra nell’album: Droni.

Droni è una sorta di canzone dal futuro. Ho cercato di immaginare, anche per scongiurare un futuro distopico di questo cielo oscurato dai droni. Nella canzone non ho affermato con certezza che quei droni porteranno bombe, ma “andiamo a vedere se è vero?”, una domanda. Questo è nelle nostre mani. Si dice che quando dipingi un futuro possibile, questo tende a non realizzarsi, quindi per scongiurarlo forse l’ho scritto. È una canzone che vuole essere un preludio all’album. Ci sono domande nel disco. Domande che rimangono aperte danno una gettata più lunga. in Droni come dicevo “andiamo a vedere se è vero se siamo al sicuro”, siamo al sicuro? Un senso di speranza, una luce.

Torni dopo cinque anni al festival. In questi cinque anni è successo di tutto e poco è stato raccontato. Quando è stato accennato è successo il finimondo, come ti stai preparando?

Io penso che un artista o meglio un cantautore ha un compito principale, ovvero raccontare quello che senta e non filtrarlo. Nel momento in cui lo filtra sta sbagliando qualcosa. Nel momento in cui tu ti esponi, ti esponi a tutto e devi essere in grado di difendere quello che fai e io quando vado su un palco importante sono pronto a tutto per difendere quello in cui credo, quello che vedo, anche perchè fino a prova contraria la Costituzione mi garantisce il diritto di parola e io questo diritto di parola lo voglio utilizzare. Preferisco dire quello che sento. Nel 2017 avevo portato una canzone che aveva un tema di un certo tipo mi sono preso del ruffiano, uguale nel 2018. Un po’ il detto “Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre”. Quando ero piccolino ed ero appena arrivato in Italia, non capivo il risultato di questa canzone, poi l’ho capito. Sicuramente arriverà addosso di tutto ma a me questo non interessa perchè la mia missione è un’altra.

Ti sei avvalso di Dardust per l’arrangiamento di Stella Stellina, perchè?

Quando ho scritto questa canzone, avevo fatto un vestito estremamente organico con fiati. Non volevo che apparisse come una storia del passato, ma qualcosa che sta accadendo oggi. Ho chiamato Dario, lui per me è un produttore straordinario, ha una mente diversa dagli altri. Ha fatto al brano un level up pazzesco, pur mantenendo le coordinate del pezzo, l’arrangiamento era profondamente diverso. Era esattamente quello che avevo sentito ma non ero in grado di mettere in suono, perchè guardavo il quadro da troppo vicino.

Eurovision sì o no?

Premesso che non mi avvicinerò alla vittoria, per cui il problema non si pone. Credo che ci sono tanti modi per protestare, per esprimere il proprio dissenso: c’è il boicottaggio, il voltare le spalle, il silenzio. C’è anche andare lì, cantare ancora da più vicino una canzone del genere e metterlo in faccia ancora di piùDico questo perchè quando è scoppiata la rivoluzione in Albania io ero lì e se tutta la gente non fosse andata in piazza, nulla sarebbe cambiato. Io so quello che ho visto, ero piccolo ma me lo ricordo. È lecito boicottare, ma è altrettanto lecito puntare i piedi e dire io ci sono e canto questa cosa qua e voglio farlo, finchè non rimanga soltanto qua ma possa arrivare anche là. Se avessi avuto una canzone diversa non so se avrei dato questa risposta, ma con questa canzone sarebbe come non fare l’ultimo passo, come non sostenere fino in fondo il messaggio e io non voglio fare questo errore, sarebbe un grande errore con questa canzone. Poi se dovessero chiedere di modificare il testo, quello non lo accetterò mai. È nel silenzio che prosperano certe cose.

A Maggio parte il tour?

A Maggio partirà il tour nei club. Io adoro i club, li amo. Mi ricordano i tempi de La Fame di Camilla, quando suonavamo in giro con questo van, che noi chiamavamo furgone. Quando entro in un club mi sento ancora di appartenere a quella band lì, è stata una scuola di vita pazzesca. Poi sicuramente ci saranno delle date durante l’estate e sicuramente qualcosa in autunno. A un certo punto dopo un anno che non scrivo niente, devo scrivere.

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@ermalmetamusic

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