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Intervista – SI! BOOM! VOILÀ!: il nostro modo di leggere la realtà di oggi in chiave rock!

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SI! BOOM! VOILÀ! Un titolo che è un’esclamazione, un gesto, un modo di stare al mondo.

SI! BOOM! VOILÀ! è il primo capitolo di una super band solo sulla carta: cinque musicisti con storie, palchi e dischi alle spalle che decidono di azzerare tutto e ripartire da un’urgenza primaria, quasi fisica.
Il debutto omonimo è un disco diretto, essenziale, privo di qualsiasi tentazione ornamentale: canzoni che non cercano consenso ma presenza, che raccontano il presente senza edulcorarlo e senza rifugiarsi nella nostalgia.

Abbiamo incontrato Roberta Sammarelli (ex bassista dei Verdena) alla vigilia del tour, per parlare di live, dinamiche interne, immaginario visivo, testi, maternità, intelligenza artificiale e del bisogno – oggi più che mai – di tornare a un suono umano, imperfetto, vivo.

L’INTERVISTA 

Siete in piena preparazione del tour. Che atmosfera si respira in questi giorni?

Siamo chiusi da sei giorni in un magazzino con un palco montato, le biciclette ovunque, a provare senza sosta. In realtà stasera faremo una data segreta per pochissime persone: è una sorta di rito di passaggio prima dell’inizio vero e proprio. Per noi è già la prima data, anche se domani parte ufficialmente il tour.

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Che tipo di live dobbiamo aspettarci dai SI! BOOM! VOILÀ!?

Sarà un concerto molto coinvolgente, fisico, divertente in alcuni momenti e potente in altri. Di sicuro estremamente energico. L’idea è quella di portare sul palco un’energia reale, senza filtri, senza sovrastrutture.

In scaletta ci sarà solo il disco o avete previsto delle deviazioni?

Il disco è il cuore del live, ma abbiamo aggiunto un paio di cose extra per arrivare a una durata piena. Non volevamo riempire: solo quello che ha senso suonare.

SI! BOOM! VOILÀ! nasce dall’incontro di cinque personalità molto diverse. Com’è stato assemblare il progetto?

Le basi musicali sono nate in modo molto naturale due anni fa, io, Giulio e Arden. Poi è arrivato Michelangelo, che ha scritto testi e parti vocali, e infine Giulia. Il primo giorno che è entrata abbiamo registrato le batterie praticamente a colpo secco, schiacciando “rec”. È stata un’avventura a occhi chiusi.

Gestire cinque identità forti non è semplice. Come avete trovato un equilibrio?

A livello personale non è sempre immediato, siamo cinque persone molto diverse. Ma sul palco tutto si appiana. Quando suoniamo non esistono differenze: ognuno è un quinto dello stesso corpo. È una sensazione bellissima.

Anche l’aspetto visivo è molto curato, soprattutto sui social. Quanto conta per voi l’immaginario?

Ci abbiamo giocato. Non volevamo usare i soliti codici. Le gag dei video sono tutte idee nostre, nate a tavola durante una cena. Abbiamo poi coinvolto chi sa svilupparle tecnicamente, ma l’idea era presentarci con un lato ironico e leggero.

Una scelta che rompe il cliché della band rock “cupa e muscolare”.

Esatto. Non volevamo essere l’ennesima band rock seriosa e pesante. Siamo cinque persone che hanno messo su questo progetto per divertirsi, e volevamo che questa cosa arrivasse anche visivamente. In fondo, anni fa, lo avevano fatto anche i Foo Fighters, rompendo certi immaginari rigidi.

Eppure i testi sono tutt’altro che leggeri e c’è una forte consapevolezza politica, anche se mai didascalica.

I testi di Michelangelo sono diretti, a volte ironici, ma non nascono per fare prediche. Sono il nostro modo di leggere la realtà oggi. Un’interpretazione, non una lezione.

In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, il vostro suono è dichiaratamente umano.

Personalmente spero che l’AI resti fuori dalle arti. Può essere uno strumento utile in altri ambiti, ma nella creazione artistica mi spaventa. Forse perché sono anche mamma di tre bambine e sento questa responsabilità in modo molto forte.

Le tue figlie ascoltano la tua musica?

Sì, soprattutto la canzone che canto io: la vogliono sentire tre o quattro volte di fila. Alla seconda già mi imbarazzo. Però sono fortunate, hanno una loro testa pensante.

Parliamo della copertina: chi l’ha realizzata?

È di Pasquale Desensi, un artista calabrese. Non ci siamo mai incontrati di persona, ma io lo conosco da anni. Michelangelo è un suo caro amico e avevano già collaborato. Gli abbiamo fatto ascoltare il disco e lui ha assorbito tutto prima di mettersi al lavoro. La cover era perfetta così com’era, non abbiamo cambiato nulla.

