Alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali, in programma domani a San Siro, Ghali rompe il silenzio e sceglie i social per rispondere alle polemiche che hanno accompagnato la sua presenza all’evento.
Un intervento netto, che assume presto i contorni di una denuncia pubblica: l’artista milanese parla apertamente di censura, raccontando una serie di retromarce e condizioni imposte dagli organizzatori.
Ghali, atteso sul palco insieme a Mariah Carey, Laura Pausini e Andrea Bocelli, rivela di essere stato inizialmente invitato a cantare l’inno d’Italia. Un invito poi ritirato senza spiegazioni definitive. “Non ho più potuto cantare”, scrive, lasciando emergere un cortocircuito simbolico che va ben oltre la scaletta della serata.
Ghali ha scritto un post sui suoi social
A tutti
Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come me.
So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua.
So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro.
Ghali
To everyone
I know.
I know when a voice is accepted.
I know when it is being managed.
I know when it becomes too much.
I know why they want someone like me.
I also know why they don’t.
I know why I was invited.
I also know why I was told I could no longer sing the Italian national anthem.
I know why I was asked to recite a poem of peace.
I know it could have included more than one language.
I know that one language, Arabic, at the last moment, was too much.
I know that one of my thoughts cannot be expressed.
I also know that my silence makes noise.
I know it’s all a Grand Theatre.
Ghali
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