Dark Mode Light Mode
Recensione: KID YUGI - “Anche gli eroi muoiono”
CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (30 Gennaio) #NewMusicFriday
THUNDERCAT si intitola "Distracted" il nuovo album

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (30 Gennaio) #NewMusicFriday

CANZONI-DELLA-SETTIMANA-05-2026

Il Vol. 05-2026 della Newsic Friday torna a scandire il nostro appuntamento settimanale con le novità più rilevanti della scena italiana e internazionale, attraversate, come da consuetudine, dal rating della redazione, termometro critico più che classifica, pensato per orientarsi nel rumore di fondo del presente musicale.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

Thundercat – Lil Yachty – Voto 8,00 – Un virtuosismo tra bassi iper-sinuosi e groove liquidi, con Thundercat che fonde eleganza e introspezione, Lil Yachty che aggiunge leggerezza urbana e Flying Lotus che espande lo spazio sonoro in dimensioni quasi liquide. Spaziale.

Advertisement

Mauro Ermanno Giovanardi – Voto 8,00 – Mauro Ermanno Giovanardi incanta con eleganza e intimità: ogni frase, ogni fraseggio, avvolge l’ascoltatore in un seduttivo abbraccio sonoro, senza scadenza. La sua presenza musicale è raffinata, intensa e magnetica.

Marta Del Grandi – Voto 8,00 – Marta lavora per sottrazione e profondità: voce come soglia, suono come spazio abitabile. Le trame sono eleganti, intime ma mai fragili, capaci di insinuarsi e restare. Una scrittura che seduce senza chiedere permesso. Magnetica.

Sans Soucis – Voto 8,00 – Sans Soucis costruisce un manifesto di auto-riconoscimento: amore e valore non si chiedono in prestito a nessuno. Minimalismo e tensione interiore si fondono in un atto radicale di presenza, vulnerabilità e consapevolezza corporea. Autentico.

Nightmares On Wax – Voto 7,50 – Tra bassi pulsanti e manipolazioni sonore, il progetto trasforma familiarità in esplorazione, confermando il peso culturale e l’eleganza senza tempo.

Kid Yugi  –  Voto 7,50 – Kid trasforma il sentimento in sostanza: Eroina è dipendenza emotiva messa in rima, dove amore e dolore collassano nello stesso gesto. Scrittura lucida, mai indulgente, che usa il gioco di parole come lama, non come ornamento. Imponente! 

Tropico –  Voto 7,50 – Il nuovo gioiello emotivo di Tropico. Petrella ancora una volta fonde scrittura raffinata e arrangiamenti vivi in una ballad sospesa tra desiderio e imperfezione. Un cerchio che si chiude tra fragilità accettate e malinconia elegante, segnando una nuova tappa nel suo percorso artistico.

Santamarea –  Voto 7,50 – Un racconto corale attraversato dalla metamorfosi: inquietudini, malinconie e aperture luminose convivono in un equilibrio mai pacificato. Il cambiamento non consola né risolve, ma scava e rigenera, lasciando il finale volutamente aperto. Segnatevi il loro nome se non l’avete ancora fatto! 

Kneecap  –  Voto 7,25 – Un pugno sonoro: punk e rave si fondono in un’orda ribelle che smaschera ipocrisie politiche e repressione culturale. I Kneecap incendiano riff anni ’80 con caos controllato, sfidando chiunque pensasse di piegarli. Indomito.

Tyler Ballgame –  Voto 7,25 – Un brano che celebra l’amore in tutte le sue forme: romantico, familiare, amicale. Tyler costruisce un affresco sonoro ricco e analogico, tra chitarre pulsanti, armonie lussureggianti e ritmo organico, capace di avvolgere senza mai indulgere. Avvolgente.

Miss Grit – Voto 7,00 – Miss Grit intreccia synth e chitarre in paesaggi sonori scultorei, tra introspezione e audacia sperimentale. Noir e dream-pop si fondono in un universo espanso e ipnotico, dove ogni ansia diventa architettura musicale.

Tinlicker – Voto 7,00 – In Release i Tinlicker impacchettano arpeggi melodici e li consegnano a un basso robotico, saturo di riverberi, su un beat spezzato e nervoso. La tensione cresce e crolla come il conflitto che racconta: umano contro algoritmo, corpo contro schermo. Club track che pensa.

