Serena Brancale, tra le vincitrice (quasi annunciate sottovoce) con “Qui con me” di questo Festival di Sanremo.
Serena si presenta così, con una pianola Bontempi, intonando il brano in gara al Festival. Un’altra sfaccettatura della sua persona e personalità.

L’INTERVISTA
Quali emozioni hai gestito nella stesura del brano?
Stavo vivendo grande magia con “Anema e Core”. Mi sono fermata e ho pensato che l’unica persona con cui avrei voluta condividerla, mia madre, non c’era più. Ho inoltrato il brano a mia sorella, una cosa è cantare di festa, un’altra cantare del dolore e di parlare della perdita, cosa che sto facendo e in qualche modo è la mia terapia. Quando l’ho proposto a mia sorella, mi ha scritto “Andiamo lo facciamo insieme”.
É un ritorno alle origini?
“Baccalà” e “Anema e Core” fanno parte di me, l’anno scorso è stato uno degli anni più importanti per me. Amo la musica leggera. Però, mi piace anche fermarmi, mettere un punto, chiudere il cerchio. Pensavo di essere sola invece martedì quando ho cantato ho ricevuto l’abbraccio di molti. L’amore che mi arriva è potente”. Avevo un altro brano più gipsy, però con “Qui con me” mi sono liberata. Mi sento spoglia da tutti gli orpelli e dettagli. Anche il colore dei miei capelli, volevo concentrarmi sulle parole.
Tra gli artisti in gara con chi ti sentiresti di collaborare?.
Quest’anno ci sono delle nuove voci come Sayf, quella voglia di giocare con l’immagine e le parole. Mi piace la donna che mostra Arisa, la madre che porta Levante. Mi piacciono tante personalità, mi piace Michele, Mara Sattei. Adoro Marco Masini e Fedez perchè è un brano molto ricco di significato. Collaborerei con ognuno di loro.
Il podio, lo vedi vicino?
Io ho vinto martedì perchè ho portato una lettera a mia madre con mia sorella presente.
In che modo questo brano si inserisce nel tuo repertorio colorato?
Nei miei concerti ci sono vari momenti, c’è anche spazio per le ballad. Ci voleva un mio momento di riflessione. È un altro step della mia sperimentazione. La sperimentazione parte da dentro, “Qui con me” parte dall’esigenza mia che avevo dentro, dopo è arrivata anche la rivoluzione estetica. Quando l’ho scritto avevo in mente Decrescenzo ancora. Mi piace mischiare tanti generi ed essere sempre di più io.
Il percorso fino a questa sera è stato all’altezza delle tue aspettative?
Tengo alta la concentrazione, ho pianto un po’ di volte , avrei mantenere di più il sorriso. Mi sono detta se accade non ti vergognare, è bello anche se c’è un pianto liberatorio come quello a fine interpretazione della prima sera.
Se potessi parlare con la te del tuo primo Sanremo?
Datti tempo, accadranno cose meravigliose se sarai pronta ad accogliere.