Cosa stai ascoltando in questo periodo?

Poco, sinceramente. Da quando sono mamma ho perso un po’ la voglia di cercare musica nuova. Ascolto molto quello che ascoltano le mie figlie: in macchina decidono loro e si media. Ogni tanto mi fanno sentire cose tremende e glielo dico. Ma va bene così. Io faccio musica rock, vivo di musica rock, ma non ho mai sentito il bisogno di “educarle” a forza. Se vorranno ascoltarla, bene, altrimenti no. Alcune cose le scoprono da sole: i Blink-182, per esempio, non glieli ho mai proposti io, ci sono arrivate autonomamente. Ed è anche per questo che mi fa piacere. La musica, come tutto, deve essere una scelta, non un’eredità imposta

Chiudiamo con una nota più personale: il basso rosa visto su Instagram.

Lo userò sicuramente in tour. È nato da una collaborazione con Christian Bona, il mio liutaio di fiducia. All’inizio ero diffidente, dopo tanti bassi di liuteria che non mi rappresentavano. Questo invece è nato da un confronto totale: suono, forma, peso. È un basso che mi somiglia. Ne sono orgogliosissima.

 

 
 
 
 
 
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IL TOUR 

Un album di esordio che arriva dopo l’annuncio del CLUB.TOUR.2026, un viaggio nei club delle principali città italiane prodotto da Gemma Concerti, che porterà i SI! BOOM! VOILÀ! sui palchi di:

16.01 – Livorno, The Cage
23.01 – Bergamo, Druso
24.01 – Pordenone, Capitol
29.01 – Torino, Hiroshima Mon Amour
30.01 – Nonantola (MO), Vox
05.02 – Milano, Santeria Toscana 31
18.02 – Roma, Largo Venue
20.02 – Perugia, Urban
21.02 – Ravenna, Bronson

ABOUT

SI! BOOM! VOILÀ! nascono dall’incontro di cinque musicisti che, dopo anni di palchi, dischi e collaborazioni diverse, sentono l’urgenza di ricominciare da un suono crudo, diretto, umano.
Un progetto nato senza premeditazione, in una sala di registrazione, come un esperimento spontaneo che ha preso vita da sé — un gesto collettivo che diventa musica.
La band è composta da Roberta Sammarelli (basso), Davide Lasala (chitarra), Giulio Ragno Favero (chitarra), Giulia Formica (batteria) e Michelangelo Mercuri – N.A.I.P. (voce): cinque personalità con percorsi profondamente diversi, ma accomunate dalla stessa tensione creativa.
Roberta Sammarelli è una bassista e musicista dalla forte identità sonora. Dopo anni di palchi e produzioni con i Verdena, ha portato la sua esperienza verso nuove direzioni, collaborando con Francesco Motta e partecipando a progetti di sonorizzazione cinematografica e performance collettive. Davide Lasala, produttore e chitarrista, ha fondato l’Edac Studio, fucina di dischi nazionali e internazionali (tra gli altri, Gorillaz, Fatoumata Diawara, Nic Cester), e ha firmato come autore e musicista numerosi progetti indipendenti. Giulio Ragno Favero, produttore e multistrumentista, è noto per la sua ricerca sonora radicale. Colonna portante de “Il Teatro degli Orrori” e “One Dimensional Man”, e sound designer e compositore in ambito teatrale. Giulia Formica, batterista e performer, ha collaborato con Baustelle, Chiello, Colombre e Selton, muovendosi tra ritmo, improvvisazione e ricerca visiva. La sua batteria è gesto, presenza, dialogo: un centro propulsivo che unisce corpo e suono. Michelangelo Mercuri (N.A.I.P.), acronimo di Nessun Artista In Particolare, è una delle personalità più libere e riconoscibili della scena musicale. Musicista, performer e produttore, fonde voce, elettronica e loop station in un linguaggio che abbatte i confini tra canzone, performance e sperimentazione.
Insieme, danno vita a un collettivo noise-punk in cui esperienza e istinto convivono, dove ogni suono nasce dall’altro, ogni strumento diventa voce, ogni gesto genera un dialogo. La loro musica non cerca la perfezione, ma il momento vero, quello in cui il suono si scopre vivo, imperfetto, irripetibile.
Il 14 novembre, con il singolo d’esordio “PINOCCHIO” i SI! BOOM! VOILÀ! aprono un nuovo capitolo.

FORMATI 

L’album sarà disponibile anche in versione fisica: un vinile crystal da 180 grammi in edizione limitata e numerati in bauletto con inserto testi e fotografia della band, in esclusiva per Woodworm, e una versione in vinile nero 180 grammi in edizione limitata e numerati, distribuita su tutti gli store.
A completare la release, il CD ecolpak con doppia tasca a tunnel e inserto con i testi.

WEB & SOCIAL

@siboomvoila

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