Lunatropica – Voto 6,75 – Ferragosto 2023 scivola tra malinconia e luce, trasformando il ricordo in materia sonora. I Lunatropica fondono nostalgia d’archivio e sensibilità pop, con un’eleganza che evita l’enfasi e predilige l’attesa. Un’estate evocata più che vissuta, sospesa e consapevole.

I Patagarri – Voto 6,75 –  I Patagarri smascherano la retorica della violenza tecnologica, colpendo l’idea di progresso che anestetizza le coscienze. La critica è frontale, lucida, senza allegorie di comodo: l’intelligenza diventa complice, non alibi. Implacabile.

Sigarettewest  – Voto 6,75 – Una ballata a climax emotivo, cinematografica e senza pudori. Il racconto sentimentale si regge su immagini dense e confessioni dirette, tra abbandono e resa. Funziona più per intensità che per rischio.

Angelica Bove – Voto 6,75 – Angelica canta intimamente il distacco come gesto ultimo d’amore: lasciare andare, augurare il bene quando fa più male. La scrittura è tenera ma vigile, abitata da ricordi che resistono in spazi minimi, senza mai scivolare nel patetico. Intensa. 

Francamente – Voto 6,75 – La Casa dei Miei Nonni osserva i legami familiari con occhi lucidi e delicati: Francamente intreccia cantautorato intimo e riflessione emotiva, tra somiglianze ereditarie e scelte personali, senza indulgere al sentimentalismo.

Tiromancino  – Voto 6,75 – I Tiromancino affinano testi lucidi e vigili, capaci di interrogare senza alzare la voce, poggiandoli su melodie levigate, con un retro gusto easy listening ricercate e consapevoli. Una scrittura adulta che scorre elegante, più riflessiva che incendiaria.

Ermal Meta – Voto 6,50 – Ermal Meta scivola tra memoria e rimpianto con passo leggero, inseguendo una macchina del tempo emotiva che resta più evocata che trovata. La scrittura è pulita, misurata, a tratti fin troppo prudente: il ricordo consola, ma non graffia. Nostalgico.

Ditonellapiaga – Voto 6,50 – Esercizio di leggerezza consapevole: Ditonellapiaga fonde house pulsante e ironia spiazzante, confermando la sua cifra elettro-pop senza compromessi. Fresco, diretto un po’ Myss Keta.

Melanie Martinez – Voto 6,50 – Melanie torna a rifugiarsi nel suo universo ovattato: dream pop sospeso, atmosfere oniriche, estetica coerente ma prevedibile. Il viaggio affascina, ma la rotta è già tracciata.

Mobrici  – Voto 6,50 – Mobrici racconta relazioni in frantumi e notti dilatate, città che comprimono invece di accogliere. La sua è una solitudine corale, abitata da figure ai margini, sospese tra fuga e inerzia. Scrittura empatica, trattenuta, più osservativa che risolutiva. Crepuscolare.

GattoToro – Voto 6,50 – E’ ironia malinconica e autocoscienza: pianoforte semplice, coro di amici e riflessione amara su ciò che siamo diventati. GattoToro trasforma scuse e ricordi in confessione sonora, senza indulgenza. 

Omini – Voto 6,50 – Gli Omini fondono post-punk e pop italiano fresco: atmosfere taglienti ma accessibili, tra nervosismo controllato e melodia levigata. Il brano scorre agile, senza mai scalfire davvero la superficie.

Zara Colombo  – Voto 6,50 – La Notte è un’immersione sospesa tra intimità e confronto, dove buio e incontro si fondono in un abbraccio sonoro che evolve verso luce e colore. Zara trasforma la notte in esperienza sensoriale, delicata ma intensa. Evocativa.

Narcadian – Voto 6,50 – Un atto d’accusa senza catarsi: industrial asciutto, voce algida, nessuna esplosione emotiva. I Narcadian osservano il collasso mediatico con disincanto chirurgico, smontando l’intrattenimento come anestesia collettiva. Non consola, registra.

