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365 brani, zero algoritmo: una canzone al giorno che accompagnerà tutto il 2026

Nel 2026 Newsic apre una parentesi quotidiana sul tempo: una canzone al giorno, senza l’ansia della novità e senza il culto sterile del revival.

Un gesto minimo, reiterato, che diventa narrazione. La playlist cresce come un diario sonoro in progress, dove i brani – vecchi e nuovi, celebri o laterali – non rispondono a logiche algoritmiche ma a una sensibilità critica, emotiva, storica.

Non è una selezione “motivazionale” né una raccolta nostalgica. È un flusso. Un attraversamento della musica come linguaggio che resiste, muta, si stratifica. Ogni inserimento dialoga con ciò che lo precede e con ciò che verrà, creando cortocircuiti temporali, affinità elettive, frizioni necessarie. Canzoni che hanno inciso un’epoca e altre che stanno ancora cercando la propria forma, ma che condividono una tensione: dire qualcosa che resti.

Questa playlist quotidiana è un esercizio di ascolto lento in un ecosistema iperaccelerato. Un invito a rimettere il brano – non il trend, non il format – al centro. A considerare la musica come flusso continuo, non come consumo istantaneo. Nel rumore costante delle uscite, Newsic sceglie la persistenza: 365 canzoni, un anno di ascolti, una mappa emotiva e culturale che si costruisce giorno dopo giorno. Senza gerarchie, ma con memoria.

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LA PLAYLIST 

GIORNO PER GIORNO 

07 GENNAIO 

“My Ever Changing Moods” (1984) è il manifesto della mutabilità secondo Weller: soul bianco, pop sofisticato e inquietudine borghese. Gli Style Council firmano un’eleganza nervosa, lucida, già politicamente stanca.

06 GENNAIO 

“E la luna bussò” (1979) è il punto in cui la Bertè smette di inseguire il pop e lo piega: funk-reggae nervoso, pieno di malinconia, carnale, corpo e notte. Una hit che pulsa ancora, indomabile.

05 GENNAIO 

Pubblicata nel 1983, “Walk Out to Winter” è l’educazione sentimentale del pop: Roddy Frame scrive come chi sa che la delicatezza può essere un atto radicale. Chitarre cristalline, malinconia luminosa, un’intimità che non implora ma invita. Pop senza età in pieno inverno! 

04 GENNAIO 

 “Gennaio 2016” è l’ultimo regalo del canzoniere di Zampaglione: ballata sobria, cantautorale, che racconta la resistenza più che la salvezza. Il pianoforte di Andrea Pesce accompagna senza invadere, lasciando spazio a una scrittura adulta, consapevole.

03 GENNAIO 

Uscita nel 1982, “Save a Prayer” attraversa il synth-pop dei Duran Duran con malinconia sottile: romanticismo sospeso, atmosfere notturne e una tensione emotiva che resta impressa.

02 GENNAIO 

“Cosa sarà” (1979) di Lucio Dalla con Ron e De Gregori è un viaggio sospeso tra speranza e malinconia: melodie aperte e parole interrogative disegnano un destino incerto ma intenso, poetico e senza tempo. Cosa sarà questo 2026???

01 GENNAIO 

“Disco Hi Life” di Orlando Julius (1979) risplende anche nel 2026: afrobeat elegante e irresistibile, ritmi solari che avvolgono, melodie tra funk e soul, e una gioia che ti costringe a muovere i piedi. Come non iniziare meglio l’anno!!! 

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