Dark Mode Light Mode

WU-TANG CLAN a Bologna: il clan è forever [Scaletta e Gallery]

WU-TANG CLAN Bologna - Credits Giorgia Zamboni

Ci sono voluti tredici anni perché l’immenso collettivo rap newyorkese dei WU-TANG CLAN tornasse sui palchi italiani.

L’attesa è terminata ieri sera all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, con due ore di concerto che hanno letteralmente mandato in estasi il pubblico.

Varcare l’ingresso dell’Unipol Arena è stato come fare un salto indietro negli anni ’90. Ieri sera in sala c’erano tutti gli ex adolescenti cresciuti a pane, rap e Wu-Tang Clan, qualcuno persino con i figli appresso. Tutti di nuovo sotto lo stesso cielo ad ascoltare chi il rap lo ha trasformato.

Molti ancora simili al passato, in quel look fatto di jeans larghi, cavallo un po’ meno basso forse, berretti di lana o da baseball, felpe rigorosamente con cappuccio e quel simbolo unico e storico, giallo. Quello del Wu-Tang.

Advertisement

Lo stesso che ha fatto capolino sin da subito sullo schermo del palco con una proiezione fissa, quasi a dire: sì, ci siamo.

Wu-Tang Forever: The Final Chamber è stato più di un concerto: è stato un ricongiungimento tra simili, tra tutti coloro che sentono ancora scorrere nelle vene e nello spirito il rap della golden age. Una riunione del collettivo con i suoi fan, ancora fedeli dopo trent’anni, ancora con le braccia alzate che si muovono a suon di bassi, con le mani a formare la W. Perché sì, Wu-Tang is forever.

L’aria che si respira è calda, ma le luci si spengono alle 21 in punto. Partono i cori: “Wu-Tang, Wu-Tang”. Poi il buio in arena e sullo schermo appare la proiezione di un tempio Shaolin. Il segnale che si comincia, che a breve, uno dopo l’altro, arriveranno i membri del clan. I bassi si alzano e inizia la magia.

Un bellissimo intro di RZA, con lo sfondo di un sole nascente, dà il via al concerto. Via via fanno il loro ingresso tutti i membri del clan: GZA, Raekwon, Ghostface Killah, U-God, Masta Killa e Cappadonna. Si intersecano in un fil rouge di due ore filate, ognuno con il proprio rap, in un alternarsi che lascia il pubblico senza fiato su “Ice Cream”.

Dai brani storici del primo album Enter the Wu-Tang (36 Chambers) — “Bring Da Ruckus”, “Clan in Da Front”, “Tearz” — fino alla splendida “Ice Cream”, accompagnata dallo storico videoclip, per poi passare ai pezzi di Wu-Tang Forever e a diversi brani solisti.

A dominare la scena RZA e un super in forma Method Man, che ha portato al pubblico con un flow carichissimo “Bring the Pain”, “Grid Iron” e “C.R.E.A.M. (Cash Rules Everything Around Me)”, fino a culminare con “All I Need”, mentre scorrevano sullo schermo le immagini del videoclip con Mary J. Blige.

E poi ancora “Reunited” da Wu-Tang Forever, con tutta l’emozione del suo sound e la sensazione di vedere il clan esibirsi sul palco come fosse ancora una cosa tra amici.

Due ore di concerto, di flow, di rap. Di “bellissimo, tutto bene”, esclamato da Method Man con il suo sorriso sornione. Due ore di video di New York, medley e omaggi, con un momento “memento” dedicato ai volti di chi ci ha lasciato troppo presto e che, insieme a loro, ha scritto la storia del rap.

Uno su tutti Ol’ Dirty Bastard, il cui figlio Young Dirty Bastard ha rappato su “Shimmy Shimmy Ya” e “Got Your Money” (featuring Kelis). Poi l’omaggio ai Mobb Deep, con Havoc presente sul palco, e i ricordi di Tupac Shakur, The Notorious B.I.G. e Oliver “Power” Grant, scomparso di recente. E ancora i brividi con “Can It Be So Simple”.

Il concerto di ieri sera è stato uno spettacolo che ha raccolto tutto ciò che era possibile riunire in sole due ore dopo oltre dieci anni di assenza dall’Italia. Una serata scivolata via tra un flow e l’altro, intervallata da alcune proiezioni: dal corto del 2025 di RZA One Spoon of Chocolate alla adv del videogame Wu-Tang: Rise of the Deceiver, segno della loro storica passione per cartoon e gaming.

Poi il video Purple Tape Files, sulla storia del rap raccontata da Raekwon, e persino due QR code per votare l’ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame.

Insomma, speriamo che questo Final Chamber Tour non sia davvero l’ultimo. C’è ancora tanta voglia di stare insieme e alzare le mani per il Wu-Tang.

LA SCALETTA 

Sunlight
Bring da Ruckus
Clan in da Front
Da Mystery of Chessboxin’
Wu-Tang Clan Ain’t Nuthing ta F’ Wit
Method Man
Shame on a Nigga
Protect Ya Neck
Rainy Dayz
(Ghostface Killah and Raekwon cover)
Criminology
(Raekwon song)
Incarcerated Scarfaces
(Raekwon song)
Holla
(Ghostface Killah song)
Glaciers of Ice
(Raekwon song)
Eye for an Eye (Your Beef Is Mines)
(Mobb Deep cover) (with Havoc)
Shook Ones (Part II)
(Mobb Deep cover) (with Havoc)
Quiet Storm (Remix)
(Mobb Deep cover) (with Havoc)
Survival of the Fittest
(Mobb Deep cover) (with Havoc)
Ice Cream
(Raekwon song)
Grid Iron Rap
(Method Man song)
Bring the Pain
(Method Man song)
All I Need
(Method Man song)
Liquid Swords
(GZA/Genius song)
Duel of the Iron Mic
(GZA/Genius song)
Gravel Pit
4th Chamber
(GZA/Genius song)
No Said Date
(Masta Killa song)
Above the Clouds
(Gang Starr cover) (Inspectah Deck Verse)
Tearz
Can It Be All So Simple
Reunited
Shimmy Shimmy Ya
(Ol’ Dirty Bastard song)
Got Your Money
(Ol’ Dirty Bastard song)
C.R.E.A.M.
Triumph
(Full song)

LA GALLERY 

WU-TANG-CLAN-Bologna-Credits-Giorgia-Zamboni-2

Immagine 5 di 10

 

WEB & SOCIAL 

@wutangclan

Previous Post

FRAH QUINTALE “ nuove date per il suo "SUMMER TOUR ‘26" [info e Biglietti]

Next Post

365 brani, zero algoritmo: una canzone al giorno che accompagnerà tutto il 2026

Advertisement