Amarene – Voto 6,30 – un viaggio tra paura e liberazione, dove Amarene ricuce frammenti di sé tra chitarre eteree, synth e crescendo emozionali. La collaborazione con Leandro aggiunge profondità a un racconto intimo e cinematografico, sospeso tra fragilità e forza.

Occhi – chiamamifaro – Voto 6,30 – Un fermo immagine sentimentale: dettagli minimi, quotidiani, che reggono il peso dell’indecisione amorosa. OCCHI e chiamamifaro si cercano in un dialogo sospeso, fragile ma controllato, dove l’indie-pop addolcisce il rimpianto senza sublimarlo.

Zvrzi  – Voto 6,30 – Un’ode delicata e lucida all’amore e ai legami che ci trasformano. Zvrzi unisce tradizione d’autore e originalità contemporanea, con poesia sospesa su un tappeto strumentale che solleva e ispira.

Mocci – Voto 6,30 – Mocci trasforma insonnia e introspezione in paesaggio elettro-pop: notti fredde, abissi osservati dall’alto, fragilità e resistenza convivono in un brano manifesto che esplora la consapevolezza senza retorica.

Les Votives – Voto 6,30 – Ritmica implacabile e texture elettroniche creano urgenza costante, trascinando l’ascoltatore in un vortice emotivo senza tregua. Energia pura, calcolata ma non irresistibile.

Skt – Alborosie – Voto 6,30 – Brixton Town è un ponte sonoro tra Londra, Jamaica e Italia: SKT mescola boom bap, trap e reggae con credibilità, costruendo un inno urbano che celebra radici, identità e legami culturali. La collaborazione con Alborosie aggiunge peso e autenticità. Globale.

Fudasca – Ketama126, Side Baby – Close Listen – Voto 6,30 – Infami immerge l’ascoltatore in un’oscurità urbana dove rabbia e frustrazione diventano parola e melodia. Fudasca, Ketama126 e Side Baby fondono lo-fi, piano e hip-hop con autenticità tagliente, restituendo il disagio romano senza edulcorazioni.

Rondodasosa – Voto 6,25 – Rondo resta nel suo perimetro: metriche riconoscibili, immaginario invariato, un beat oscuro che funziona più dell’urgenza narrativa. Il pezzo scorre compatto ma senza scarti reali, confermando più una comfort zone che un’evoluzione. Prevedibile.

Agronomist  – Voto 6,00 – Uno stoicismo pop travestito da flusso di coscienza: Agronomist predica il distacco con ironia, su un tappeto ipnotico, tribale e psichedelico. Più manifesto che canzone, lucido ma irrisolto.

Lupo – Voto 6,00 – LUPO trasforma dolore e vulnerabilità in energia narrativa: tra urban ed elettronica, indie-pop e momenti intimi, il brano racconta ferite e coraggio con lucidità e tensione controllata. Un ritratto di crescita emotiva senza retorica. Centrato a tratti! 

Lefar  – Voto 6,00 – Un ritratto urbano in dialetto napoletano: Lefar mescola ambizione, sacrifici e sogni con realismo diretto, catturando contraddizioni e spinta a proseguire. La lingua diventa veicolo di autenticità e prossimità. Crudo.

Shabel – Voto 6,00 – Una power ballad dark pop che trasforma il dolore amoroso in energia vitale: Shabel attraversa rabbia, frustrazione e accettazione con sincerità cruda, trasformando la vulnerabilità in forza consapevole.

Jasley – Voto 6,00 – un ritratto urbano crudo e malinconico: Jasley cattura legami sospesi e strade silenziose, tra sogni infranti e promesse perdute, con sincerità disarmante e uno sguardo privo di concessioni romantiche.

Daavi – Voto 6,00 – Daavi mescola synth e indie-pop elettronico per tradurre desiderio e frustrazione in un flusso emotivo immediato. Acerbo! 

Salomèe  – Voto 6,00 – Un vortice tribale ed elettronico, dove l’amore tossico diventa danza ipnotica. I mondi sonori si intrecciano, afro, urban e pop si scontrano senza trovare tregua. Suggestivo ma nulla di nuovo. 

Add a comment Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous Post

Recensione: KID YUGI - “Anche gli eroi muoiono”

Next Post

THUNDERCAT si intitola "Distracted" il nuovo album

Advertisement